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  • Lunedì 25 Settembre 2017 - Aggiornato alle 18:50

"Novellino aveva ragione"

Rimasto fedele al proprio credo e alle proprie idee anche dopo le critiche per la sconfitta di Cremona, il tecnico biancoverde ha fatto giocare un calcio spettacolare ai suoi ragazzi

  • di Oscar Cini
  • 3 commenti
"Novellino aveva ragione"

In medio stat virtus e oggi più che mai sarebbe giusto ricordare e ricordarsi di quanto la moderatezza sia importante, che le opinioni sono sacrosante ma devono essere costruite seguendo la ragione prima che l'istinto. È inevitabile parlare di Avellino Foggia partendo da ciò che accadeva in settimana, con il presidente Taccone amareggiato per la sconfitta di Cremona e prodigo di dichiarazioni forse non necessarie. Dopo sole due giornate quella che lui considera una Ferrari era diventato improvvisamente una 500 guidata male, anzi malissimo. Allora la partita di oggi assume un significato nuovo e importante: la squadra segue il proprio allenatore.

Novellino è rimasto fedele al proprio credo e alle proprie idee, mostrando che il bel calcio è possibile anche ad Avellino. Si è analizzata la sconfitta di Cremona senza tenere conto del pareggio regolare non convalidato dall'arbitro, delle assenze di due giocatori capitali per l'economia di questa squadra come D'Angelo e Bidaoui: il primo ha recuperato due palloni fondamentali, dando il via all'azione di due delle reti biancoverdi, il secondo ha devastato la fascia sinistra del Foggia dando modo al mister di sorridere per la costante attenzione dedicatagli da quando è arrivato. Se oggi Avellino può godersi un calciatore ritrovato e un potenziale craque per la categoria è certamente merito di un allenatore che crede fermamente in alcuni elementi.

Bidaoui è tornato talento purissimo con Novellino, grazie a lui lo stesso sta accadendo con un Molina fondamentale per la capacità che ha di gestire la doppia fase – commovente la dedizione anche difensiva dell'ex Modena – e con un Morosini che sembra la versione migliore del giocatore visto a Brescia. Certo alcune scelte di Stroppa hanno facilitato la gara dei Lupi, con la scelta del 3-5-2 invece del solito 4-3-3 ha lasciato superiorità ai biancoverdi sulle fasce, proprio lì dove sappiamo essere devastanti. L'Avellino ha risposto sul campo alle critiche di una piazza nevrastenica che, in un continuo saliscendi umorale, ha fatto in tempo a costruire e distruggere l'idea di futuro che ci stavamo creando. Pare che a Novellino non si possa perdonare nulla, le critiche arrivano copiose dopo il minimo errore, a volte dimenticandoci che questo ennesimo campionato di B è arrivato soltanto per merito suo. Fa bene il mister a predicare calma, a ricordare che l'obiettivo primario è la salvezza, che dopo il raggiungimento di questo primo gradino si potrà cominciare a pensare in grande.

Avellino - Foggia: 5-1

Il suo 4-2-3-1 che diventa 4-4-1-1 in fase di copertura è uno spettacolo per gli occhi e il cuore dei tifosi avellinesi. Abbiamo ricominciato a vedere il bel calcio anche da noi ma serve la calma di cui parlava qualche anno fa mister Vavassori. Dopo la promozione ottenuta proprio contro il Foggia, il tecnico bergamasco sintetizzava la ricetta del successo nel modo in cui una piazza impara a gestire vittorie e sconfitte. Senza farsi prendere da scoramento e tristezza per le sconfitte e senza esagerare nell'euforia delle vittorie, di può costruire una strada solita verso un campionato sereno a cui le prossime gare, a partire da quella di Cesena, potranno aggiungere qualche dettaglio relativo agli obiettivi raggiungibili. Non saremo una Ferrari ma abbiamo un ottimo pilota, individualità che possono fare la differenza in categoria ma anche qualche piccola lacuna mascherata stavolta da un avversario troppo poco credibile per essere considerato come veritiero. Allora sarebbe bello ricominciare a pensare all'Avellino con entusiasmo ma senza lasciarsi prendere da isterismi deleteri. Il presidente parli perché è un suo diritto, magari considerando che l'unione di intenti e la serenità dell'ambiente aiuterebbero a tutela quello che è comunque un suo investimento. Ai media il compito di non creare frizioni superflue, che scatenano altrettanto inutili caccie alle streghe e al giornalista da accusare. Se ogni parte del meccanismo riuscirà a lavorare in maniera organica, come sta cominciando a fare la squadra in campo, la metà classifica non sarà così difficile da raggiungere; qualcosa di più è un sogno a cui è ancora presto per poter realmente cominciare a credere. Intanto ad Avellino sta tornando il sereno.

Ultima modifica ilDomenica, 10 Settembre 2017 11:53

3 commenti

  • Candido
    Candido Lunedì, 11 Settembre 2017 10:36 Link al commento

    Taccone dovrebbe soltanto tacere, gli ha dato una squadra di giocatori da rilanciare (Bidaoui, Molina, Suagher) con i quali certamente farà cassa come suo solito, e ha preso tutti elementi a zero euro. L'unico che ha pagato è Lasik che non è riuscito a vendere. Oggi ancora parla di playoff

  • Gipi
    Gipi Lunedì, 11 Settembre 2017 01:25 Link al commento

    Caro Giovanni, la differenza, come sottolinei giustamente sono gli uomini nel 4 4 1 1D'Angelo e Lasik non sono neanche la controfigura di Bidaoui. Mi spiace che non abbiano comprato un altro esterno alto al misterioso come aveva richiesto. Lui voleva un altro calciatore offensivo, Gavazzi è rotto e non più un fulmine, Camarà è tecnicamente molto grezzo.

  • vuolo giovanni
    vuolo giovanni Domenica, 10 Settembre 2017 18:53 Link al commento

    Sembra il tormentone di questo accenno di campionato. Naturalmente, non esiste sport più opinabile del calcio, per cui è davvero arduo poter stabilire da che parte stia la ragione; né può far testo una giornata largamente favorevole ai nostri colori come quella di ieri, per emettere sentenza definitiva. Sarebbe pratica assolutamente errata, poiché soggetta agli esiti di giornata che si legherebbero, di volta in volta, ai vari risultati.
    Se però vogliamo cercare di circoscrivere le nostre riflessioni in un ambito logico ed equilibrato, potremmo dire che Novellino ha avuto ragione sì, ma solo in parte: lo schieramento di ieri infatti vedeva un Morosini sempre più proiettato verso la porta del Foggia; e che dire poi di un Bidaoui devastante sulla fascia di competenza che, in molteplici occasioni, ha violato l’area avversaria, iscrivendosi di diritto alla stringa degli attaccanti? Per quel che mi riguarda l’impostazione di ieri non è certo il medesimo 4-4-1-1 finora approntato dal Mister, con D’Angelo o Lasik sulla corsia alta, e con i risultati che tutti conosciamo.
    Perciò non mi sento di recitare il mea culpa, per aver finora diversamente opinato rispetto alle convinzioni del Mister. Con l’augurio che Novellino possa confermare di giornata in giornata la prestazione di ieri, perché questo ci proietterebbe inevitabilmente verso quel sogno , innominabile al momento, per inconsce ragioni scaramantiche.

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