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  • Martedì 13 Novembre 2018 - Aggiornato alle 05:25

Industria Italiana Autobus, Todisco: «L'impegno continua, la Regione sia protagonista»

Industria Italiana Autobus, Todisco: «L'impegno continua, la Regione sia protagonista»

«Dopo l'esito positivo dell'incontro del Mise, l'impegno per gli stabilimenti di Industria Italiana Autobus continua». Lo afferma il consigliere regionale del gruppo «De Luca Presidente» Francesco Todisco che aggiunge: «Auspico un ruolo determinato della Regione Campania teso a difendere il lavoro e la produzione. Ancora molti restano gli interrogativi a cui il governo deve dare risposta, quella della IIA è una vertenza nazionale sulla quale può essere misurata la qualità delle politiche industriali che si intendono mettere in campo». Per l'esponente di Articolo Uno - Mdp, «bene hanno fatto Vasco Errani ed i senatori di Liberi e Uguali ad interrogare il ministro. Ad ogni livello l'attenzione sulla vertenza è massima. Passo dopo passo -conclude-, come facciamo da ormai sette anni, andremo avanti».

Atto n. 3-00197 (con carattere d'urgenza) - Pubblicato il 11 settembre 2018, nella seduta n. 34
ERRANI , DE PETRIS , GRASSO , LAFORGIA - Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali
Premesso che:

Industria Italiana Autobus SpA si propone come un player che integra tutta la catena del valore del segmento (costruzione, vendita, riparazione, ricambi) per la produzione di autobus, sulla base della valorizzazione commerciale ed industriale di marchi storici come BredaMenariniBus ed Officine Padane;
Industria Italiana Autobus SpA, attraverso le sue maestranze, raccoglie l'ereditĂ  delle due grandi aziende produttrici di autobus nel panorama industriale italiano: la ex Irisbus di Flumeri di Avellino e la BredaMenariniBus di Bologna;
la societĂ  BredaMenariniBus nasce nel 1987 dallo scioglimento del consorzio Inbus, le cui produzioni sono trasferite alla Bredabus, di proprietĂ  della Breda Costruzioni Ferroviarie;
a gennaio 2015 BredaMenariniBus viene ceduta da Finmeccanica alla neocostituita Industria Italiana Autobus SpA che rileva, oltre all'impianto produttivo di Bologna, lo stabilimento irpino di Flumeri (Avellino) di proprietĂ  dell'Irisbus Iveco, azienda totalmente acquisita, nel 2003, dal gruppo Fiat;
Industria Italiana Autobus sceglie di concentrare a Bologna il centro logistico dell'azienda e la realizzazione degli autobus per il trasporto urbano, riservando invece allo stabilimento di Flumeri, oltre che l'implementazione di nuove linee produttive, le attivitĂ  propedeutiche alla messa in strada del segmento turistico e regionale, le grandi revisioni ed il revamping;
l'avvio della costituzione attraverso IIA (Industria Italiana Autobus), di proprietĂ  del Gruppo Del Rosso e Finmeccanica (oggi Leonardo), di un polo unico per la progettazione e la costruzione di autobus e veicoli per il trasporto pubblico su gomma a basso impatto ambientale, pur ereditando le difficili vicende produttive e occupazionali degli stabilimenti ex Irisbus di Flumeri e BredaMenariniBus di Bologna, si propone come un progetto industriale in grado di offrire una risposta all'intera filiera del settore autobus nazionale, colpita dalla crisi dei maggiori produttori italiani;
da molti anni, nonostante gli ordinativi non manchino (si ha notizia di oltre mille autobus di commesse in portafoglio) si trascinano ritardi del piano industriale e pesanti criticità finanziarie che compromettono le attività di Industria Italiana Autobus. Il 6 maggio 2015 sono state avviate le procedure di licenziamento collettivo per un quarto dei lavoratori in forza a Bologna (46 su 184), e nel 2016 a Flumeri sono entrati in cassa integrazione guadagni, 294 dipendenti; mentre l'azienda decide, con una scelta grave, di non investire nella manutenzione degli stabilimenti, particolarmente difficile è la condizione di quello irpino, e di spostare la produzione, in Turchia, al di fuori dei confini nazionali;
ad inizio luglio 2018, al tavolo di confronto presso il Ministero dello sviluppo economico, alla presenza del Ministro, dell'amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri, e dei rappresentanti sindacali e delle Regioni coinvolte, il Governo si è dichiarato pronto a far entrare Invitalia nella compagine della società attraverso il "Fondo Pmi Sud", insieme a un nuovo socio privato;
risulta assolutamente necessario garantire il rispetto degli impegni presi nell'ultimo incontro presso il Ministero dello sviluppo economico, il 10 settembre 2018, a cominciare dal rispetto degli obblighi nei confronti della totalitĂ  dipendenti, con il pagamento immediato degli stipendi, anche in considerazione del preoccupante avvicinarsi della scadenza degli ammortizzatori sociali, fino agli impegni relativi alla ricapitalizzazione dell'azienda;
negli anni appena trascorsi, nello scenario di crisi globale, i governi delle maggiori economie mondiali hanno potenziato gli investimenti pubblici nei settori dell'ambiente e dei trasporti in funzione della realizzazione di una mobilitĂ  sostenibile considerandola un asset strategico per le future strategie di sviluppo,
si chiede di sapere:
quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di garantire tutte le condizioni necessarie ad implementare un piano industriale e di sviluppo, anche prevedendo un nuovo assetto societario a maggioranza pubblica, affrontando in modo adeguato i problemi di reindustrializzazione e di investimento della produzione negli stabilimenti di Industria Italiana Autobus, al fine di rilanciare il lavoro e la mobilitĂ  pubblica ed ecologica per i cittadini;
se e come il Governo, e attraverso quali misure strutturali, intenda restituire certezza e stabilitĂ  alle risorse per il trasporto pubblico locale, e se intenda definire un programma di investimenti finalizzato allo sviluppo sostenibile dei sistemi di trasporto pubblico che, si ricorda, continuano a registrare una domanda potenziale molto elevata anche al fine di ampliare l'offerta di lavoro nel settore della ricerca e dell'innovazione tecnologica per la manutenzione e la messa a norma di un parco autobus circolante, che resta ancora tra i piĂą obsoleti d'Europa.

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