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  • Lunedì 25 Marzo 2019 - Aggiornato alle 11:09

Avellino e il voto, D'Agostino: d'accordo con l'assemblea del centrosinistra, ma è sbagliato fare la guerra a Festa

L'ex deputato: si ad un confronto senza veti, se invitati parteciperemo. Io candidato alle Europee? Non credo

Avellino e il voto, D'Agostino: d'accordo con l'assemblea del centrosinistra, ma è sbagliato fare la guerra a Festa

«Sì ad un momento assembleare del centro sinistra cittadino ma solo se partiamo tutti ad armi pari e senza veti. Festa potrebbe essere l'interprete giusto per una nuova stagione in città. Lioni Grotta? L'Irpinia paga la propaganda elettorale del Governo delle bugie». L'ex parlamentare di Scelta Civica Angelo D'Agostino a tutto campo su amministrative, elezioni europee e blocco della Lioni-Grottaminarda.

Il neoeletto segretario regionale del Pd Annunziata ha lanciato un appello al centro sinistra cittadino di ritrovarsi in assemblea nel tentativo di fare squadra per le amministrative di primavera. Lei ci sarĂ ?
«Ritengo che quello di Annunziata sia un appello sensato se interpretato bene, e cioè come un modo per trovare la strada giusta per costruire una proposta vincente per la città di Avellino. Un tentativo sensato per evitare che ognuno vada a ruota libera, a partire proprio dalle varie anime del Pd che è bene inizi a fare anche un po' di mea culpa. E' evidente che senza squadra, i singoli non vanno da nessuna parte. E' necessario avviare un nuovo percorso rispetto al quale anche Zingaretti dovrebbe tracciare la linea. "Insieme Protagonisti", se invitata all'assemblea auspicata da Annunziata, parteciperà per dare come sempre il suo contributo. Sul gioco di squadra siamo sempre stati d'accordo, ci chiamiamo fuori solo quando si creano sacche di potere che inevitabilmente inquinano la partita. Il centro sinistra si costruisce solo se al tavolo partiamo tutti ad armi pari, senza diktat o candidature calate dall'alto. La storia insegna, d'altronde la prova sul campo l'abbiamo già avuta alle scorse elezioni amministrative. Gli errori fanno parte del gioco e forse servono anche: sbagliare è umano, ma perseverare sarebbe diabolico».

Annunziata dice che va arginato il civismo troppo spinto. Lei cosa ne pensa?
«Il civismo non è un male: in tutta Italia ormai ha il suo appeal, e lo stesso accade anche ad Avellino. Il sottoscritto d'altronde ha alcuna tessera di partito, sono entrato in parlamento con una forza come Scelta Civica. Quindi, chiaramente, per me il civismo è un dato assolutamente positivo ma sono consapevole che oggi più che mai è necessaria la convergenza di tutti».

Lei non interpreta quelle parole come un veto a Gianluca Festa che, fino a prova contraria, gode anche del suo appoggio?
«Festa ha fatto una fuga in avanti annunciando da subito di volersi candidare a sindaco, ma è un tesserato del Pd e non mi sembra abbia detto di voler uscire dal partito né dai confini del centro sinistra. Nulla vieta, al momento, che l'unità auspicata da Annunziata possa essere ritrovata anche con Festa. Non è certo un'impresa semplice, se sono ben consapevole. Ma il punto è capire qual è l'obiettivo, pensare a vincere le elezioni con una proposta valida per risollevare la città o semplicemente rilanciare il Pd? Nel secondo caso, il fallimento elettorale sarebbe praticamente certo. Ci vuole un'unità vera, per raggiungerla bisogna mettere da parte vecchi rancori e competizioni, seppellire l'ascia di guerra e pensare solo al futuro della città. Con un progetto civico ampio che includa anche il Pd, e un buon candidato sindaco che sia in grado di convincere le persone ma soprattutto che abbia già ampia esperienza della macchina amministrativa e che sia conoscitore del territorio, il centro sinistra può tornare a vincere e governare bene. In questo senso ritengo che la figura di Festa possa essere quella giusta, perché ha le carte in regola per portare avanti un ragionamento vincente. Oggi non serve tirare fuori dal cilindro il grande nome che nessuno si aspetta dietro cui nascondere di tutto e di più, ma bisogna rimboccarsi le maniche e iniziare a lavorare con umiltà».

Intanto si voterà anche per le europee. S è parlato di una sua candidatura. E' un'ipotesi in campo?
«La confusione politica è tale che francamente, pur non escludendo del tutto tale ipotesi, non credo che mi candiderò. Mi è stato chiesto da più parti, anche da "Più Europa" partito in cui sono confluiti molti esponenti di Scelta Civica e che sosterrò alle elezioni, ma al momento preferirei guardare alle prossime scadenze, magari alle prossime politiche. A prescindere da un mio coinvolgimento in prima persona, darò comunque una mano».

La confusione è tanta anche sul prosieguo della Lioni-Grottaminarda. Da politico e da imprenditore, crede che abbiano ragione i sindacati a volere di nuovo il commissario depennato dal Governo o De Luca che vorrebbe portare l'opera sotto l'egida della Regione?
«E' una situazione preoccupantissima, la politica dimostra ancora una volta di essere bravissima a creare problemi anche lì dove non ci sono. I Cinque Stelle hanno solertemente rimosso il commissario dicendo che i 100mila euro di compenso annui erano uno spreco, poi hanno bloccato l'opera per poi promettere di sbloccarla. Insomma, una follia figlia dell'improvvisazione politica che sta piegando il Paese e tarpando le ali allo sviluppo delle nostre comunità. Come imprenditore faccio fatica a comprendere un tale comportamento che va contro ogni logica. Bloccare un'opera ormai arrivata al cinquanta percento significa far lievitare i costi, questo è il vero spreco. Le imprese chiederanno maggiori oneri al committente, gli operai perderanno il lavoro e l'Irpinia viene privata di un'infrastruttura fondamentale. Per venire alla domanda, considerando il lungo percorso autorizzativo e di reperimento dei fondi che ha caratterizzato l'opera, non credo che la Regione possa fare molto. Significherebbe ricominciare tutto l'iter, perdere altro tempo invece il commissario, D'Ambrosio o un altro, conosce bene tutti percorsi e può accelerare, con la sua struttura, il reperimento degli ultimi fondi. Sono seriamente preoccupato, perché da imprenditore so bene che le opere incompiute con il passare del tempo vanno a deteriorarsi, aumentano le spese e che un cantiere non si monta dalla sera alla mattina. Se questo Governo avesse avuto rispetto per il mondo imprenditoriale che ancora regge questo Paese, non avrebbe mai fatto una follia simile. Invece i Cinque Stelle piegano tutto alla loro propaganda, in Irpinia ripropongono sulla Lioni Grotta lo stesso assurdo ragionamento che fanno a Roma sulla Tav. Un parlamentare dovrebbe guardare allo sviluppo futuro del Paese non ai sondaggi, dovrebbe lottare per il progresso non per far fare passi indietro. Altro che Governo del cambiamento, questi in quanto a bugie hanno superato di gran lunga la Prima Repubblica».

Ultima modifica ilSabato, 09 Marzo 2019 20:37

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