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  • Sabato 23 Giugno 2018 - Aggiornato alle 21:26

“Si Può” chiama Pizza: chieda ai suoi candidati di rinunciare alla quota parte di scrutatori. Dica no al mercato delle vacche

Conferenza stampa della candidata sindaco Nadia Arace. Giordano: la Procura verifichi cosa sta accadendo e se è vero che ogni consigliere comunale ricandidato ha ‘diritto’ a scegliere sette scrutatori. Se così, il reato di voto di scambio sarebbe dietro l’angolo”

“Si Può” chiama Pizza: chieda ai suoi candidati di rinunciare alla quota parte di scrutatori. Dica no al mercato delle vacche

«Sulla nomina degli scrutatori stiamo per assistere ad un vero e proprio mercato delle vacche, consumato sulla pelle dei più giovani e delle persone più bisognose. No alle nomine dirette della commissione elettorale, di cui fanno parte candidati sia del centrosinistra che del centrodestra. No alla spartizione di cui si parla in queste ore, che dovrebbe prevedere addirittura una quota parte di sette scrutatori da nominare per ogni consigliere comunale uscente ricandidato». La lista "Si Può" convoca la stampa nel comitato elettorale di via Del Gaudio e, dopo aver chiesto con una nota ufficiale al sindaco Foti e al presidente del consiglio Petitto di eliminare il criterio della nomina in favore di quello del sorteggio, lancia un appello anche al candidato sindaco di centrosinistra Nello Pizza.

«Abbiamo chiesto che sia applicato il criterio del sorteggio, innanzitutto per garantire equità e trasparenza. In queste ore si sta procedendo ad un'operazione che non è di sola spartizione rispetto ai 210 scrutatori, di cui 70 spettano come nomina ai membri della commissione elettorale, ma ci stanno arrivando voci – denuncia Nadia Arace- secondo cui ci sarebbe una quota di 7 scrutatori per ogni consigliere comunale uscente che si va a ricandidare. Così diventa una chiara operazione di scambio elettorale, per questo chiediamo un intervento deciso di Nello Pizza. Dimostri di voler bloccare, innanzitutto chiedendolo ai membri della commissione elettorale ricandidati con lui, che non partecipa a questa spartizione».

In qualità di consiglieri ancora in carica, Arace, Francesca Di Iorio e Giancarlo Giordano annunciano la loro partecipazione alla seduta di commissione elettorale convocata per lunedì mattina a Palazzo di Città. «Si rispetti il criterio del sorteggio, si eviti voto inquinato e soprattutto speculazioni elettoralistiche sulla pelle dei più giovani. Quella della nomina degli scrutatori, è una questione che si ripete ad ogni elezione- prosegue la candidata a sindaco- La situazione adesso è addirittura peggiorata. Chi utilizza questi mezzucci non è degno di pronunciare parole come "discontinuità" e "trasparenza". Servono gesti chiari e concreti, si interrompa questo mercato delle vacche sulla pelle dei cittadini».

Un'accusa rivolta tanto al centrosinistra quanto al centrodestra (entrambi gli schieramenti sono infatti presenti in commissione elettorale attraverso i consiglieri Poppa, Spiezia e Negrone) «tutti prima della campagna elettorale si riempiono la bocca di concetto come equità e legalità, poi però se ne dimenticano puntualmente- aggiunge Di Iorio- quello a cui stiamo assistendo è un becero mercanteggiare sulla pelle dei cittadini. Mi scuso a nome loro con tutti quegli avellinesi che avevano creduto di poter partecipare ad una giornata tanto importante per la vita democratica cittadina, attraverso un sorteggio trasparente».

Chiede alla Procura della Repubblica di vigilare sull'esito delle assegnazioni degli scrutatori, Giordano: «se è vero, come si vocifera, che ci sono quote di nomine riservate ai gruppi consiliari, noi annunciamo sin da ora di rinunciarci e che quella fetta di scrutatori venga sorteggiata. Pizza e il Pd facciano lo stesso, imponendolo ai loro candidati. C'è una mozione votata all'unanimità che puntualmente viene disattesa perché in commissione elettorale c'è sempre un consigliere componente, Poppa, che si oppone. Se fosse vero quanto si vocifera nei corridoi del Comune rispetto una ripartizione degli scrutatori tra i consiglieri ricandidati, allora questa diventa materia per la Procura che, di fronte a questa probabilità, deve vigilare. Se così fosse, saremmo di fronte al configurarsi di un reato chiaro, quello di voto di scambio».

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