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  • Lunedì 10 Dicembre 2018 - Aggiornato alle 09:42

E’ ancora Avellino – Venezia, la saga trasloca in Fiba Europe Cup

Al via la prima finale continentale fra la nostra Scandone e la bestia nera Reyer. Oggi la gara di andata. Fra una settimana, il ritorno in Laguna. Format ‘in aggregato’. Si gioca sulla cura dei dettagli, su ogni singolo possesso. Palla a due alle 20:30 e Paladelmauro verso il pienone

  • di Raffaello Califano
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E’ ancora Avellino – Venezia, la saga trasloca in Fiba Europe Cup

Al netto di quanto è già accaduto e forse (ri)succederà in campionato – dopo l'ottavo 'fratricida' della scorsa primavera in Champions League – la Scandone e la Reyer si affrontano nuovamente in ambito continentale. Stavolta addirittura in una finale, seppure di Fiba Europe Cup.

La bacheca di Avellino e Venezia – d'altronde - non è ricchissima ed entrambe hanno la concreta possibilità di alzare un altro trofeo. I leoni partono leggermente favoriti perché (quest'anno 'sì') hanno un roster più pronto e strutturato. E perché disputare la seconda partita a domicilio (diritto conquistato proprio grazie al loro miglior ranking internazionale) un lieve vantaggio lo dà a prescindere. Si gioca sulla cura dei dettagli, su ogni singolo possesso. Aspetti che – insieme ad altri – hanno deciso uno scudetto ed una final four. Oggi – però – si respira un'aria diversa. La Sidigas e la sua gente hanno la consapevolezza di non essere inferiori all'Umana. I lupi ed i loro tifosi vogliono aggredire immediatamente la partita e l'avversaria, ben al di là della grande solidità e del proverbiale fattore 'C...' dei lagunari.

Unico ballottaggio nel ruolo di guardia: dove uno tra il fromboliere Johnson, il mastino Jenkins e il neo arrivato Sosa resterà in tribuna nel rispetto dei passaporti. Un bel lusso, per una società che – dopo il grave infortunio del lituano Orelik – ha firmato addirittura l'americano Daye nello spot di ala 'forte'. La scheggia Haynes, il cecchino Bramos e il mancino Watt completano – in linea di massima – un quintetto base a 5 stelle, ad occhio e croce al livello dell'Olimpia. Se non superiore.

Eccellente la panchina: dalla quale si alzano un attimino il gioiellino autoctono Tonut, l'airone croato Peric e l'indimenticato ex Biligha. Roster chiuso dalla garra del metronomo De Nicolao e del paisà Cerella, oltre che dall'esperienza di capitan Ress. Bastone del comando – manco a dirlo – nelle mani di coach De Raffaele e del suo assistente Tucci (irpino doc). Davvero tanta roba, insomma. In linea di massima – però - le ataviche rivali si conoscono a memoria. O quasi. Ed allora, incrociamo le dita e pensiamo positivo. Tutti assieme: 'si può fare'.

Ultima modifica ilMercoledì, 25 Aprile 2018 19:15

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