Background ADV
  • Martedì 13 Novembre 2018 - Aggiornato alle 05:26

Nichols, il condottiero della Scandone: “mi sento un leader, aiuterò la squadra a vincere”

L’ex Cska dopo le prime partite stagionali: “"Le sensazioni sono buone, non mi interessano i titoli personali ma vincere quanto più possibile in campionato e Champions insieme ai mie compagni"

Nichols, il condottiero della Scandone: “mi sento un leader, aiuterò la squadra a vincere”

La stagione ancora non si appresta ad entrare nel vivo ma la Sidigas Avellino è già al lavoro da un mese. Con la questione palazzetto ancora in sospeso ma con le prime tre partite amichevoli nelle gambe, la Sidigas ha deciso di indicare Demetris Nichols ambasciatore in questi primi giorni di ritiro. L’ala americana è uno degli elementi più importanti del roster, sia per pedigree che per rilevanza tecnica. La consapevolezza rispetto a questo ruolo di leader è tutta nelle parole dell’ex Cska che riassume il suo primo mese come “molto buono” e che pone subito l’accento su concetti importanti come la chimica di squadra “abbiamo avuto allenamenti produttivi nei quali ci siamo conosciuti e abbiamo potuto iniziare a capire cosa vuole da noi il coach, sia offensivamente che difensivamente. Il torneo di Olbia è stata un’occasione per conoscerci e un ottimo approccio alla competizione. Abbiamo anche affrontato squadre del nostro campionato. Non è facile dare un giudizio su Virtus e Sassari perché in campo stavo ancora provando a imparare, ma mi sembra che il campionato italiano sia su un livello abbastanza alto”.

Nelle prime uscite Nichols si è contraddistinto, ergendosi, in coabitazione con Cole, a faro dell’attacco avellinese: “ho tanta esperienza, sono un giocatore navigato e posso capire cosa vuole il coach. Nella prima gara i compagni mi hanno trovato tanto e io ho risposto bene. Sto comunque ancora imparando, trovando la mia dimensione qui. Nel secondo match abbiamo studiato gli avversari nonostante la brutta prestazione e abbiamo fatto meglio pochi giorni dopo. Sto ancora lavorando su me stesso.” La sua sicurezza è trapelata anche quando gli è stato fatto notare che le difese avversarie terranno d’occhio soprattutto lui e Cole: “Siamo una buona squadra e abbiamo molte opzioni. È normale che le difese avversarie cerchino di fermare i migliori giocatori degli avversari ma noi possiamo trovare una soluzione come squadra. Non sono preoccupato per le statistiche personali perché l’importante è vincere di squadra.”

Neanche un eventuale premio da MVP o un giudizio sui suoi compagni sono riusciti a distrarlo dalla sua visione unitaria della squadra: “il mio obbiettivo è vincere titoli, non MVP. Farò tutto quello che posso per la squadra. L’MVP è un premio individuale. A me interessano più il campionato o la Champions. Sono più importanti che essere MVP. Però ci proverò. Sui miei compagni posso dire che ci stiamo conoscendo e stiamo pensando a creare una chimica. Non c'è un compagno che mi ha impressionato più degli altri. Abbiamo tanti pezzi, tanti giocatori. Ognuno di loro ha qualcosa di speciale e può aiutare Avellino a vincere. Dobbiamo imparare a vincere e a farlo insieme”

Anche quando è stato pungolato sui prossimi appuntamenti, certamente più affascinanti, il giocatore non si è scomposto e non ha perso il focus sulla cosa più importante, gli allenamenti: “non so molto sul torneo e sulle squadre che affronteremo. Io sono concentrato al cento per centro sugli allenamenti e sul trovare una giusta quadra sbagliando sempre meno”

Insomma un giocatore che sembra essere ben consapevole del suo ruolo nello spogliatoio e che non ha paura di dirlo, come lui stesso conferma quando gli viene apertamente chiesto se si senta un leader: ““sì mi sento un leader. Voglio raccogliere questa sfida e portare tutto quello che posso in allenamento e in partita. Spero di riuscire sia nelle vittorie che nei momenti più duri ad essere una guida per i miei compagni. Voglio essere un esempio e cerco sempre di essere al massimo.”

Nichols è sembrato assolutamente quello che ci si aspettava, sicuro di sé ma non spocchioso, dedito alla causa e un atleta maturo, che bada a se stesso e al suo corpo sempre, anche quando non è sul parquet, controllando la propria alimentazione, per la quale usa una metafora: “Non sono un vero e proprio vegetariano. Provo a dare al mio corpo solo ciò di cui ha bisogno. Voglio cose buone per il mio organismo e che possano aiutarmi a essere sempre pronto. È come in una macchina, se metti la benzina piuttosto che il diesel il risultato è diverso.”

Ultima modifica ilLunedì, 10 Settembre 2018 16:58

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.