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  • Venerdì 20 Ottobre 2017 - Aggiornato alle 19:42

Avellino, solidità e duttilità tattica le chiavi del successo

  • di Oscar Cini
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Avellino, solidità e duttilità tattica le chiavi del successo

Iniziamo con una nota di colore, anche a Novara, l'Avellino ha giocato in casa. È una delle cose che ribadito anche Asencio durante l'intervista post-gara, un pubblico meraviglioso con cui sembrava di giocare tra le mura amiche. E alla fine anche questo ha contribuito a una prestazione ottima dei Lupi, forse una delle migliori del campionato, al cospetto di un avversario forse non del tutto probante. Il Novara ha buone individualità per la categoria, ma è parso da subito troppo rinunciatario con un 4-1-4-1 molto abbottonato.

L'Avellino ha mostrato invece un volto nuovo ed estremamente interessante: quello che poteva sembrare un 4–4–2 si apriva spesso in una sorta di 3–4–3 con Ngawa a stringere verso il centro affiancandosi a Migliorini e Kresic, Rizzato e Laverone alti ai fianchi della coppia di centrocampo formata da Paghera e Di Tacchio, con Molina – giocatore magnifico da vedere su di un campo di B – che aveva libertà di cercarsi la posizione migliore tra l'estremo sinistro e la zona alle spalle del duo Ardemagni/Asencio. Merito a mister Novellino, sempre più la vera ancora di questa squadra, per aver provato a migliorare l'approccio e non essere rimasto legato in maniera dogmatica al proprio credo inziale.

L'impressione è che questo Avellino possa usare due schemi iniziali differenti tra casa e trasferta, con un terzo (il 4 – 3 – 1 – 2 visto nel finale di Cesena, come possibile terza alternativa). Può sembrare una semplice costatazione di tipo tattico, ma anche l'anarchico Renzo Ulivieri, qualche settimana fa, diceva per l'appunto che la capacità di mostrare diversi impianti di gioco durante lo stesso campionato può essere una carta vincente per gli allenatori italiani. Novellino di questo ultimo gruppo è uno dei decani, un uomo che ha vissuto di calcio tutta la vita e che ha però l'umiltà e l'intelligenza di capire quando alcune scelte possono essere lasciate da parte in nome del risultato.

Anche con una squadra che ha fatto registrare meno qualità nella percentuale di passaggi riusciti, merito soprattutto di un vantaggio iniziale che ha permesso ai Lupi di giocare con ripartenze rapide e veloci, non sono mancate ottime iniziative collettive. La fascia di destra con Ngawa e Laverone sembra veramente ben equilibrata. Il belga soffre meno in fase difensiva, ha la gamba per recuperare l'avversario che gli scappa alle spalle e sa spingere quando serve. Avere le spalle coperte permette a Laverone di spingere per andare al cross, e Molina dall'altro lato può rientrare sul destro come mettere splendide palle liftate con il sinistro. Il giocatore cresciuto nel vivaio dell'Atalanta si sta mostrando come un bel lusso per la categoria: con ottima capacità di giocare con entrambi i piedi, dedizione al sacrificio che lo porta a essere ovunque sul campo da gioco e ripiegare anche difensivamente (con 9 palle recuperate è stato il migliore dei biancoverdi).

In fase difensiva ieri si è sofferto poco ma la squadra non è riuscita a tenere la porta inviolata. In particolare dispiace per aver sofferto proprio quando, in vantaggio di due reti e con un uomo in meno, la gara andava soltanto chiusa. Quella vista ieri potrebbe davvero essere la difesa titolare per il resto del torneo. Radu pare dare sicurezza, Migliorini e Kresic sono una coppia ben assortita e i due esterni difensivi garantiscono personalità e solidità in entrambe le fasi. Ieri il povero Imbimbo si è trovato a gridare spesso a Migliorini di portare su la difesa, troppo schiacciata nella propria area nei minuti finali. Si migliorerà anche questo, ne siamo certi.

Mai come quest'anno l'Avellino può ruotare gli interpreti senza perdere in qualità globale. Certo manca un giocatore che possa cambiare il passo in mezzo al campo, e ci ritroviamo a sperare che Di Tacchio resista a lungo in questa condizione. Intanto ci godiamo un'ottima posizione in classifica e una squadra che può farci vivere una stagione serena, magari con qualche brivido assolutamente positivo.

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