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  • Domenica 24 Febbraio 2019 - Aggiornato alle 05:51

‘Adda passà a nuttata’, ma il politically correct non basta più

Le dichiarazioni ‘aziendaliste’ di coach Vucinic e del diesse Alberani stridono con l’attuale situazione. Ma giù il cappello di fronte al cuore dei lupi ed alla serenità dello staff, nell’attesa di tempi migliori. Tanta sfortuna, anche se in alcuni casi la dea bendata c’entra ‘il giusto’. Davvero imbarazzante la gestione di Costello

  • di Raffaello Califano
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‘Adda passà a nuttata’, ma il politically correct non basta più

Avellino – Bandirma, via Cantù. Passando per gli aeroporti di Napoli, Milano ed Istanbul. Il tutto con mezza squadra, e forse qualcosina in più, ferma ai box. 'Adda passà a nuttata', recitava il grande Eduardo De Filippo. Almeno sembra, aggiungiamo noi. Nel frattempo, registriamo il moderato ottimismo dell'area tecnica (apprezzabile la serenità di coach e diesse) ed auspichiamo che l'infermeria del Paladelmauro si svuoti il più rapidamente possibile.

Difatti, pur togliendoci il cappello di fronte all'attaccamento ed alla professionalità dei sopravvissuti della Scandone beh... onestamente diventa un'impresa difficile, se non impossibile, scendere in campo con gli uomini così contati. Contro chiunque. Non è il caso (in questo momento di sofferenza ed unità) di approfondire singolarmente ogni infortunio anche se probabilmente in alcune situazioni la dea bendata c'entra 'il giusto' (leggasi 'recidività' ed improvvisazione). E non ci riferiamo solo a quest'anno. Ma almeno su Costello la domanda nasce spontanea: cos'ha fatto il buon Matt (per 3 mesi abbondanti) negli Stati Uniti?!? Doveva tornare nella tanto bistrattata Italia per capire e decidere il da farsi?!?

Ecco, forse sull'argomento il silenzio (peraltro, abituale) avrebbe giovato. Quanto meno per non offendere l'intelligenza delle persone. Ben oltre il comprensibile politically correct dei super aziendalisti Vucinic ed Alberani. Per il resto, sorvolando su mille ed altre questioni, occorrono calma, fiducia e compattezza. Tutti assieme insomma bisogna aspettare tempi migliori. Un azzardo quantificarli, a cominciare dal basket mercato. In casa Sidigas però è il momento della trasparenza e delle scelte, che i media ed i tifosi rispetteranno a prescindere. Se spiegate con chiarezza, appunto. Attorno a questo gruppo (meritatamente) regnano un affetto e un calore bellissimi. Emozionanti. A volte addirittura commoventi. Ed è col cuore in mano che questa piazza spera e sogna. In buona fede e col massimo credito. Come sempre, del resto.

Ultima modifica ilLunedì, 21 Gennaio 2019 20:12

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