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  • Venerdì 26 Aprile 2019 - Aggiornato alle 06:19

Pd alla ricerca dell’unità: saremo all’assemblea ma non accettiamo processi

Di Guglielmo convoca candidati e segretari dei circoli, De Luca chiede chiarezza. Farina: il partito paga le spaccature in cittĂ 

Pd alla ricerca dell’unità: saremo all’assemblea ma non accettiamo processi

Il Pd c'è e vuole essere protagonista tanto al tavolo politico quanto nelle assemblee. Ma i democratici non intendono, per dirla con Aldo Moro, farsi processare in piazza e dunque si andrà avanti a testa alta, con l'orgoglio di essere democratici, la rivendicazione di quanto fatto in questi anni di governo cittadino. Scelte difficili, impopolari , ma necessarie adottate sotto i colpi del "fuoco amico".

Già, il leit-motiv è sempre lo stesso: superare (ma come?) le divisioni interne e presentarsi ai nastri di partenza della prossima competizione amministrativa con la massima sintesi possibile e, soprattutto, con la lista di partito. Chi non ci sara, ovviamente, avrà fatto un'altra scelta e, di fatto, si sara collocato fuori dal partito. L'importante è che ci sia la chiarezza- ha detto Enzo De Luca - chi si riconosce nel Pd viene qui e si confronta, non lo fa in una casa privata. L'ex senatore va giù duro davanti ai candidati alle scorse elezioni e ai segretari dei circoli, convocati da Di Guglielmo per fare il punto dopo una serie di riunioni e prima dell'assemblea di "Controvento".

"Ci andremo - ha detto il segretario - per ascoltare e proporre le nostre idee, ma questo non vuol dire che il Pd rinuncerà ad esercitare il suo ruolo guida all'interno del centrosinistra che è l'area politica dentro la quale ci muoveremo". La riscoperta dell'orgoglio democratico viene fuori in tutti gli interventi, alimentata anche dalla partecipazione alle primarie (17000 elettori in Irpinia) e dalle promesse di cambiamento contenute nella relazione di Zingaretti all'assemblea nazionale, oltre che dai segnali di recupero nei sondaggi. C'è ottimismo e consapevolezza, ma qui è più difficile. Il Pd irpino si porta dietro oltre un anno di divisioni che si riverberano ancora oggi e rischiano di dilaniare la comunità dem soprattutto se non si riuscirà a fare sintesi tra ambizioni personali e scelte di linea politica. Cosa fare e con chi, insomma, prima di arrivare ai nomi lo ha detto De Luca, lo ha ribadito anche Enza Ambrosone ma sempre tenendo altra la bandiera del Pd - ha aggiunto Stefano Farina, sindaco di Teora e responsabile enti locali - un partito nel quale ci sono ottimi amministratori e che dovrebbe smetterla di litigare al suo interno, soprattutto in città.

Si perchĂ© nonostante vadano al voto altri 45 comuni (tutti i centri piĂą grandi della provincia) è sulla corsa per conquistare la poltrona al primo piano di Palazzo di cittĂ  che si scaricano le tensioni piu forti. Anche sotto l'aspetto programmatico perchĂ© nel Pd c'è chi immagina di riprendere la visione ideale tracciata da Di Nunno e abbandonata nelle consiliature successive (Pagliaro e Giovanniello) e chi invece sostiene la politica del sano realismo perchĂ© i tempi sono diversi e le casse comunali stanno peggio (Grella e Ambrosone). Segnali comunque di un partito che riprende a discutere per arrivare con la massima unitĂ  possibile al momento delle scelte decisive. E mettere spalle al muro chi ha responsabilitĂ  istituzionali e oggi sembra guardare il partito da lontano. 

 

Platea Pd

Ultima modifica ilMercoledì, 20 Marzo 2019 13:00

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