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  • Giovedì 25 Aprile 2019 - Aggiornato alle 13:48

Cipriano e la città tra passato e futuro, Ossigeno ricorda Giovanni Pionati e l’amore per Avellino

Incontro per ricordare la figura del Sindaco del terremoto. Il presidente: seguire il suo modo di vivere la città. E il figlio Francesco: le amministrative? Darò il mio contributo ma non da protagonista

Cipriano e la città tra passato e futuro, Ossigeno ricorda Giovanni Pionati e l’amore per Avellino

Guardare all'Avellino del passato rappresentata e scritta dal sindaco Giovanni Pionati e proiettare quel sentimento al futuro della cittĂ . E' il senso dell'iniziativa organizzata dall'associazione Ossigeno per ricordare il giornalista e sindaco a cento anni dalla sua nascita. Attraverso il volume "Avellino, memorie e immagini" il presidente Luca Cipriano ha ripercorso la storia della cittĂ  nelle testimonianze illustri di Carmine Malzoni, Andrea Massaro, Tonino Spina, Biagio Antonelli, Francesco Barra, Gennaro Bellizzi, Gianni Festa, Giuliano Minichiello.

"E' fondamentale guardare a Giovanni Pionati e alle tante personalità del consiglio comunale che avevano un amore fortissimo per questa città" commenta Cipriano a margine dell'incontro. "Ricordo gli articoli di Pionati su Il Mattino, vere e proprie lettere d'amore per la città e gli avellinesi. Parlava del centro storico, dei suoi luoghi, i monumenti. Così facendo la gente si innamorava di quei luoghi. Dobbiamo guardare a quegli insegnamenti ed innamorarci nuovamente della città". Processo realizzabile mettendo le persone migliori al posto giusto. "Cerchiamo di scuotere tutti coloro che fanno un passo indietro e facciamogli mettere la faccia. Serve una grande chiamata alle armi per Avellino, smettiamola con tutto quello che non ha funzionato. E' una piccola città di provincia di 60mila abitanti, può essere gestita e ritornare la città bella, elegante e pulita raccontata nel libro di Pionati". Città che il professore contribuì a risollevare dopo il terribile sisma dell'80. Insediatosi ad agosto di quell'anno, Pionati si trovò a gestire l'emergenza e la prima fase di ricostruzione. "Un parallelismo terribile ma attuale" afferma Cipriano "quella tragedia sconvolse la storia di questa città e quella sindacatura. Dopo 40 anni c'è una forte attualità. Oggi chi si candida a sindaco dovrà ricostruire allo stesso modo non gli edifici ma il senso di collettività, l'identità della città garantendo servizi minimi decenti come le strade percorribili, giardini puliti, un minimo di tenuta sociale ed ambientale". Il discorso si sposta inevitabilemente sulle prossime amministrative di maggio ed il già candidato sindaco di Mai Più non si tira indietro "la nostra impostazione è distante anni luce dagli approcci del Pd. Rifuggiamo la politica intesa come slogan e promesse. In questa città non c'è più tempo da perdere. Il Pd propone il congresso come se fosse la soluzione di tutti i mali. Ma Avellino ha bisogno di una nuova classe dirigente fatta di persone per bene e di qualità, senza interessi di parte, allontanando portatori di voti e interessi che hanno inquinato la cosa pubblica in questi anni". Non lesina stoccate agli altri progetti civici nascenti "la città ha bisogno di meno approssimazione, meno cialtroneria e più necessità di sporcarsi le mani per risolvere i problemi. C'è un proliferare di liste, civismo di occasione che genera abbastanza confusione. La città ha bisogno di rispetto" e al M5S "l'esperienza è stata completamente fallimentare. Avellino è stata completamente umiliata nella sua istanza di cambiamento. La gente voleva un cambiamento e si è ritrovata un bluff. A maggio sarebbe bene che alla città ci si rivolgesse con rispetto, attenzione, e che si facessero poche proposte ma serie, concrete e fattibili per ritornare anche alla città del professore Pionati, del quadro di Cesare Uva, un Avellino da cartolina lontanissima da quella che è oggi".

Tra le testimonianze non poteva mancare quella di Francesco Pionati, giornalista Rai e figlio del professore "l'esempio di mio padre può esser rilanciato su due binari. Difendere l'interesse comune e il concetto di politica. Mio padre ha difeso con successo insieme agli assessori della sua giunta la ricostruzione del centro storico di Avellino che la speculazione voleva radere al suolo per creare nuove opportunitĂ  di crescita economica per pochi. Hanno resistito e capito che una cittĂ  senza centro storico vitale è destinata a distruggersi nel tempo" ha affermato a margine ricordando  come il padre ha gestito la fase del post terremoto "con una politica concepita come costruzione e non scontro perenne ad un livello elevato. Non di insulti e minacce incrociate che, come si vede, ha portato il comune di Avellino allo scioglimento. Non ho dubbi ad affermare che il modello di allora è migliore dell'odierno. Se avessimo gestito il dopo terremoto con gli scontri violenti della politica di oggi staremo ancora nelle baracche". Critico il commento sulle amministrazioni succedutesi a quella sindacatura "una cittĂ  non concepita in modo organico ma terreno di predazione economica. L'esempio sono opere come il tunnel incompiuto, la stazione autobus non agibile, la metropolitana leggera è l'unica in Europa concepita in questo modo. Si vive una situazione di caos per l'incapacitĂ  di Governo della cittĂ  che ci sta degradando. Avellino deve tornare ad essere il giardino della Campania, la dimensione consente la gestione dei problemi. Siamo una piccola comunitĂ  dove i problemi hanno dimensioni risolvibili e non giocare a fare l'alta politica". L'impegno in prima persona alla prossima tornata elettorale è escluso "darò il mio contributo da nostalgico e cittadino avellinese. Sarò della partita contribuendo al dibattito politico ma non protagonista". A chi però è ancora da decidere "al momento viviamo come una sorta di frullatore, tutto quello che c'era non c'è piĂą. La politica era arrivata ad un punto insostenibile, ma non si vede nulla di diverso o nuovo. Vediamo cosa accadrĂ  nelle prossime settimane".

Ultima modifica ilDomenica, 13 Gennaio 2019 00:45

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