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  • Lunedì 25 Settembre 2017 - Aggiornato alle 18:57

La Scandone siede al tavolo delle grandi

Milano, Sassari e Venezia. Avellino, Trento e le outsider di lusso. Il livello del campionato si è alzato, ma la nuova Sidigas vanta ancora una volta legittime ambizioni. Esordio contro Reggio Emilia

La Scandone siede al tavolo delle grandi

Milano davanti alle altre ma come insegnano le ultime stagioni e lo scorso anno in particolare tutto può accadere. Lo scudetto conquistato e la tradizione vincente collocano Venezia e Sassari sul podio 'virtuale' di mezza estate. Legittime le ambizioni (sia in termini di budget che di storia) per le ricchissime Torino e Bologna, anche se le loro dinamiche ambientali e di spogliatoio appaiono piuttosto complesse. Di sicuro, Auxilium e Virtus hanno condotto una campagna acquisti costosa e roboante. Senza dimenticare la finalista (e sempre organizzatissima) Trento e la ridimensionata Reggio Emilia (prima avversaria dei lupi all'esordio).

E la nostra Avellino? Beh... la Scandone (squadra molto rinnovata) rimane quotatissima, per stessa ammissione degli addetti ai lavori. La formazione biancoverde ancora una volta impegnata sia in campionato che in Champions League dovrebbe viaggiare stabilmente nella parte sinistra della classifica, al netto della consueta e auspicata qualificazione alle final eight di Coppia Italia (da decidersi già nel girone di andata, così come il passaggio alla seconda fase europea).

Un roster completo ed equilibrato, senza stelle conclamate (abbiamo detto più volte). Un settore esterni importante e un pacchetto lunghi che (a nostro avviso) non fa stropicciare gli occhi, almeno per ora... Ma è come trovare il pelo nell'uovo, ovviamente. Un compito interessante e stimolante innanzitutto per coach Sacripanti, che vorrebbe alzare finalmente un trofeo con e per la sua Sidigas.

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