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  • Venerdì 26 Aprile 2019 - Aggiornato alle 06:24

Poca benzina e nessuna regola, Sidigas in caduta libera

La Scandone crolla anche a Sassari e adesso – dopo le due Coppe – rischia di salutare pure i play off. Ora i suicidi con Pesaro e Trieste pesano ancor di più, perché la Dinamo (ben 6 uomini in doppia cifra) ribalta nettamente il saldo canestri. 13 sconfitte nelle ultime 16 gare e 105 punti subiti in Sardegna (58 nella ripresa). Altro che scossa...

  • di Raffaello Califano
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Poca benzina e nessuna regola, Sidigas in caduta libera

Pur non essendo (tendenzialmente) favorevoli alle soluzioni 'interne' per almeno un paio di motivi seri (la fiducia ed il supporto verso il capo-allenatore', per esempio) non ce la sentiamo di bocciare immediatamente coach Maffezzoli (nonostante i tanti dubbi sull'intero staff tecnico), al netto delle sue farneticanti dichiarazioni in sala stampa. Evidentemente, le falle strutturali di questa Sidigas sono ancor più gravi di quanto immaginato e temuto sin dall'estate. D'altronde, 13 partite su 16 non si perdono mai per caso. E l'esonero del signor Vucinic (per replicare al diesse Alberani) arriva da molto lontano e non dipende certo dalle ultime 3 sconfitte. Questo gruppo 'di figurine' senza anima – che sembra messo assieme quasi per caso – ha nelle gambe e nella testa solo un decina di minuti (e qui entrano in ballo pure i medici ed i preparatori...), ma sono i giocatori i principali colpevoli di un'annata (almeno finora) totalmente fallimentare. Alla società – se ne avrà tempo e voglia – il compito di decidere e riflettere sul futuro. Di far fruttare i suoi copiosi e lodevoli investimenti. Espugnare il Palaserradimigni sarebbe già stato difficile a prescindere. Figuriamoci in questo momento. Difatti – nonostante la logorante battaglia di mercoledì in Israele (in Fiba Europe Cup) – Sassari attraversa un gran momento e piazza (in rimonta) la quinta vittoria di fila, irrompendo con decisione in zona play off. Quella post season che – ad oggi – la Scandone rischia seriamente di buttar via, sprecando un corposo vantaggio. Come già accaduto in Coppa Italia ed in Champions League, del resto. Non basta – alla formazione biancoverde – il 46% da oltre l'arco. La Pozzecco band – dal canto suo – sfrutta al meglio la consueta 'non difesa' della compagine irpina, che concede un assurdo 66% da due e subisce la bellezza di 105 punti (58 nella ripresa). Silins rimane ancora in tribuna. Gioca N'Diaye, per limitare Cooley che – però – ne segna 23 in 24 minuti (col 91% dal campo) 'in ciabatte'. Numeri e statistiche imbarazzanti (un discreto Campani l'unica novità...). Ma l'aspetto più inquietante sono sempre l'atteggiamento e il cosiddetto 'linguaggio del corpo' di Green e compagni. Altro che elettroshock, insomma. Questa è una squadra da encefalogramma piatto. Che non ha né attributi né cuore ma – forse – non vede (semplicemente) l'ora di archiviare la pratica.

Ultima modifica ilLunedì, 15 Aprile 2019 19:15

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