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  • Venerdì 22 Marzo 2019 - Aggiornato alle 07:28

Quattro chiacchiere con... Giovanbattista La Rosa: "Pala del Mauro fortino della Scandone nel finale di campionato”

Il giornalista de Il Mattino analizza il momento della squadra: “Segnali importanti da Campogrande e Harper, Udanoh fondamentale”

Quattro chiacchiere con... Giovanbattista La Rosa: "Pala del Mauro fortino della Scandone nel finale di campionato”

In una partita schizofrenica, la Sidigas Avellino è riuscita a prevalere su Varese. Nella prima parte di gara l'Openjobmetis di Caja aveva nettamente surclassato la Scandone, tornata negli spogliatoi con ventitré punti di svantaggio e il morale sotto i piedi. Poi, nel secondo tempo, la squadra di Vucinic è stata capace di buttare il cuore oltre l'ostacolo e di riacciuffare due punti che sembravano ormai persi.

Per analizzare una delle partite più pazze dell'anno, abbiamo intervistato Giovanbattista La Rosa, giornalista de "Il Mattino".

Le due squadre hanno mostrato pregi e difetti, il risultato finale è più merito di Avellino o demerito di Varese in vantaggio anche di 24 punti?
"E' vero quello che ha detto Caja dopo il match. Ci sono meriti di una e demeriti dell'altra. Dopo un primo tempo ai limiti della decenza, la Scandone non poteva andare peggio di così e nello spogliatoio si saranno guardati e avranno capito che dovevano fare altro. Varese ha visto crollare le sue percentuali da tre e non ha saputo trovare altre soluzioni. La squadra di Caja dipende molto dalle sue percentuali, come dimostra anche il match di Coppa Italia. E' una squadra allenata molto bene ma si vede che il talento offensivo non è molto."

Cosa c'è di buono nella vittoria dela Scandone?
"Salviamo i due punti, l'atteggiamento del secondo tempo e le prestazioni di Campogrande e Harper. Oltre ai canestri di Green, che si è acceso nel finale, loro sono stati i più costanti e hanno dato il loro apporto con continuità. Magari può essere la partita della svolta per questi due giocatori. Campogrande soprattutto aveva bisogno di fare canestro e ieri lo ha fatto. Per lui può cominciare una nuova stagione nella quale può diventare determinante, poiché se segna deve essere rispettato dalle difese avversarie. Harper, invece, è un giocatore che cerca di aiutare i compagni e di ragionare sempre. Può aiutare molto anche nella gestione del pallone."

A proposito di gestione, come con Trento Sykes è sembrato giù di tono...
"Non è un play, ma più un realizzatore. Fa fatica a far giocare la squadra ed è per questo che Harper lo può aiutare. Anche ieri l'assenza di Filloy lo ha penalizzato. C'è però da considerare che lui è quello che ha giocato più di tutti, perché non si è, per fortuna, mai infortunato. Magari ne risente un pochino. Varese aveva proprio lui come obbiettivo principale e lo ha limitato molto con un'ottima difesa, fatta di show forte e pressing sulla palla."

Rimanendo sui singoli, l'esordio di Udanoh al Pala del Mauro è stato a due facce. Dopo un primo tempo sotto le attese, nel finale è stato decisivo. Cosa ci si può aspettare da lui in queste ultime gare?
"Nell'ultima giocata è stato molto bravo a leggere la situazione. E' un giocatore che prenderà sempre più minuti grazie alle sue capacità tecniche. La Sidigas da inizio anno cambia sempre sui pick'n'roll e lui può fare meglio di Ndiaye ed essere decisivo. Se la Scandone trova una stabilità difensiva, fatta di regole ben precise che ieri non si sono viste nel primo tempo, lui può essere decisivo."
 
La vittoria aggiusta un po' la classifica della Scandone, che stacca Varese, Bologna e Sassari (tutte sconfitte) Considerato il calendario è più importante cercare di mantenere i playoff o correre per il quarto posto?
"Vincere in casa è molto importante perché le partite lontano dal Del Mauro sono impegnative, come le trasferte a Milano e Venezia, che potrebbe lasciare la coppa e impegnarsi sempre più sul campionato. Prepareranno meglio le partite. Il quarto posto deve essere l'obbiettivo perché la Scandone non è inferiore a squadre come Cremona, ma bisogna anche considerare tutte le cose che sono successe in questa stagione. Essere al quarto posto non era per nulla scontato. Direi che nonostante le difficoltà le attese sono state rispettate, il vero rimpianto è la coppa, intesa come Champions, dove si poteva far meglio."
Ultima modifica ilMartedì, 12 Marzo 2019 11:01

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