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  • Domenica 24 Febbraio 2019 - Aggiornato alle 06:58

Amministrative, nel Pd tutti pronti ad appoggiare tutti tranne il Pd

La candidatura di Festa spacca il fronte dei decariani: Ambrosone ed altri non ci stanno. Da via Tagliamento nessun segnale sul ruolo che il partito dovrà giocare in primavera, mentre i dameliani strizzano sempre più l’occhio a Cipriano

Amministrative, nel Pd tutti pronti ad appoggiare tutti tranne il Pd

Non è passata inosservata l'assenza della capogruppo uscente del Pd Enza Ambrosone in occasione delle ultime sortite avellinesi dell'ex sottosegretario Umberto del Basso De Caro. Un'assenza non casuale secondo i bene informati, e che avrebbe le sue radici nel dialogo aperto tra il gruppo dei decariani, capitanati da Livio Petitto, e Gianluca Festa in pole per la corsa a sindaco. D'altronde le premesse di una spaccatura interna all'area di maggioranza dell'ormai ex gruppo consiliare dei democratici, erano chiare già in sede di voto della sfiducia al sindaco Vincenzo Ciampi. Nel suo intervento conclusivo da capogruppo Pd, Ambrosone nel dichiarare il game over dell'esperienza Cinque Stelle, avvertì i suoi compagni di partito: basta utilizzare il joystick per muovere i giocatori in campo tra i banchi dell'amministrazione e del consiglio. L'ex capogruppo non condividerebbe l'idea di far sparire il simbolo del partito dalla competizione elettorale, tantomeno per appoggiare, con una serie di liste civiche, l'ennesima candidatura di Festa che, da tesserato del Pd sfiderà ancora una volta il Pd stesso. E la rottura con il suo gruppo di riferimento, quello che vede il punto di sintesi nel deputato sannita, appoggiato da Ambrosone anche nella attuale corsa alla segreteria regionale, si starebbe consumando proprio sul ruolo di Festa e del suo progetto civico. Per Ambrosone, che stando ai rumors avrebbe dalla sua parte anche l'altro consigliere uscente dei decariani Carmine Montanile, la segreteria provinciale dovrebbe prendere in mano le redini della situazione quanto prima e stabilire come, con chi e sulla scorta di quale progetto, collocare il simbolo del Pd sulla scheda elettorale che gli avellinesi avranno tra le mani in primavera. Le primarie, allo stato attuale delle cose, pur essendo previste dallo statuto dem, appaiono una chimera o una facile provocazione da lanciare a via Tagliamento per ingannare il tempo in attesa che le primarie nazionali del 3 marzo ristabiliscano i rapporti di forza interni ai democratici irpini.

Sullo sfondo il dialogo aperto dai dameliani con Luca Cipriano, insieme a Festa l'altro candidato per la corsa allo scranno più alto. Più volte l'ex presidente del Teatro ha lanciato un appello all'unità a pezzi del Pd che però, inutile fare troppi giri di parole, dovrebbero giocare il ruolo di attori non protagonisti nell'ambito di un progetto elettorale ampio targato "Mai Più". Insomma un'altra importante area interna del partito, quella dei dameliani, che però lavora all'esterno di esso. Nelle prossime settimane il quadro, per quanto non sarà ancora definitivo, dovrebbe essere sicuramente più chiaro. Ma i giochi in casa Pd resteranno aperti almeno fino all'alba del 4 marzo. A quel punto, forse, qualcuno inizierà a pensare anche di dover mettere in piedi una proposta amministrativa per la città. Posizionamenti e divisioni permettendo.

Ultima modifica ilMercoledì, 06 Febbraio 2019 16:54

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