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  • Sabato 21 Luglio 2018 - Aggiornato alle 11:52

Ballottaggio, l'ultimo appello di Pizza: fate un gesto d'amore per Avellino contro stregoni e profeti del rancore

Il candidato sindaco del centrosinistra chiude a San Tommaso. Ciampi non potrà governare e non si può amministrare da Roma e come Roma, il vero avversario è il commissariamento

Ballottaggio, l'ultimo appello di Pizza: fate un gesto d'amore per Avellino contro stregoni e profeti del rancore

Lancia un appello alla responsabilità per il bene della città, tocca le corde "dell'amore per Avellino" che lo ha accompagnato in questa sfida, «perché io voglio il bene di Avellino esattamente come voglio il bene delle mie figlie». Nello Pizza, candidato sindaco del centrosinistra, chiude la sua campagna elettorale a San Tommaso, quartiere dove nel primo turno ha ottenuto un grande successo. Ed è proprio da qui che l'avvocato parte per rivolgere il suo ultimo appello. «Devo dire grazie a voi, cittadini di San Tommaso, per il calore che mi avete trasmesso, per la forza che mi è arrivata al primo turno. Ho sentito perciò il dovere di sdebitarmi e non è casuale ovviamente la nostra presenza qui. San Tommaso in questo momento è il simbolo di tutti i quartieri, i rioni storici di Avellino. Il mio obiettivo è eliminare la frattura tra centro e periferie. Bisogna ripartire dalle periferie, e per me non esisteranno mai quartieri di serie A e quartieri di serie B». Rendere Avellino un corpo unico, ma soprattutto rinsaldare il rapporto tra amministrazione e comunità. «Voglio essere uno di voi perché sono uno di voi, voglio essere il sindaco dell'ascolto perché questo è il governo che serve ad Avellino». Già, il governo. E' stata una campagna elettorale lunga, dura, per certi versi anche violenta nei toni. «La nostra città ha bisogno - ha detto Pizza - del contributo di persone che la amano, non dei rancorosi. La nostra città ha bisogno di persone che sorridono e che sanno sorridere anche di fronte alle difficoltà, non di chi trama di nascosto. La nostra città ha bisogno di tornare a volersi bene e non ha bisogno di chi la disprezza, di chi vuole solo dare sfogo alla propria sete di potere». Una città nella quale Pizza ha costruito la sua carriera e la sua famiglia «A chi mi chiede: perché l'hai fatto? La risposta è immediata: per me, per le mie figlie, per voi». Ed è per questo che, a poche ore dall'apertura delle urne, bisogna produrre l'ultimo sforzo per raggiungere l'obiettivo. Pizza ne parla con parole chiare, fotografando una realtà che, in caso di vittoria di Ciampi, sarebbe piena di rischi per il governo della città. «Qualcosa sul senso del voto voglio dirla. Al primo turno - spiega - le sette liste a sostegno della mia candidatura hanno raggiunto il 53%, quindi sono andate oltre la metà dei voti espressi, ed io sono arrivato al 43%. E' un risultato enorme che passa per il vostro sostegno così convinto. Adesso, però, stanno provando a mandare la gente in confusione. E voglio che i cittadini capiscano che una vittoria dei Cinque Stelle consegnerebbe la città nelle mani dell'ingovernabilità e aprirebbe le porte al commissariamento. Questo è un dato di fatto, non è un'interpretazione. Così come non è un'interpretazione la circostanza che, in caso di vittoria, avrò una maggioranza ampia e coesa perché è espressione delle liste che mi hanno sostenuto. Dicessero quello che vogliono, ma non travisassero la realtà: anche se Ciampi si costruisse una pseudo maggioranza mettendo insieme tutti quelli che si sono presentati contro di noi, si troverebbe contro diciotto consiglieri eletti tra le mie liste, un blocco granitico, un corpo unico che non lascerebbe mai passare la loro rivoluzione del pressappochismo, il loro governo del nulla, il loro rinnovamento a chiacchiere».

Chiusura campagna elettorale Pizza

Poi la stoccata al M5S, e al sottosegretario Carlo Sibilia, e alla decisione di far passare per la città componenti del Governo per assicurare il sostegno di Roma a Vincenzo Ciampi. «A chi usa figure nazionali per fare la campagna elettorale vorrei dire che la città non si governa da Roma e soprattutto, non si governa come Roma. Qualcuno vi ha invitato a non votarmi perché ho la faccia da bravo ragazzo – "da buono vaglione", ha detto. È vero, ho la faccia da bravo ragazzo e sono un bravo ragazzo». E ancora: «In queste due settimane ho portato avanti una campagna elettorale contro un fantasma, un ectoplasma. L'hanno ammutolito, l'hanno messo in naftalina, è stato come risucchiato da quest'onda di sottosegretari. Ma vorrei che vi fosse molto chiara una cosa: il vero avversario qui non è Ciampi, ma è il commissariamento del Comune. Perché è questo che accadrà. Dicessero le cose come stanno: non c'è alcun caso in Italia di sindaco senza maggioranza che non sia arrivato rapidamente al commissariamento». Una prospettiva nefasta alla quale Pizza non vuole nemmeno pensare, «perché dalle urne domenica notte sono certo che verrà fuori sì la città che vuole cambiare, ma che non vuole affidarsi agli stregoni, agli interpreti del rancore, ai vendicativi, a chi messo alla porta dagli elettori sta cercando di rientrare dalla finestra. Avellino confermerà la voglia di responsabilità e lo farà attraverso un voto motivato e serio, un voto consapevole e giusto. Avellino sceglierà il voto responsabile». Un voto che, per Pizza, è un segno dell'amore vero per la città che deve «tornare ad essere città dove si vive bene. Non una città da cui scappare». Alla fine un ringraziamento a tutti i candidati delle liste che lo hanno sostenuto «uno ad uno. I miei eletti, quelli che non ce l'hanno fatta, quelli che hanno partecipato con impegno e passione: grazie dal profondo del mio cuore. Avete dovuto subire attacchi, accuse di ogni tipo, siete stati oggetto di calunnie. Mi scuso per tutti coloro che hanno abusato del vostro amore per la città. Non avrebbero dovuto andare così oltre, eppure l'hanno fatto». Ora manca l'ultimo sforzo, quello che Pizza chiede agli elettori «vi chiedo di continuare - conclude - finché sarà possibile, come avete fatto finora. Non fatevi scoraggiare. Vi chiedo di parlare con le persone, con i vostri amici, con i vicini di casa. Portate a tutti il mio messaggio. Quello di un sindaco che vuole essere sindaco in mezzo a voi, in mezzo alla gente e mai nel chiuso della sua stanza».

Ultima modifica ilVenerdì, 22 Giugno 2018 21:55

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