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  • Venerdì 22 Marzo 2019 - Aggiornato alle 07:30

Traforo del Partenio e Novolegno, Biancardi striglia gli ambientalisti

Il presidente della Provincia rivendica il progetto del tunnel che collegherà Valle Caudina e Mandamento e si dice pronto all’ascolto dei territori. Sulla chiusura della fabbrica di Arcella commenta: i controlli ambientali spettano agli enti preposti. Bisogna avere fiducia, altrimenti le aziende vanno via

Traforo del Partenio e Novolegno, Biancardi striglia gli ambientalisti

Traforo del Partenio e chiusura della Novolegno. Due grandi questioni che per quanto diverse, la prima è un'infrastruttura l'altra una fabbrica in crisi aziendale, si legano inevitabilmente alla questione ambientale. Ne è convinto il Presidente della Provincia Domenico Biancardi che, a margine della conferenza stampa sui Carnevali irpini a Matera, risponde alle domande dei cronisti.

«Stiamo facendo tanto in Irpinia affinché vengano realizzate le infrastrutture necessarie. Facciamo un esempio, per la Lioni Grottaminarda sono previsti 9 km di traforo, se parliamo della stazione Hirpinia e dell'Alta Velocità sono previsti 20 km di traforo. Allora mi chiedo, qual è il problema, si vogliono recuperare i danni del passato? Se è questa la linea, allora chiudiamo i tunnel esistenti- ironizza Biancardi- Ho semplicemente proposto un'infrastruttura nell'ambito del progetto ventennale della bretella in Valle Caudina, perché all'epoca lì c'era un'area industriale di prima fascia. Ho fatto di tutto per far completare questa bretella: abbiamo portato in Regione il progetto definitivo e finalmente tra poco dovrebbe partire anche la gara d'appalto. Non collegare quell'area all'A16 è una cosa insensata. Abbiamo fatto la nostra proposta e la Regione ha ritenuto strategicamente importante il collegamento. Voglio ascoltare i sindaci, gli amministratori e le associazioni della Valle Caudina e del Baianese per avviare lo studio di fattibilità. Poi decideranno loro sul territorio, ma io ho il dovere di andare a spiegare la possibilità che abbiamo. Non stiamo vendendo fumo, si assumeranno loro l'onere della decisione. Parliamo di un'area da 150mila abitanti, quella della Valle Caudina, che oggi è isolata. Se da Avella devo raggiungere quella zona ci impiego un'ora e venti e quindi non ci vado. Immaginate Sullo quando sognò di fare il traforo per arrivare a Montoro e Solofra, che facciamo oggi lo chiudiamo? Se questo è l'orientamento va bene, però poi non ci dobbiamo lamentare quando qualcuno tenta di bloccare le nostre infrastrutture come la Lioni Grotta».

Anche sulla chiusura della Novolegno, Biancardi non ha dubbi: «bisogna dare la competenza alle istituzioni che abbiamo sul territorio. Creare allarmismi non serve a nulla. Le verifiche competono ad Arpac ed altri enti abilitati chiamati a dirci cosa emettono le aziende. Gridare non va bene, ognuno deve svolgere il proprio ruolo con competenza e rispettare poi i risultati che verranno da chi è preposto a controllare. Non conosco tutti i dati, ma per quello che so quelli che c'erano non erano drammatici altrimenti la Novolegno non sarebbe stata lì. Il Comune aveva fatto richiedere ulteriori accertamenti e, nel rispetto del lavoro degli altri enti, li aspettiamo». Per il presidente il Gruppo Fantoni «ha deciso di investire altrove indubbiamente, ma da quanto so io l'allarmismo creato in Irpinia li ha scoraggiati. Per questo dico che bisogna essere cauti quando diamo giudizi, ed affidarci esclusivamente agli enti preposti ai controlli ambientali. L'allarmismo inutile fa scappare via le aziende che invece potrebbero lavorare qui, chiaramente in maniera adeguata e compatibile con l'ambiente, vale per Novolegno e per le altre aziende presenti e per quelle che invece potrebbero arrivare sul territorio».

Ultima modifica ilGiovedì, 21 Febbraio 2019 19:44

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