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  • Sabato 23 Giugno 2018 - Aggiornato alle 21:14

Amministrative, Pizza: niente apparentamenti. Ciampi si confronti con me senza "accompagnatori"

Il candidato del centrosinistra lancia la sfida al suo competitor: un ricatto il voto a me? Così non si rispetta il voto degli elettori

Amministrative, Pizza: niente apparentamenti. Ciampi si confronti con me senza "accompagnatori"

Nessun apparentamento ufficiale, ma disponibilità a confronto con tutti, «sui programmi per la città». Nello Pizza, candidato sindaco del centrosinistra, sgombra immediatamente il campo dalle ipotesi circolate in questi giorni. L'avvocato, in testa dopo il primo turno, ha già una maggioranza in consiglio e dunque non serve ulteriormente allargarla attraverso la sottoscrizione di patti e accordi che renderebbero ancor più complicato il percorso. «La sfida è tra me e Ciampi - dice Pizza - ed è per questo che ritengo necessario un confronto tra noi due in modo da poter presentare alla città le nostre proposte e consentire agli elettori di scegliere il sindaco che ritengono migliore». Un appello, o un guanto di sfida, che Pizza rivolge al candidato del M5S, «sperando di potermi confrontare solo con lui, visto che io ci metto sempre la faccia da solo e lui, invece, si fa sempre accompagnare dai parlamentari». Poca autonomia? Pizza non lo dice, ma certo questa è l'accusa che è stata rivolta a lui e lo ha accompagnato lungo tutto il mese di campagna elettorale. «Io ringrazio tutti i candidati delle liste che mi hanno sostenuto, non credo ci sia stato un voto disgiunto pilotato ma semplicemente è venuto fuori un risultato che testimonia come le liste che mi appoggiavano erano più forti». E questo gli offre l'assist per poter rispondere alle accuse arrivate ieri dai Cinque Stelle, segnatamente dall'onorevole Michele Gubitosa. «Non c'è alcun ricatto nella richiesta del voto a me - afferma - ma solo la conferma di un dato di fatto: io ho già la maggioranza, la mia elezione servirebbe soltanto a completare un percorso già avviato, dall'altra parte ci sarebbe l'ingovernabilità altro che ricorso al Consiglio di Stato. Chi parla di ricatto dimostra di non rispettare il voto degli elettori: quando la scelta ricade su di loro il voto è libero e nell'altro caso un ricatto? No, questa è spregiudicatezza, un comportamento vergognoso, poco confacente ad una forza politica che sta al governo. Non solo. Dopo aver fatto una campagna elettorale contro di me ed i miei candidati, definendoli impresentabili, oggi si vuole chiedere il loro sostegno per governare la città? Non è cosi che si restituisce moralità e serietà alla politica». Pizza, però, replica anche a chi lo ga definito «sconfitto» dopo il primo turno e lo fa snocciolando i dati e raffrontandoli con quelli del 4 marzo. «Dicono che sono io il vero sconfitto? Bene, mi auguro di esserlo allo stesso modo il prossimo 24 giugno». E' quello il giorno del ballottaggio e fino ad allora non ci sarà alcuna anticipazione sulla giunta. «Non avrebbe senso dirlo adesso se poi non divento sindaco. Ovviamente in mente ho già un'idea di giunta, tra parte tecnica e parte politica, che potrebbe essere rappresentata da interni o da esponenti politici, ma aspettiamo l'esito del voto». E sul possibile calo dell'affluenza al secondo turno, Pizza, pur ammettendo che «si tratta di una possibilità», auspica invece, «una partecipazione forte per una scelta che riguarda il futuro della città».

Ultima modifica ilMercoledì, 13 Giugno 2018 21:11

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