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  • Lunedì 24 Settembre 2018 - Aggiornato alle 19:04

Comune, weekend decisivo per la consiliatura: tre ipotesi sul tavolo, ma il futuro dell'amministrazione è sempre più in bilico

Il sindaco al lavoro con i "responsabili" per definire il programma, ma i partiti definiscono le strategie: dimissioni in massa, mozione di sfiducia o l'addio di Ciampi?

Comune, weekend decisivo per la consiliatura: tre ipotesi sul tavolo, ma il futuro dell'amministrazione è sempre più in bilico

Sarà un fine settimana incandescente sul versante politico amministrativo. Mentre Ciampi e i sette consiglieri che hanno deciso di contribuire alle linee programmatiche continuano nel lavoro di taglio e cucito del documento di inizio mandato, i partiti richiamano all'ordine le rispettive squadre. A partire da Forza Italia. Il coordinatore regionale del partito, il senatore Domenico De Siano, ha convocato i referenti provinciali del partito e i due consiglieri forzisti, Ines Fruncillo e Lazzaro Iandolo. Un incontro per fare chiarezza sull'appoggio a Ciampi di cui, stando a quanto dichiarato dallo stesso De Siano, il partito regionale avrebbe appreso solo dalla stampa.

Dall'altra parte della barricata anche il Partito democratico dovrà decidere in che modo agire. Per ora l'unica certezza è che lunedì tutti i consiglieri iscritti al Pd, compresi i tre del gruppo "Davvero Avellino", voteranno contro le linee programmatiche di Ciampi. Il punto da chiarire è cosa accadrà da martedì, proprio per questo il segretario dem Giuseppe Di Guglielmo ha chiamato a raccolta per sabato mattina tutti gli eletti con tessera Pd. A loro infatti è stato lanciato il guanto di sfida da parte degli altri gruppi consiliari di opposizione, dai cinque esponenti di "Avellino è Popolare", dal capogruppo di "Insieme Protagonisti" Gianluca Gaeta, dai tre di "Mai Più", e dai capigruppo di "Si Può" e "La Svolta Inizia da Te", Nadia Arace e Costantino Preziosi. Una pattuglia di undici consiglieri pronti a recarsi da un notaio, già contattato, e rassegnare dimissioni di massa all'indomani dello scontato consiglio comunale. Un'operazione su cui il Pd però dovrà sciogliere le sue riserve: con le dimissioni dei sei consiglieri dem, si raggiungerebbe quota diciassette, tanto basterebbe a far terminare l'esperienza amministrativa targata M5S nel giro di ventiquattro ore.

Di sicuro non ci sarà tra i firmatari Gianluca Festa, che ha già ampiamente dichiarato di non essere intenzionato a dimettersi, quanto invece a dar vita ad una mozione di sfiducia da portare alla discussione dell'aula. Una posizione chiaramente più attendista, volta a guadagnare tempo in vista delle prossime scadenze elettorali (provinciali), a cui anche parte del gruppo Pd guarderebbe con favore ma che sarebbe davvero difficile da spiegare all'elettorato dem considerando i toni non proprio aulici utilizzati nello scontro con i Cinque Stelle.

La terza via, per ora un'ipotesi per i più assai remota, potrebbe essere invece percorsa dal sindaco stesso che, una volta presentate le linee programmatiche la cui bocciatura è matematica, forte dell'aver ottenuto l'appoggio di altre forze politiche, non solo Forza Italia ma anche pezzi del centro sinistra (Percopo, Iacovacci e Luongo), potrebbe tirare i remi in barca, bruciando sul tempo qualsiasi strategia della "vecchia" politica. Il discorso potrebbe essere più o meno questo: "cari avellinesi, le ho provate tutte, ma non posso governare senza numeri. La colpa è del Pd e dei vecchi dinosauri che hanno bloccato il cambiamento". Un'ipotesi che sarebbe peraltro assolutamente coerente con l'interrogazione posta dallo stesso Ciampi ai consiglieri nell'ultimo discorso all'aula (quello in cui ha rivendicato per l'ennesima volta l'iniziativa delle vele della gogna ferragostana), "volete passare dalla dittatura della maggioranza a quella della minoranza?"

Tre scenari per un medesimo risultato, che sia immediato o rimandato di un paio di mesi, chiaramente al netto di folgorazioni lungo la via di Piazza del Popolo che, la storia insegna, vanno messe in conto sempre a prescindere da chi detiene momentaneamente il potere, che sia la "vecchia" Dc o il "nuovo" M5S.

Ultima modifica ilMercoledì, 12 Settembre 2018 20:40

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