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  • Lunedì 20 Novembre 2017 - Aggiornato alle 05:10

Brutta, sporca e cattiva... la Scandone può vincere anche così

Gara soporifera e costellata di errori, ma nel concitato finale decidono le bombe di D’Ercole e Rich. Percentuali basse, equilibrio totale a rimbalzo (44) e in panchina (26). Due punti pesanti, in vista di un calendario assai probante

  • di Raffaello Califano
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Brutta, sporca e cattiva... la Scandone può vincere anche così

Il mal di trasferta di Varese 'regala' al nostro Avellino 2 pesantissimi, per il morale e la classifica. La beffa subita a Brindisi grida sempre vendetta ma nonostante adesso il calendario cominci a salire per davvero le big consacrate del campionato e le final eight di Coppa Italia sembrano ancor piĂą vicine.

Gara brutta ed a punteggio basso, soprattutto in avvio. Nel rispetto del suo piano-partita, la Sidigas addormenta il match e controlla il ritmo. Forse eccesivamente... perché la partenza sprint della Metis mette paura. Si segna col contagocce ma dopo aver visto i fantasmi il gap si chiude finalmente a cavallo dell'intervallo lungo. Identici il dato dei rimbalzi (44 a testa) e il contributo della panchina. Le cosiddette 'seconde linee' fatturano 26 punti, ma sono i gregari di lusso della Scandone a fare la differenza. Le giocate 'sporche' di D'Ercole (10 + 4) e Scrubb (9 + 8) risultano preziosissime. The intangibles, dicono gli americani. Quelle cosette che non vanno a statistica, ma ti fanno vincere.

Come quelle di Rich il quale – pur spadellando con un inusuale 2 su 14 dal campo – sgancia il siluro decisivo e al netto di qualche forzatura di troppo si mette al servizio della squadra (9 carambole e 6 assist per il capo-cannoniere del torneo). Bene Wells 16: volenteroso, ma impreciso come tutti 6 su 17). Paradossalmente – in una serata in cui le difese dominano e gli attacchi latinano – il 36% dei padroni di casa da oltre l'arco diventa decisivo, anche se le percentuali delle due rivali non arrivano al 40%.

Il pubblico rumoreggia con coach Sacripanti, ma nel terzo periodo (20 ad 11 il parziale) prima N'Diaye e poi Ortner fanno la voce grossa sotto le plance. I tifosi adottano la gazzella nigeriana, ma tremano nel concitato finale quando come spesso capita i lupi vanno completamente in bambola e i galletti sfiorano il clamoroso colpaccio. Ma stavolta, complice la qualità di un roster decisamente superiore, la ruota gira dalla parte giusta. Non proprio uno spettacolo (per usare un eufemismo) ma in fondo va bene così.

Ultima modifica ilLunedì, 13 Novembre 2017 10:10

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