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  • Venerdì 18 Gennaio 2019 - Aggiornato alle 18:35

"Ora l'Ato può partire. Obiettivo ottimizzare gli impianti e realizzare il biodigestore": la road map dei rifiuti per Tropeano

Il presidente dell'ente d'ambito commenta l'esito dei ricorsi contro il direttore generale: l'Anac ha confermato la bontĂ  del nostro operato. Al via gli incontri con i sindaci

"Ora l'Ato può partire. Obiettivo ottimizzare gli impianti e realizzare il biodigestore": la road map dei rifiuti per Tropeano

L'Ato rifiuti è pronto a muovere le mosse dopo la nomina del direttore Annamaria Barbati per la quale anche l'Anac ha dato il via libera dopo gli innumerevoli ricorsi piovuti per presunte irregolarità con il precedente ruolo in Irpiniambiente. Al Presidente dell'ente d'ambito Valentino Tropeano ed al consiglio l'onere di indicare la strada per raggiungere l'obiettivo finale "salvaguardare l'ambiente, abbattere i costi ed essere autonomi. Dobbiamo smaltire in provincia i rifiuti che produciamo".

Presidente Tropeano, la direttiva dell'Anac sblocca finalmente le attività dell'Ato che può muoversi con atti ufficiali.
Pensavamo che l'Anac non rispondesse neanche, invece la risposta del presidente Cantone dimostra che abbiamo operato bene ed in trasparenza. Questa estate abbiamo subito attacchi strumentali dopo la nomina del direttore Barbati. Questo è l'unico dei sette Ato della Campania ad aver subito una marea di ricorsi. Cantone dimostra la bontà del nostro operato, avevamo ragione, ci muoviamo nell'interesse dei cittadini e adesso siamo ancora più sereni.

I ricorsi hanno causato ritardi?
Sin dalla firma del contratto eravamo al lavoro. Resta da perfezionare l'assunzione ma siamo pronti con i primi atti ufficiali. Anche per la sede di proprietĂ  della Provincia a Caserma Litto abbiamo ricevuto qualche stanza in piĂą e possiamo operare con maggior praticitĂ .

Quali saranno i primi atti ufficiali?
La prima cosa da fare è approvare lo Statuto e le linee di indirizzo. L'assemblea convocata venerdì non si è insediata per mancanza del numero legale, ma siamo pronti ad approvare i documenti. Insieme ai presidenti degli Ato pianificheremo una serie di interventi con la Regione Campania.

L'Ato dovrà occuparsi dell'impiantistica per chiudere il ciclo dei rifiuti come previsto dalla legge regionale. In Irpinia cosa c'è da fare?
Avrei voluto iniziare ad incontrare i sindaci prima di Natale, ma ci sono una serie di impegni istituzionali tra cui l'assemblea dell'Alto Calore e rimanderemo ad inizio anno. Saranno suddivisi in gruppi di 10-15, illustrerò le linee indirizzo e recepirò le istanze. Insieme decideremo cosa è meglio per raggiungere l'obiettivo. In queste settimane abbiamo valutato l'impiantistica sul territorio e come può essere integrata.

Del biodigestore di Chianche si è fatto un gran parlare. Alla fine si realizzerà?
Un nuovo biodigestore serve perché non ce la facciamo a smaltire i rifiuti organici solo con quello di Teora. Alla fine delle consultazioni vedremo cosa accadrà. A Chianche sono state avviate una serie di attività e quanto fatto finora è un patrimonio da non disperdere anche per la tempistica. Ma sul luogo decideremo insieme ai sindaci.

Oltre al biodigestore l'Irpinia ha bisogno di impianti per gli altri rifiuti?
Dagli studi realizzati il fabbisogno può essere soddisfatto ammodernando gli impianti esistenti per la lavorazione del multimateriale, carta, cartone, vetro. Dalle analisi sulla produzione dei rifiuti siamo sulle 130-150mila rifiuti annue. Sono davvero pochi e se ragioniamo con serenità e senza speculazioni il problema si risolve. Ma dobbiamo capire che non possiamo più portare i rifiuti fuori provincia a costi esorbitanti. Per gli ingombranti stiamo spendendo 200 euro a tonnellata. E' assurdo.

Anche lo Stir sarĂ  ampliato?
Va migliorato tecnologicamente per la lavorazione degli altri rifiuti

In settimana nell'impianto c'è stata un'iniziativa con le scuole criticata dagli ambientalisti. Lo Stir è sicuro secondo lei?
E' stata una bella iniziativa. I cittadini della Valle del Sabato possono stare tranquilli, gli impianti sono sempre meno impattanti, più migliorano e meglio è per tutti. Per superare queste criticità dobbiamo mettere in campo politiche partecipative e far conoscere alla popolazione quello che facciamo, come viene lavorato e riciclato.

L'Ato sarĂ  chiamato anche a decidere sul gestore del servizio. Irpiniambiente potrebbe essere sostituita?
E' presto per valutare. Il progetto industriale per chiudere il ciclo dei rifiuti è fondamentale e tutto dipenderà da questo. Potremmo trovarci dinanzi a diverse soluzioni da valutare, la legge ci da ampio margine di scelta in funzione del ciclo integrato. Non è da escludere una gestione pubblico-privata.

Ultima modifica ilMartedì, 18 Dicembre 2018 08:33

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