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  • Venerdì 26 Aprile 2019 - Aggiornato alle 05:41

Avellino e il voto, Todisco: il sindaco con le primarie? Si può fare ma prima il progetto

Il consigliere regionale: sarò all’assemblea di Controvento e dirò la mia, ma se serve per scegliere la terza candidatura è solo confusione

Avellino e il voto, Todisco: il sindaco con le primarie? Si può fare ma prima il progetto

L'assemblea del centrosinistra non dovrĂ  essere l'occasione per creare un Pizza minor ma per fissare elementi fondamentali nella discussione. Le primarie potrebbero essere uno strumento utile per individuare il candidato sindaco, ma chi ha giĂ  avuto esperienze amministrative faccia un passo indietro. E' il pensiero del consigliere regionale Francesco Todisco alla vigilia dell'appuntamento promosso dall'associazione Controvento aperto a tutte le anime appartenenti al centrosinistra che vogliano aprire un ragionamento sulla cittĂ .

I suoi colleghi irpini in consiglio regionale si sono detti favorevoli all'assemblea ma hanno posizioni differenti su chi debba governare questo processo. Qual è il suo parere?
Le frizioni con gli organizzatori non mi appartengono. Non sono preoccupato di chi decide, ma tra egoismi di alcuni e disorientamento di altri, vorrei capire se il centrosinistra ha qualcosa da decidere.

Lei parteciperĂ  all'appuntamento?
Andrò ad ascoltare cittadini, associazioni, forze di sinistra e dirò quello che penso. Se questo processo può portare alla maggiore sintesi possibile può darsi mi appassioni, ma se serve ad  individuare la terza candidatura di centrosinistra non credo abbia un grande senso. Non sono affascinato dalla frammentazione esasperata e suggerirei di non farlo anche alla presidente della giunta regionale"

Nell'alveo di centrosinistra ufficiosamente ci sono giĂ  due candidati, Festa e Cipriano....
Se almeno una delle due candidature non viene meno l'assemblea rischia di aggiungere confusione a confusione. Se l'ambizione è costruire un Pizza minor e mettere insieme tutto ciò che resta tra Festa e Cipriano ho l'impressione che non serva. Queste due candidature, i nodi irrisolti nel Pd e nel campo più largo del centrosinistra devono essere argomenti da discutere e superare. Rientrano in quelli che personalmente ritengo fondamentali insieme alla novità assoluta dei protagonisti che saranno chiamati in questa partita.

Approfondiamo quest'ultima affermazione...
A giugno sono stato tra i protagonisti di chi ha voluto che il centrosinistra si presentasse organicamente compatto alle amministrative nel capoluogo. La mia grande preoccupazione era che questa cittĂ  cadesse nelle mani del M5S, ed è accaduto. Uno spauracchio confermato dall'incompetenza che ha caratterizzato l'amministrazione della cittĂ  oltre che del Paese. Quella compattezza mi sembrava prioritaria, ma non c'è stato chi mi ha accompagnato in scelte coraggiose. Ho offerto sul tavolo candidature di novitĂ  in consiglio comunale, molti degli altri protagonisti hanno offerto candidature in piena continuitĂ  con le stagioni di governo di centrosinistra degli ultimi 20 anni in cittĂ . La mancanza di coraggio ha segnato anche il candidato sindaco Pizza, non ha avuto la forza e la volontĂ  di fare pulizia nelle liste.

Ricostruire il centrosinistra in città è impresa ardua...
E' una missione che provo a far vivere in questo Paese come in cittĂ . Non deve accadere a tutti i costi. Se l'obiettivo è tenere lontano dalla cittĂ  incompetenza, presunzione e arroganza del M5S, non si arriva a questo obiettivo mettendo tutto insieme senza segnali di netta rottura. L'assemblea di centrosinistra credo debba servire a dire con chiarezza queste cose. Che lo facciano espressioni della societĂ  civile, dei partiti, delle varie forze che si riconoscono nel mondo del centrosinistra è indifferente. Ma se qualcuno pensa si possa arrivare ad utilizzare i sentimenti, gli ideali e le novitĂ  che ci sono in quel mondo per continuare a mantenere una posizione, non è utile. Dobbiamo dirimere queste questioni e lavorare alla coesione.
 
Come si arriva a farlo?
Non è facile. Serve una piattaforma condivisa che rappresenti il punto di partenza e chiunque abbia avuto un'esperienza di governo in questa città deve fare un passo indietro. Il ballottaggio di giugno non ha espresso un giudizio contro Pizza, ma contro i 20 anni di governo di centrosinistra in città. Non tutto è da buttare, ci sono le speranze sollevate e sollecitate da Di Nunno. Ma poi c'è stata una litigiosità, una piccineria nei ragionamenti riguardanti gli orizzonti che gli avellinesi hanno clamorosamente bocciato. Serve una rottura profonda con chi incarna questo progetto.
 
Se questo è il punto di partenza come si arriva a far sintesi?
Dobbiamo apprendere da una lezione di queste settimane. Le primarie del Pd, più che una elezione a segretario di Zingaretti, sono state utili a ridestare un sentimento, la consapevolezza che in questo paese è possibile costruire un'alternativa al Governo leghista con appendice pentastellata

Come si declina sul territorio...
Nelle assemblee che dovremo fare possono emergere dei punti da condividere che riguardano la visione della città di Avellino. Se ci sentiamo accomunati, le primarie possono essere uno strumento utile per ridestare un sentimento anche ad Avellino. Se sono vere queste precondizioni, nessuno può pensare di venire in una assemblea di centrosinistra pensando di avere la verità in tasca per il domani e per quello che è successo nel passato. E' fin troppo facile scorgere le cose che ci dividono, è più faticoso individuare quelle che ci uniscono.

Quindi ritorniamo ad una domanda precedente. Nel centrosinistra ci sarebbero giĂ  due candidati, Festa e Cipriano...
Credo che nel centrosinistra prima che qualcuno parli della propria candidatura debba dire se condivide o no un processo. Definito ciò, le primarie possono avere un senso. Nessuna elezione dà sostanza alle primarie come la scelta di un candidato sindaco.

Chiarito che lei non sarà della partita in prima persona. Dal 4 marzo e alla luce delle affermazioni del segretario del Pd Nicola Zingaretti, qual è e quale sarà il suo rapporto con il Pd?
Le primarie sono stato l'appello all'unità del popolo di centrosinistra. Al voto non sono andati soltanto gli elettori del Pd. Dobbiamo cogliere questo segnale e declinarlo in azione politica. Sotto forma di coalizione, di forze rinnovate c'è tempo e ci saranno altre tappe verso le elezioni Europee a segnare questo percorso. Ma mentre pratichiamo i distinguo nel Paese si sta consolidando una visione di governo, un'egemonia di pensiero, che sta avvelenando le radici di questo paese.

Ultima modifica ilMercoledì, 20 Marzo 2019 08:35

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