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  • Lunedì 20 Novembre 2017 - Aggiornato alle 05:12

La Scandone nel bunker della torcida giallonera

Complicata trasferta a Salonicco per la Sidigas, che cerca il colpaccio su uno dei campi più caldi e difficili d’Europa. Una trasferta dal grande fascino e tradizione. Impresa possibile. Palla a due alle 18:30 italiane

  • di Raffaello Califano
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La Scandone nel bunker della torcida giallonera

Senza considerare 'la vera' Coppa dei Campioni di 9 anni fa, quella di oggi a Salonicco (palla a due alle ore 18:30 italiane) è una delle trasferte più affascinanti e prestigiose della nuova avventura continentale della gloriosa Scandone.

Si gioca alla Galis Hall, contro la squadra di coach Giannakis. Nomi che hanno scritto la storia del basket ellenico, capaci di vincere un Europeo e di sfiorare un titolo mondiale (dopo aver spazzato via il Dream Team degli Stati Uniti). In Grecia si respira basket ed elettricità ovunque, non solo ad Atene. Campi caldissimi, quello dell'Aris in particolare. Tifosi indemoniati, in grado di creare un'atmosfera coinvolgente e spettacolare modello 'torcida': tanto da monopolizzare i video di Youtube.

La compagine giallonera ha storia e tradizione anche se – dal punto di vista tecnico – appare meno attrezzata e temuta del recente passato. La Sidigas dovrà reggere l'urto mentale e fisico di una sfida difficilissima a prescindere. La pressione però resta tutta sulle spalle di Vasilopoulos e compagni. Dopo l'imbarcata di Istanbul (sponda Besiktas) Tsairelis e soci non possono fallire nel bunker di casa, anche perché la loro classifica è già diventata pericolosa (7 punti). Alla formazione biancoverde il compito di sciorinare una pallacanestro intelligente ed atletica. Il controllo del ritmo e l'intensità difensiva le principali chiavi della complicata contesa. Attenzione al play Athineou, bravo sia ad innescare i compagni che soprattutto a mettersi in proprio. Due guardie (Weaver e Vaughn) e due centri (Benson e Morant) americani, anche se il vero equilibratore sembra l'aletta Bell. Roster chiuso dagli indigeni Filonis e Mourtos. Format 5 + 5, come nel Bel Paese. Gerarchie e minutaggio pressoché identico fra quintetto base e panchina.

Una rosa che onestamente non fa stropicciare gli occhi. Ma esperienza e profondità fanno dell'avversario odierno uno dei competitor più scomodi ed indigesti dell'intero girone D. Con un colpaccio la formazione biancoverde ipotecherebbe la qualificazione agli ottavi. Nessun dramma però se dovesse arrivare una sconfitta, ancor più sei lupi riuscissero a contenere il divario al minimo sindacale.

Ultima modifica ilLunedì, 13 Novembre 2017 23:56

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