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  • Lunedì 25 Marzo 2019 - Aggiornato alle 11:36

Regionali, D'Amelio: da Caldoro troppe bugie, la sinistra ha diritto di rappresentanza nel Pd

La consigliera uscente e candidata: astenersi vuol dire lasciare la Regione nelle mani di pochi. La scuola? Elezioni non politiche ma il governo sta sbagliando

«Da Caldoro solo grandi bugie. Il Pd torni a parlare con la gente comune, un forte astensionismo lascerebbe decidere a pochi interessati il futuro della Campania, con la camorra pronta a mettere le mani su bandi e appalti». Rosa D'Amelio lancia l'allarme a ormai poche ore dal voto per il rinnovo del consiglio regionale, che la vede nuovamente in campo nella lista del Partito democratico.

D'Amelio, la campagna elettorale volge al termine. Che impressioni ha raccolto nel suo tour?
«Impressioni positive ma anche alcune negative. Alle mie iniziative ho sempre avuto sale piene perché ho scelto di portare avanti una campagna elettorale che fosse un giusto mix di contenuti istituzionali e programmatici e politici. Ho scelto temi specifici per aree territoriali, confrontandomi con i cittadini su infrastrutture, Alta Capacità, politiche sociali, reddito di cittadinanza, sanità, fondi europei, lavoro. Ho avuto al mio fianco personalità come Umberto Del Basso De Caro, Massimo D'Alema, Guglielmo Epifani, Roberto Speranza, Massimo Paolucci, con loro ci siamo confrontati anche sul diritto di una rappresentanza della sinistra all'interno del Pd. Sarebbe miope dire che è stata una passeggiata di salute. La gente irpina, pur mantenendo sempre la sua grande storica dignità, nel colloquio faccia a faccia esprime un disagio profondo che rende forte e percepibile il rischio astensionismo. Tantissima gente non vuole andare a votare, perché non ha più alcuna fiducia nella politica. Di fronte a tutto questo il lavoro serio che va fatto non è all'interno dei gruppi dirigenti del partito, ma all'esterno, andando a parlare e cercare la gente e convincerla che non si possono lasciare decisioni così importanti quale è il futuro della Campania, nelle mani di pochi».
Pochi che potrebbero influenzare in qualche modo l'esito del voto?
«Certo, dobbiamo dire con chiarezza che la Regione sarà l'unico ente ad avere risorse da trasferire ai comuni, ci saranno cinque miliardi di fondi europei della programmazione 2014-20 che andranno investiti per lo sviluppo dei nostri territori. In caso di un astensionismo forte la legalità sarebbe a rischio, ci ritroveremo con una minoranza fatta di interessati, affaristi, pezzi di apparato oscuro che domani pretenderanno di mettere le mani su fondi e bandi e tentare la personale scalata a danno dello sviluppo collettivo. Il mio appello ai cittadini campani è di andare a votare per le persone perbene, consapevoli che in Campania per fortuna votiamo con una legge che non espropria il diritto dell'elettore a scegliere da chi vuole essere rappresentato».

Il Pd, e gli altri partiti che partecipano al Governo nazionale, sono nel mirino dei docenti in rivolta contro la riforma della "Buona Scuola". Siete preoccupati per i loro continui appelli a non votare per voi?
«Quello per le regionali è un voto amministrativo, non politico e, pur comprendendo la rabbia, non posso condividere gli appelli al non voto che invece rappresenta ancora il sale della democrazia. Allo stesso tempo dico che il Governo Renzi sta sbagliando. La scuola andava riformata ma non senza la partecipazione e l'ascolto dei docenti che sono i veri eroi civili di questo Paese. Sottopagati e bistrattati, ogni giorno i professori con abnegazione svolgono il loro lavoro di educatori delle nuove generazioni. Il mio auspicio è che questa legge al Senato possa ancora essere cambiata soprattutto nei suoi punti più eclatanti come quello che dà ai presidi potere assoluto».
Tra i macigni che si sono abbattuti su questa campagna elettorale c'è l'inchiesta Isochimica che al momento vede la richiesta di rinvio a giudizio, tra gli altri, anche di esponenti del Pd e del centrosinistra. Un boomerang per voi?
«Non entro nel merito della vicenda giudiziaria, mi limito a dire che a mio avviso dovrebbe scavare in un passato più remoto. Al di là dell'esito processuale, l'Isochimica resta una priorità dell'azione amministrativa della prossima giunta regionale. Da consigliere uscente mi sono battuta affinché venisse inserita nell'elenco dei siti di interesse regionale da bonificare, ho portato a Borgo Ferrovia la commissione d'inchiesta sulle bonifiche per un sopralluogo dopo che per 20 anni nessuno si era mosso. Bisogna immediatamente trovare le risorse per bonificare quell'area che deve tornare pubblica e messa a servizio del quartiere. Tutto questo va fatto in tempi celeri anche adottando procedure d'urgenza».
Nella sua Lioni, qualche giorno fa, un ex operaio Irisbus che faceva volantinaggio per "Sinistra al lavoro" è stato allontanato con foglio di via da quel comune mentre, stando a quanto dichiarato dalla lista interessata, i suoi supporter continuavano a fare lo stesso. Che idea si è fatta dell'accaduto?
«Non è andata esattamente così. I ragazzi che facevano propaganda per me hanno chiesto e ottenuto l'autorizzazione per un giorno ad allestire un banchetto con il materiale elettorale e chi voleva poteva avvicinarsi e prenderlo. Non hanno fatto volantinaggio perché questo è vietato dal Comune di Lioni con una delibera che io non condivido. Una norma comunale che impedisce la distribuzione a mano del materiale elettorale di cui purtroppo ritengo sia rimasto vittima l'operaio Irisbus. Una cosa di cui mi dispiace, credo si poteva anche chiudere un occhio ma, ripeto, la Polizia Municipale non ha fatto altro che applicare una direttiva che ritengo ingiusta».
D'Amelio Lei ha duramente attaccato il governatore Caldoro nei giorni scorsi. Quali sono, a suo avviso le "grandi bugie" di questa campagna elettorale?
«La menzogna più grande è asserire che l'Irpinia nei suoi cinque anni di governo ha ricevuto risorse come mai accaduto prima. E' esattamente l'opposto: l'Irpinia esce da questo quinquennio letteralmente in ginocchio, penso alle comunità montane, alla legge sull'acqua che se non avessimo fatto centinaia di emendamenti sarebbe stata già privatizzata in mano alla Gori, alla sanità con la chiusura dell'ospedale di Bisaccia, alla cancellazione della legge 51 che dava ossigeno ai comuni, al taglio dei trasporti. Tutta la campagna elettorale di Caldoro è una grande bugia».

La Cassazione sembra orientata a dare ai Tribunali ordinari e non al Tar la competenza di decidere in merito alla Legge Severino. Vincenzo De Luca potrebbe essere danneggiato da questo orientamento?

«Credo che la questione non modifichi granché la sua posizione. La rimozione dei Presidente di Regione non è nelle mani dei prefetti ma in quelle del Presidente del Consiglio. E pur ritenendo che sia ingiusta perché sull'abuso d'ufficio usa due pesi e due misure per sindaci e governatori da un lato e per parlamentari dall'altro, la Severino è una legge e in quanto tale va applicata. Ma sono sicura che chi ha permesso che in Campania Vincenzo De Luca si candidasse a presidente della Regione per il Pd, ha messo in conto ogni evenienza e ogni possibile soluzione per non lasciare la Campania, in caso di vittoria nostra, senza governo».

Ultima modifica ilGiovedì, 28 Maggio 2015 00:51

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