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  • Sabato 23 Giugno 2018 - Aggiornato alle 12:16

La Scandone riscrive la storia: è campione d’inverno!

Davanti al patron De Cesare, la Sidigas espugna anche Trento al termine di una partita ed una rimonta memorabili. Record di vittorie nel girone di andata (12) e testa di serie numero uno in Coppa Italia. E il tassametro corre...

  • di Raffaello Califano
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La Scandone riscrive la storia: è campione d’inverno!

Campioni d'inverno per la prima volta, record di vittorie nel girone di andata (12 su 15) e testa di serie numero uno alle final eight di Firenze. Titoli e successi platonici 'sì', ma particolarmente rilevanti. E storici per lo sport locale. Ancor più se arrivano dopo imprese del genere perché – credeteci – espugnare Trento rimane – ad oggi – il blitz più significativo di un girone di andata fantastico durante il quale – fatta eccezione per Brescia – Avellino ha (stra)vinto tutti gli scontri diretti.

Il clima 'stranamente' elettrico e il nervosismo dei padroni di casa – con le spalle al muro – confermano quanto fosse difficile piazzare il colpaccio della staffa. Lo avevamo anticipato alla vigilia: 'l'equilibrio in attacco e le percentuali dal campo contro la pressione avversaria saranno le chiavi'. Ebbene, la nostra Scandone è andata addirittura al di là delle più rosee previsioni: 59% complessivo e 52% da oltre l'arco. Irreale. Una testimonianza di cojones (per dirla in spagnolo) e solidità davvero confortanti. Un po' come la remuntada di 2 anni fa (all'epoca il 13 a 34 fu griffato da Acker e Nunnally), la difesa e il parzialone dell'ultimo quarto (9 a 25) rivoltano il match come un calzino. Le caratteristiche dei dirimpettai e la scarsa tutela arbitrale (che mandano in lunetta Shields e compagni ben 30 volte!) mettono Fesenko fuori partita. Ma ci pensa 'lo stopper' N'Diaye (10 + 3) a calmare i bollenti spiriti della premiata ditta Sutton & Hogue (40). E così – un po' alla volta – la rapace Aquila non vola più, esagera negli 1 vs 1 e non allarga gli spazi. In una parola: 'non esegue' perché – a differenza dei due periodi centrali - la ferocia dei lupi non concede rimbalzi offensivi (12) e limita le palle perse (17).

Coach Sacripanti (perfetta la sua gestione) alterna pure la zona e – giustamente - dà ampio spazio ai giocatori più 'pronti'. Deludente in avvio, la panchina tiene (paradossalmente) botta proprio nel momento più complicato (segnale importante di una grande squadra) consentendo ai titolarissimi di riposare a lungo e piazzare la zampata vincente nel concitato finale. La garra di Filloy (18 con 7 su 11), la potenza di Rich (33 + 7 con 11 su 17) e la sagacia di Leunen cavalcano con intelligenza e puntualità il one man show del collante Scrubb (22 con 8 su 9). Segnare 94 punti alla Dolomiti Energia – lo ripetiamo – è davvero tanta roba.

Il tutto davanti al patron De Cesare ed agli irriducibili Original Fans che – assieme ai loro beniamini – festeggiano la bellissima vittoria in una notte da sogno. E il tassametro corre...

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