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  • Venerdì 22 Febbraio 2019 - Aggiornato alle 08:51

Pd, Sassoli: Zingaretti la scelta migliore per rilanciare il centrosinistra. Noi in difficoltà? Ad Avellino lo è pure il M5S

Il vicepresidente del Parlamento Ue in città per il battesimo dell'associazione "Democrazia Compiuta". Blitz per un saluto anche di De Mita

Pd, Sassoli: Zingaretti la scelta migliore per rilanciare il centrosinistra. Noi in difficoltà? Ad Avellino lo è pure il M5S

Far tornare la politica, quella vera, la centro della discussione, elevando la qualità del confronto e cercando di proporre soluzioni piuttosto che fermarsi alla mera invettiva. Compito arduo, quasi impossibile, in un momento nel quale lo scontro duro, che spesso supera il confine con l'offesa, la fa da padrone, grazie anche alla "dittatura" dei social network. E quindi come riportare la discussione sul senso e sul valore della democrazia in quest'era di messaggi immediati e, spesso, falsi? Se ne è discusso al Circolo della stampa, in occasione del debutto pubblico dell'associazione "Democrazia Compiuta", un luogo aperto al confronto che conta già una ottantina di iscritti e che intende far sentire la propria voce su tante questioni, nazionali e locali. L'incontro si è aperto con la relazione introduttiva della coordinatrice, l'ex consigliera comunale Ida Grella. Sul tema si sono confrontati il giornalista del Tg2, Andrea Covotta e il vicepresidente del Parlamento Europeo, David Sassoli che, prima dell'inizio ha avuto di modo di salutare Ciriaco De Mita, passato per un saluto. «Certo - ha detto Sassoli - l'influenza dei social network è molto forte sulla comunicazione politica e soprattutto c'è il rischio che possano esserci delle infiltrazioni come abbiamo visto negli Stati Uniti e in altri Paesi. Possono essere uno strumento di manipolazione, ecco perché devono esserci regole e trasparenza perché vediamo che dietro alle società di comunicazione possono esserci dei pericoli per il sistema democratico». de mita sassoliIl trionfo dei social e delle fake news ha certamente influito sul risultato elettorale dello scorso marzo, «ma quantificarlo non è facile. Ma che ci sia stato un interesse di qualcuno che, tramite i social, ci fosse una influenza questo mi pare un dato di fatto. Del resto a Bruxelles è stata anche istituita una commissione che ha lavorato sull'argomento con risultati molto chiari: servono delle regole che non limitino la libertà di informazione ma che diano trasparenza a tutto il settore». E per questo motivo si può senza dubbio affermare che al tempo dei social network, la democrazia non è ancora compiuta. «Un tempo - ricorda l'eurodeputato dem - si parlava spesso di conflitto di interessi per i media tradizionali, adesso i social vivono in un sistema più sofisticato e dunque oltre alle leggi sul conflitto di interessi serve anche una regolamentazione». Ma la presenza di un deputato europeo è stata anche l'occasione per affrontare il tema dello scontro tra Governo e Commissione Ue sulla manovra. «Noi ci auguriamo che si fermino. Sono mesi che la Commissione, la Bce, il Fondo Monetario stanno dicendo che questo metodo per fare la manovra non è compatibile con i conti pubblici e noi ci auguriamo che venga recepito. Per ora i segnali sono solo a parole, vogliamo vedere gli emendamenti in parlamento e capire davvero se il Governo pensa ad una contro-manovra». Ma certo se il governo gialloverde è in difficoltà, il Pd sta messo anche peggio, molto peggio. «Beh, certo, ma Avellino non è solo l'emblema della difficoltà del Pd, ma anche il simbolo di una condizione di difficoltà del Movimento Cinque Stella visto ciò che è accaduto. Il Pd ha vissuto la sconfitta più dura della sua storia, della storia del movimento progressista italiano, adesso ci avviamo ad un congresso, stiamo riflettendo ma abbiamo la necessità di un campo largo per competere con questo blocco di potere cominciando a dialogare nuovamente con la società civile ed i corpi intermedi che abbiamo tenuto un po' alla larga. Sette candidati sono troppi? Intanto noi facciamo un congresso con un sistema democratico, ci auguriamo che, come è sempre avvenuto, ci siano milioni di italiani interessati alle sorti del Pd. I candidati sono tanti, ma il percorso è all'inizio e qualcuno si è già ritirato. Ci sono opzioni importanti e personalmente penso che Nicola Zingaretti sia la migliore per rilanciare il campo del centrosinistra perché se il Pd non riprende ad essere la guida di un campo di centrosinistra diventerà sempre più piccolo, è la storia di questi anni». Platea

Ultima modifica ilMartedì, 04 Dicembre 2018 13:11

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