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  • Giovedì 18 Ottobre 2018 - Aggiornato alle 05:50

Alto Calore, nessun accordo con il Pd solo uno sgarbo istituzionale. Non sapevo che avrebbero messo ai voti la mia proposta: la verità di Ciampi

Il sindaco chiarisce quanto accaduto all’assemblea dei soci dell’ente di Corso Europa. Al suo fianco il sottosegretario Sibilia che smentisce l’esistenza di dissidi interni al M5S: nessuno può essere scontento di un sindaco che pulisce i parchi e si taglia lo stipendio

Alto Calore, nessun accordo con il Pd solo uno sgarbo istituzionale. Non sapevo che avrebbero messo ai voti la mia proposta: la verità di Ciampi

«Sull'Alto Calore si sta strumentalizzando e manipolando una vicenda che è invece chiarissima. Ho depositato una relazione in cui chiedevo il rinvio dell'assemblea e poi mi sono dovuto allontanare per impegni istituzionali. Nessuno mi ha detto che quella mia proposta sarebbe stata messa ai voti, neanche una telefonata. Un grave sgarbo istituzionale». Ad una settimana dall'elezione di Michelangelo Ciarcia alla presidenza dell'Alto Calore, il sindaco Vincenzo Ciampi consegna alla stampa la sua verità su quanto accaduto nella sede di Corso Europa, quando per la sua assenza non è passata la proposta di rinvio dell'assise, da lui stesso depositata. In molti hanno letto in questo comportamento una volontà di non intralciare il percorso già tracciato dal Pd (Ciarcia è esponente dell'area decariana) in vista di un appoggio dem in consiglio comunale. «Non è così- tuona Ciampi- ho depositato la mia relazione e mi sono allontanato perché contemporaneamente impegnato per il passaggio di cassa con la vecchia amministrazione. Un appuntamento già fissato con l'ex sindaco Foti e con i revisori dei conti quindici giorni prima. Terminati i miei impegni al Comune, sono tornato all'Alto Calore per votare contro l'elezione di Ciarcia. C' stato un atto di scortesia istituzionale: nessuno mi avvertito, neanche telefonicamente, che la mia proposta andava ai voti, altrimenti avrei lasciato la delega a qualcuno».
Nessuna certezza sull'arrivo delle linee programmatiche nel prossimo consiglio comunale: «l'ordine del giorno del consiglio lo stabilisce la conferenza dei capigruppo, non lo decido io. Tocca al presidente del consiglio. Da parte mia ho già fatto presente che c'è necessità di mettere all'ordine del giorno la variazione di bilancio per il Ferragosto, che non è quantitativa ma di intestazione. La competenza in materia di bilancio previsionale è del consiglio comunale. A Cipriano, che aveva detto che non era necessario l'immediato passaggio in aula, ricordo che non avendo una maggioranza certa in consiglio rischierei di approvare in giunta una delibera che poi l'aula, tra sessanta giorni, potrebbe non ratificare. Preferisco fare le cose in maniera più chiara». Un tema, quello dell'organizzazione del cartellone Estate 2018, che pone inevitabilmente quello di una maggioranza inesistente: «la creeremo in consiglio comunale. Non credo chela battaglia politica si possa fare sul Ferragosto, un evento che riguarda tuta la città e la provincia. Significherebbe privare la città di qualcosa e io voglio dare per scontato che la variazione venga approvata». Sulla volontà di parte del M5S di ricercare un dialogo con il Pd, Ciampi liquida così la vicenda «Non so a cosa vi riferite- risponde il sindaco- ho già detto in aula che siamo aperti alla collaborazione di tutte le forze politiche per governo salute pubblica. Non sono a conoscenza di nessuna maretta all'interno del M5S».

A dargli manforte il sottosegretario Carlo Sibilia, arrivato ad Avellino per preenziare all'apertura tecnica della ex strada Bonatti. «Sulla vicenda Alto Calore, Ciampi ha chiarito quanto accaduto. E' di tutta evidenza che la città capoluogo non è stata interpellata su nessuna decisione. Al di là dello sgarbo istituzionale che ritengo totalmente fuori luogo, il Comune di Avellino è tra i più importanti che contribuisce al benessere di un ente devastato quindi non si può non tener conto dell'amministrazione comunale. Purtroppo nel Pd cambia il puparo, ma i pupi restano sempre gli stessi. All'Ato rifiuti, ente già di dubbia utilità, avevo sollecitato a pubblicare i curricula degli aspiranti direttori generali per unq questione di trasparenza della procedura. Adesso qualsiasi scelta sta in campo a chi l'ha eseguita. Purtroppo quando ci sono enti provinciali che fanno riferimento ad aree più vaste e non al sindaco di Avellino o al Governo, la responsabilità è di chi li guida non nostra. Non escludiamo una riforma di questi enti. Anche sulle elezioni provinciali il discorso è più ampio, le prossime saranno solo un passaggio intermedio perché la Legge Delrio le ha ridotte ad enti che non sanno né di carne né di pesce. Quella legge va rivista assolutamente».
Infine una battuta sulla spaccatura interna al M5S: «leggo di queste cose che sono leggermente inventate. È impossibile lamentarsi di un sindaco che si taglia lo stipendio, va a pulire i parchi cittadini. Chi si lamenta forse non ricorda dalla situazione da cui veniamo».

Ultima modifica ilLunedì, 06 Agosto 2018 10:23

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