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  • Mercoledì 19 Dicembre 2018 - Aggiornato alle 05:07

Provinciali, i partiti scaldano i motori. In casa centro sinistra è il day after delle lunghe trattative, il centro destra guadagna Alaia e la lista sovranista

Del Giudice (Popolari) attacca: “dall’altra parte un grumo di capi e capetti”. Di Guglielmo (Pd): “divisioni superate”. Morano (Lega): “oggi parte l’era sovranista del cd irpino”. Il consigliere regionale: “i dem come sempre non hanno voluto dialogare”

Provinciali, i partiti scaldano i motori. In casa centro sinistra è il day after delle lunghe trattative, il centro destra guadagna Alaia e la lista sovranista

Alea iacta est ma non senza conseguenze. In casa Pd, dopo un'estenuante trattativa che ha visto il passo indietro di ben tre sindaci candidati alla carica di presidente della Provincia, Palmieri fortemente voluto dai decariani e l'area che va riferimento all'ex parlamentare Famiglietti, Farina nome indicato dalla segreteria provinciale e Urciuoli sponsorizzato dall'area Festa e dalla presidente del consiglio D'Amelio, è tornata la calma ma solo apparente. Il segretario dei dem Giuseppe di Guglielmo commenta così la scelta finale, ricaduta sul sindaco di Solofra Michele Vignola: «abbiamo raggiunto un'unità nel tavolo del centro sinistra e ricompattato il Pd. Tutti hanno guardato con scetticismo alla nostra operazione, ma oggi siamo ad un risultato positivo. Quella di ieri è stata una lunga giornata, ma all'arrivo alla fine siamo arrivati compatti nel Pd e convergendo con gli alleati su un candidato presidente realmente rappresentativo di tutta l'Irpinia. Roma ha sempre auspicato l'unità, che è da sempre l'obiettivo della nostra segreteria. Inutile nascondere le difficoltà che sono note, ma alla fine superate. Spero che il voto disgiunto non venga utilizzato, quanto accaduto nello scontro Foti Gambacorta deve essere da monito. Oggi possiamo ripartire con una coalizione del centro sinistra, un punto importante per il futuro». Va all'attacco degli avversari, il segretario dei Popolari Giuseppe Del Gudice: «sin dal principio la nostra idea non era quella di fare delle provinciali una prova muscolare, ma di mettere insieme i partiti attraverso il dialogo delle segreterie provinciali. Poi è arrivata anche la questione più spinosa della scelta dei nomi, ma il dovere della politica è fare sintesi. Da un lato abbiamo con Biancardi una coalizione che tiene dentro tutto e il contrario di tutto, pezzi del Pd come D'Agostino, del centro sinistra come Alaia e Capozzi e poi Lega, Forza Italia insomma un grumo di capi e capetti del territorio. Dall'altra abbiamo un centro sinistra che, con tutti i limiti e le difficoltà, contempla una linea politica dettata da due partiti. Siamo certi che gli amministratori sapranno comprendere questa fondamentale linea di distinzione. Un modello di centro sinistra a cui far riferimento per tutte le occasioni perché i sindaci non possono essere lasciati da soli nelle scelte strategiche che riguardano l'Irpinia intera. La politica deve recuperare la sua funzione di indirizzo, questo metodo va esportato anche nei successivi tavoli del centro sinistra. Il Pd ha dinamiche interne anche complesse che rispettiamo, come alleati siamo stati al nostro posto sfidando la coalizione solo sui contenuti, non sui nomi. E' questo il terreno da cui ripartire».

Il centro destra a sostegno del sindaco di Avella Domenico Biancardi, guadagna il supporto del consigliere regionale di Centro democratico Vincenzo Alaia che consuma così lo strappo definitivo con il centrosinistra: «abbiamo ripresentato la lista della scorsa volta, con lo stesso simbolo. Ritengo che sia una buona squadra, competitiva. Ancora una volta il Pd ha fatto tutto per conto suo, non ha voluto dialogare e noi ne abbiamo preso atto. Ovviamente le nostre priorità sono quelle che competono alla Provincia a partire dall'edilizia scolastica dove servono interventi mirati». La Lega scende in campo con una propria compagine, Prima gli Irpini: «oggi nasce una nuova dimensione del centro destra, a trazione sovranista- commenta Sabino Morano- Abbiamo composto una lista molto ben bilanciata sulle aree territoriali, dal Vallo di Lauro all'Alta Irpinia, alla Valle Ufita alla Baronia senza dimenticare la città. E' nuova l'impostazione perché la lista nasce dal basso, in modo corale. Il sostegno a Biancardi è naturale, ma questa è un'elezione di natura diversa dove non c'è collegamento diverso».

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Ultima modifica ilGiovedì, 11 Ottobre 2018 17:40

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