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  • Mercoled√¨ 23 Agosto 2017 - Aggiornato alle 02:37

Il calcio è un gioco, non una guerra. Basta polemiche. Barra dritta verso il futuro

Il calcio è un gioco, non una guerra. Basta polemiche. Barra dritta verso il futuro

Il countdown segna meno due giorni alla sfida di Tim Cup contro l'Hellas Verona. Ma nonostante ci√≤ l'ambiente sembra avvellenato dopo la questione del mancato arrivo di Stefano Giacomelli. Il no perentorio di Walter Novellino ad un giocatore che non rientra nei piani tecnici del trainer, ha scatenato inutili e frivole polemiche. Nonostante il rinnovo di Matteo Ardemagni che ha firmato fino al 2020. L'infortunio prima della gara contro il Matera aveva gi√† insinuato dubbi sul futuro dell'ex Atalanta. Polemiche messe a tacere con il rinnovo del bomber con tanto di foto.

La questione Giacomelli ha messo a nudo la mancanza di dialogo tra la società e il tecnico, ma nel calcio va così. Non succede ad Avellino. Le occasione vanno colte al volo, l'apertura di Giacomelli ad un possibile arrivo in Irpinia per il direttore sportivo Enzo de Vito era una di quelle da cogliere subito. Archivato il discorso per il funambolo del Vicenza bisogna guardare avanti. Ora bisogna mettere in primo piano il bene e l'amore per questa maglia. Inutile continuare a puntare il dito su scelte o meno. Il computo totale verrà fatto a fine mercato con l'inizio del campionato di Serie B. Che volendo o non, l'Avellino affronterà per il quinto anno di fila

Alle volte, un bell'esame di coscienza, sarebbe decisamente pi√Ļ produttivo, perch√© se si riesce ad incanalare la rabbia accumulata in energia positiva, allora si √® gi√† a met√† dell'opera di costruzione di una mentalit√† vincente. E' il segreto di Pulcinella, ma Pulcinella ancora non l'ha capito, a quanto pare (e non solo lui).

A cosa servirono quelle polemiche sterili? A nulla, se non a procastinare, nel tempo, la creazione di una mentalità collettiva tesa alla ricerca della maturità mentale. Il punto è proprio questo: le lamentele, le isterie collettive, il trovare sempre e comunque un colpevole esterno, non servono a nulla. Anzi, sono solamente nocive, perché, in tal modo si creano alibi nella testa di allenatori, giocatori e tifosi.

 

Ultima modifica ilVenerdì, 11 Agosto 2017 16:31

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