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  • Lunedì 19 Febbraio 2018 - Aggiornato alle 14:55

Liberi e Uguali, D'Attorre: rendere forte la sinistra per evitare l'inciucio e "stanare" i Cinquestelle

Il parlamentare uscente in Irpinia per un tour elettorale: Di Maio si sente candidato premier? Oltre a sbagliare i congiuntivi a volte pecca anche di analfabetismo costituzionale

Liberi e Uguali, D'Attorre: rendere forte la sinistra per evitare l'inciucio e "stanare" i Cinquestelle

«Dare il voto al Pd significa sostenere il Governo Renzi-Berlusconi, mentre noi siamo gli unici a poter garantire che i nostri voti non si mischieranno con quelli di Berlusconi e di Salvini e su posizioni leghiste sembra essere risucchiato anche il Movimento Cinquestelle. Solo se ci sarà una sinistra forte che mette al centro il lavoro, la sanità pubblica il valore della scuola e dell'università, un sistema pensionistico e fiscale più equo, si potrà costringere Pd e M5S a convergenze programmatiche». Alfredo D'Attorre disegna la prospettiva futura che potrebbe determinarsi in base al voto del 4 marzo. Il parlamentare uscente, oggi candidato con Liberi e Uguali, fa tappa in Irpinia e, dopo aver incontrato i candidati e i dirigenti delle tre forze politiche che compongono la lista (Mdp-Articolo 1, Sinistra Italiana e Possibile), ha partecipato ad una iniziativa pubblica a Cervinara. «Cosa accadrà dopo il voto? Ci può essere Liberi e Uguali che con la sua autonomia e la sua forza sfida gli interlocutori alternativi alla destra a costruire convergenze programmatiche. Non vogliamo metterci in un angolo, ma utilizzare i nostri voti per costruire una prospettiva di cambiamento per il nostro Paese, ovviamente in profonda discontinuità con gli errori commessi in questi anni». Errori che, per D'Attorre, si chiamano Jobs Act («va abolito con conseguente reintroduzione dell'articolo 18), privatizzazione della sanità («deve tornare ad essere un diritto di tutti come dice la Costituzione»), «siamo quelli che dicono no alla flat tax e che ritengono necessario che chi ha di più paghi di più, alleggerendo le imprese, le famiglie e i redditi medi». Un programma che vuole aiutare non soltanto gli ultimi, «ma anche i ceti medi - dice D'Attorre - perché qui si sono dati 30 miliardi di incentivi e bonus ad aziende esportatrici senza che si sia creata buona occupazione, anzi fioriscono lavori sottopagati e non pagati, cosi si demolisce il Welfare. Abbiamo vinto il referendum non solo per difendere l'equilibrio democratico, ma anche per difendere quel modello di società contenuto nella Costituzione. Il nostro è un programma decisamente alternativo agli altri che, più o meno, sono imbevuti di liberismo». Programmi che debbono sostanziarsi in un leader e qui l'esponente di LeU risponde a Luigi Di Maio, capo politico dei Cinquestelle. «Lui unico candidato premier? Intanto mi pare che Di Maio abbia fatto la battaglia per il no al referendum, avendo difeso la Costituzione repubblicana, dovrebbe evitare di fare errori di analfabetismo costituzionale. La Costituzione non prevede candidati premier, il Presidente del Consiglio viene incaricato dal Capo dello Stato sulla base dei risultati elettorali. Evidentemente Di Maio ogni tanto, oltre a sbagliare i congiuntivi, prende anche qualche scivolone con la Costituzione. In ogni caso il M5S da solo non avrà i voti per formare il governo. Se la sinistra sarà forte li costringeremo a sciogliere alcune ambiguità ed a guardare a sinistra, altrimenti il destino di Di Maio è quello di rincorrere Salvini». D'attorte ha ascoltato anche gli interventi di alcuni candidati tra i quali Antonio Caggiano (in campo all'uninominale Camera Ariano) che sfidato tutti i candidati ad un confronto pubblico «per fare chiarezza sulle responsabilità del passato e sulle proposte per il futuro. E' invito che faccio a tutti, soprattutto al "nipote" (non ha mai nominato Giuseppe De Mita)». Duro anche l'intervento di Alberta De Simone che ha accusato il Pd di aver ceduto agli alleati nei collegi ed ha smontato la candidatura di Pietro Foglia («se lui rappresenta la novità in politica...»), elogiando ed invitando a votare, ad Avellino, la candidata di LeU, Anna Maria Pascale.

Ultima modifica ilLunedì, 12 Febbraio 2018 19:53

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