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  • Venerd√¨ 26 Aprile 2019 - Aggiornato alle 05:45

Avellino e il voto: Cipriano, Festa e la grande paura del Pd

Due candidature speculari e un grande malato: il Partito Democratico

Avellino e il voto: Cipriano, Festa e la grande paura del Pd

Prima di qualsiasi commento è doverosa una premessa. Le candidature di Luca Cipriano e Gianluca Festa hanno in comune non solo l'area di riferimento nella quale sono nate. Entrambi, infatti, si trovano ad essere sostenuti da partiti e leader politici verso e con i quali avevano avuto, fino all'altro ieri, scambi di accuse che oggi immaginano di poter cancellare attraverso un semplice tratto di penna, quello che gli elettori dovrebbero fare, barrando il loro nome, nella cabina elettorale il prossimo 26 maggio.

Immaginano, appunto, perch√© non serve dire che la politica √® l'arte del possibile o che il tempo passa e i contesti mutano visto che ci√≤ non vale per la coerenza che resta valore puro e non commerciabile. Forse Cipriano e Festa non la pensano cosi se √® vero, come √® vero, che il primo √® il candidato proposto dal partito che aveva polemicamente lasciato un paio di anni fa e che sul suo nome si sono spesi, a rischio di sfasciare ancora di pi√Ļ il Pd, quei big che l'ex Presidente del Gesualdo aveva additato come l'origine di tutti i mali della citt√† e con i quali non avrebbe voluto avere "mai pi√Ļ" a che fare. Lo stesso vale per l'ex vicesindaco che ha tra i suoi sostenitori "nemici carissimi" come Livio Petitto, con il quale la "corrispondenza di amorosi sensi" (politici) viene da lontano e continuer√† almeno fino alle regionali del prossimo anno e Umberto Del Basso De Caro, parlamentare dem, che mai √® stato tenero con Festa a cui, non pi√Ļ tardi di qualche settimana fa, ha invece rivolto "un affettuoso saluto" durante il vernissage dell'associazione "Ora", facente capo proprio a Petitto e che √® sembrata essere, con Festa in prima fila, la certificazione del rinnovato sodalizio.

Nessun giudizio di merito, ovviamente, ma solo la necessit√† di ricordare a noi stessi e ai (e)lettori il come, quando e chi di persone e vicende a loro collegate. Entrando, ora si, nel merito la sfida nel centrosinistra diviso √® tra un ex vicesindaco ed un ex presidente dell'Istituzione Teatro. Due ex, il che vuol dire che tanto Festa quanto Cipriano Festa 2sono tutto fuorch√© nuovi, con un percorso politico cominciato pi√Ļ o meno nello stesso periodo proseguito, fino ad oggi, con tante contraddizioni. Politicamente entrambi nascono con le amministrazioni Galasso e crescono alimentando progressivamente la loro immagine di rinnovatori contro la "stagnazione" imposta dalle vecchie e consolidate pratiche di un sistema di potere ultradecennale. Eppure, paradosso, contrappasso o con qualunque altro termine vogliamo definirlo, tanto l'uno quanto l'altro hanno avuto bisogno, nel loro percorso, di avere la compiacenza pi√Ļ o meno evidente, l'endorsement pi√Ļ o meno diretto, il sostegno pi√Ļ o meno visibile di quegli stessi leader finiti nel mirino quando, gettata la maschera, entrambi sono diventati rottamatori tout court.

Luca Cipriano 2E' storia recente, troppo recente per essere dimenticata, quella delle parole di fuoco con cui Cipriano ha condotto la campagna elettorale dello scorso anno, finanche sbeffeggiando chi oggi si √® dimostrato essere il pi√Ļ accanito dei suoi sostenitori, fino al punto di ufficializzare il sostegno al ballottaggio al candidato dei Cinque Stelle (salvo poi pentirsene molto dopo) pur di mandare a casa il vecchio sistema schierato nell'accozzaglia (allora definita tale) a sostegno di Nello Pizza. Laddove, non va dimenticato, c'era anche Gianluca Festa che, dopo aver passato cinque anni all'opposizione del sindaco del suo partito, Paolo Foti, era rientrato nei ranghi (convinto dal Governatore), per sostenere (criticamente) la candidatura dell'avvocato Pizza. Un vincolo che Festa ha immediatamente rotto all'indomani della sconfitta al ballottaggio avviando il lavoro di preparazione alla sua candidatura. Un obiettivo al quale Festa stava lavorando da tempo, anche mettendosi contro il Pd quando lo ha ritenuto necessario (leggi provinciali), fino ad essere, oggi, alla guida di uno schieramento dove a sostenerlo c'√® pure chi lo aveva criticato in tempi non troppo lontani. La campagna elettorale, insomma, parte da qui contrapponendo due candidati che vengono dal Partito Democratico, il grande malato della politica irpina.

Diciamoci la verità: l'epilogo del percorso cominciato con le assemblee di "Controvento" è stato deludente assai. Il metodo con cui si era approcciato lasciava ben sperare, anche con qualche equivoco (alimentato ad arte) iniziale. Non erano, infatti, le assemblee il luogo in cui sarebbe dovuta maturare l'indicazione della candidatura, rappresentavano, invece, il momento nel quale definire un metodo di confronto e di proposta, anche attraverso una discussione franca, come in certi interventi è stata, che ad un tavolo politico avrebbe avuto la sua sintesi. Chi ha bocciato quelle assemblee ha sbagliato, come ha sbagliato chi non si è presentato al tavolo nel passaggio successivo. Ma ancor peggio ha fatto chi ha immaginato di poter imporre una candidatura che a quel tavolo non è stata condivisa. La fretta del Pd, che ha annunciato il sostegno a Cipriano con un semplice comunicato stampa, forse dovuta al rischio o alla semplice impossibilità di trovare un nome nuovo, consegna un partito che sconfessa il percorso al quale aveva partecipato, che non riesce a scommettere su se stesso e sulla sua classe dirigente preferendo "nascondersi" in una candidatura speculare a quella di Festa piuttosto che lanciarsi nel mare aperto della costruzione di un centrosinistra allargato su basi e persone nuove. Staremo a vedere, prima con la composizione delle liste e poi con lo svolgimento della campagna elettorale, quanto sono fondati questi timori. Per ora occorre solo prendere atto che Festa e Cipriano rappresentano due facce della stessa medaglia: quella di un centrosinistra che ha sprecato un'altra occasione.

Ultima modifica ilSabato, 13 Aprile 2019 20:53

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