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  • Lunedì 19 Febbraio 2018 - Aggiornato alle 14:57

“Il Pd è l’unico partito capace di dare un Governo all’Italia. L’Irpinia destinataria di atti concreti, non di promesse”: De Caro lancia la carica, per sé e per la coalizione “come prevede la legge”

Il sottosegretario sannita chiama a raccolta i suoi fedelissimi: “il partito irpino ripartirà il 5 marzo. Le elezioni politiche sono una partita diversa dal congresso e dalle amministrative. Appuntamenti a cui bisognerà arrivare uniti”

“Il Pd è l’unico partito capace di dare un Governo all’Italia. L’Irpinia destinataria di atti concreti, non di promesse”: De Caro lancia la carica, per sé e per la coalizione “come prevede la legge”

«E' una campagna elettorale più difficile delle altre, perché bisogna fare due sforzi. Il primo per convincere i cittadini a recarsi alle urne, il secondo per spiegare bene le ragioni del Partito democratico, unico corpo intermedio capace di dare un Governo all'Italia». Il sottosegretario Umberto Del Basso De Caro incontra la stampa per presentare la sua candidatura al Senato, collegio plurinominale Campania 2 Avellino-Benevento.

Ad attenderlo al circolo della stampa una folta platea di amministratori del Pd irpino che, nel tempo, si sono spostati sulle sue posizioni. In prima fila, tra gli altri, il presidente dell'Alto Calore Raffaello De Stefano, il presidente del consiglio di Avellino Livio Petitto, il capogruppo dem Giuseppe Giacobbe, gli assessori Augusto Penna, Costantino Preziosi e Arturo Iannaccone, l'ex vicesindaco Stefano La Verde, il sindaco di Sant'Angelo dei Lombardi Rosanna Repole e il candidato di area alla segreteria provinciale Gaetano Bevere.

De Caro chiama subito al suo fianco le due consigliere provinciali del Pd, Enza Ambrosone e Caterina Lengua, e chiarisce «Non ho fatto alcuna polemica sulla formazione delle liste. Non sono candidato del maggioritario ma del proporzionale, quindi rappresento solo il simbolo del mio partito e i voti che raccoglierò andranno, come prevede la legge elettorale, ai candidati del maggioritario anche a quelli che non appartengono al Pd».

De Caro descrive ed analizza i tre possibili primati. Il primo quello del centrodestra «non siamo di fronte ad un'alleanza politica ma ad un cartello elettorale destinato a disintegrarsi prima del 4 marzo. Ogni giorno Berlusconi dice una cosa e puntualmente Salvini l'esatto contrario. Accade sul condono edilizio, sulla legge Fornero, sulla moneta unica europea. C'è poi il Movimento 5 Stelle, ieri Di Maio qui ad Avellino ha detto di non avere competitor. Semplicemente ignora che la legge elettorale ha un impianto prevalentemente proporzionale, non assegna il presidente del Consiglio. E mi fermo qui perché non ho mai avuto molta considerazione per chi non si sveglia la mattina per guadagnarsi il pane, e Di Maio appartiene a quelli che nella vita non hanno lavorato neanche un'ora».

Poi c'è il Partito Democratico su cui «tanta letteratura negativa è stata scritta, indubbiamente anche per responsabilità nostra. Resta un dato di fatto però: siamo- è sicuro il sottosegretario- l'unico partito rimasto in Italia sotto le macerie politiche, l'unico corpo intermedio che oggi può raccontare ciò che ha fatto nei cinque anni che ci lasciamo alle spalle, ma soprattutto quello che vuol fare nei prossimi. Renzi ha presentato i nostri 100 punti per l'Italia che saranno raccolti in un opuscolo in distribuzione a cinque milioni di famiglie. Noi parliamo il linguaggio della verità: in politica chi vuole andare lontano fa squadra, il voto di pancia non esiste. Lavorerò affinchè si avveri la profezia della presidente D'Amelio che ha previsto una vittoria 5-0».

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Da sottosegretario ai trasporti e alle infrastrutture, il candidato al Senato elenca gli interventi messi in cantiere per l'Irpinia dalla Napoli-Bari alla piattaforma logistica in Valle Ufita, dagli interventi previsti per le Zone economiche speciali alla Lioni- Grottaminarda con un investimento di 360 milioni di euro fino all'elettrificazione della tratta ferroviaria Avellino-Salerno iscritta nel Patto per la Campania. «L'Irpinia –dice- è stata destinataria di atti di Governo, non di semplici promesse. E' chiaro che di un'opera pubblica si apprezzano i benefici sul lungo termine. Insomma, non riempiamo così il frigorifero delle persone ma il Pd non dimentica i problemi della quotidianità. Su tutto questo chiediamo il consenso agli italiani, alla politica urlata noi opponiamo quella del ragionamento. Non partecipiamo alla gara tra chi la spara più grossa, ad esempio sulla Flat Tax omettendo di dire che sarebbe una riforma incostituzionale e senza copertura economica e che provocherebbe un deficit da 60 miliardi di euro nelle casse dello Stato. Preferiamo il linguaggio della verità».

Infine un passaggio sul futuro del Partito democratico irpino, attualmente commissariato dal Nazionale «il Pd riparte dal 5 marzo. Lavoreremo per ricostruire l'unità necessaria ad affrontare congresso provinciale ed appuntamenti elettorali successivi, primo tra tutti quello delle elezioni amministrative nel comune capoluogo. Ma sbaglia chi pensa che le politiche siano uno spartiacque: oltre il sipario non c'è nulla. Oggi giochiamo la partita più importante, slegata da tutte le altre: quella di dare un governo all'Italia».

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Ultima modifica ilLunedì, 12 Febbraio 2018 13:09

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