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  • Martedì 12 Dicembre 2017 - Aggiornato alle 11:13

Taccone stoppa le polemiche: "Vendo una quota ai tifosi ed entrano nel Cda per controllare i conti"

Il presidente dell'Us Avellino ci mette la faccia ed incontra la tifoseria dopo le polemiche lanciando l’azionariato popolare: “Farò di tutto per fargli piacere Ferullo ha grandi progetti per la città” e chiarisce ancora sul debito “è di 7,2 milioni di euro ma il bilancio va letto bene”. Sul futuro: “non abbiamo necessità di vendere, fino a quando ci sarò io non ci saranno problemi. A D’Agostino avevamo chiesto 400mila euro per il 70%”

Taccone stoppa le polemiche: "Vendo una quota ai tifosi ed entrano nel Cda per controllare i conti"

"Se Ferullo non piace ai tifosi mi spiace, faremo di tutto per farglielo piacere. Sta facendo un'operazione importante della quale non posso rivelare nulla in questo momento ma è una cosa estremamente importante per la città di Avellino (nuovo stadio? Ndr). Anche i tifosi capiranno che vuole sposare il progetto e stare con noi in maniera costruttiva". Così il presidente dell'Us Avellino Walter Taccone al termine dell'incontro (in fondo all'articolo il video integrale) richiesto dal direttivo della curva Sud dopo la cessione del 15% delle quote all'imprenditore di Anzio. Il numero uno della società biancoverde ci mette la faccia, lo avrebbero fatto in pochi, nei locali ex Eca di via Tagliamento e risponde alle domande della tifoseria che incassa e annuncia contestazione "civile ma ad oltranza" fino a quando ci sarà Ferullo in società. Le perplessità dei tifosi sulla solidità dell'imprenditore sono innumerevoli ma Taccone non ha ceduto assicurando "resterà al 15% ed ha già assicurato 800mila euro di capitali all'Avellino attraverso le sponsorizzazioni". La scorsa settimana era un milione. Suoi protesti all'imprenditore di Anzio "ha avuto quattro protesti nel 2012 per un totale di circa 32mla euro. Erano soldi che non doveva e lo ha denunciato anche alla magistratura che lo ha riabilitato". L'ingresso in società al valore nominale "come ha fatto Gubitosa. Non c'è nulla di nuovo" e svela un altro particolare sulla trattativa fallita con Angelo D'Agostino "Abbiamo chiesto all'ingegnere 400mila euro per prendere il 60%-70% dell'Avellino".

La discussione è andata avanti per un paio di ore, ma è nella coda che il presidente cala l'asso e mette i tifosi spalle al muro "quando ero vicepresidente della Scandone avrei voluto realizzare una polisportiva ma non ci sono riuscito. Oggi vorrei che i tifosi dell'Avellino entrassero in società con un azionariato popolarecosì come fanno al Barcellona. Anche all'1% non c'è problema, così possiamo nominare un responsabile nel consiglio di amministrazione che può verificare tutti i dati dei bilanci e mettere fine alle fandonie che vengono messe in giro". La risposta dai supporters arriverà.

Prima però un lungo dibattito dove sono stati toccati numerosi argomenti. La trattativa nascosta con Ferullo, siglata il 25 ottobre e divulgata il 13 novembre "ero in attesa di una risposta per l'amministratore, avevamo sottoscritto un atto preliminare e per renderlo definitivo avevamo 30 giorni. Angelo si è tirato indietro per il ruolo di amministratore viste le reticenze della piazza e abbiamo depositato soltanto l'acquisizione di quote". Il debito dichiarato dall'ex socio e presidente onorario Michele Gubitosa di circa 14 milioni di euro "Michele è un amico ma deve pensare alle sue aziende. Abbiamo un debito di 7,2 milioni di euro (la scorsa settimana erano 6) compresa la gestione di quest'anno. Ma i bilanci vanno letti nella loro interezza. Abbiamo un debito nei confronti delle banche che ci hanno anticipato i soldi per i calciatori che abbiamo venduto. Quindi parliamo di nulla. Quello che deve preoccupare i tifosi sono i debiti con la lega e gli organi di controllo come la Covisoc. E non ne abbiamo uno" e poi rilancia sul ruolo di presidente "dal 2009 ad oggi ho messo almeno 1,2milioni di euro all'anno in societĂ . E' per questo che ho scelto di fare il presidente ad un certo punto, mi ero stancato di farmi fregare dai miei soci. Non abbiamo un euro di debito con la Covisoc, siamo una societĂ  modello. Ad oggi ci sono cinque squadre che hanno avuto punti di penalizzazione. Abbiamo una perdita di esercizio che deve essere necessariamente portata a zero entro la fine dell'anno e colmeremo con un aumento di capitale. Fino a che ci sono l'Avellino non avrĂ  mai problemi. Dal 2009 ad oggi ho messo un milione e 200mila euro all'anno per coprire le spese di gestione, per questo ho scelto di fare il presidente, ho smesso di farmi fregare i soldi".

Nella mente dei tifosi c'è ancora la sconfitta con la Salernitana e le parole del presidente che avrebbero offeso i supporters biancoverdi che prime chiede scusa e poi conferma "direi nuovamente tutto perchĂ© non ho offeso nessuno. Non ho detto che Salerno è migliore di Avellino". La piazza contesta anche l'atteggiamento troppo amichevole con  Lotito, l'episodio sui cartelloni pubblicitari all'Arechi con il passaggio della scritta Minala al 96', la questione accrediti e l'apertura dei cancelli del settore ospiti "in Lega sono l'unico che contesta Lotito, per quanto riguarda i cartelloni è stato presentato un esposto, gli accrediti a partita sono circa 50 per la societĂ  ospite. Se non fanno venire gli addetti ai lavori non posso farci niente. Mentre per gli steward abbiamo potenziato per quella partita di 30 unitĂ  ma non possiamo sapere chi viene allo stadio se è tifoso della Salernitana". A margine è lo stesso presidente a riferire le voci della Questura su una indagine in corso per l'episodio.

Sul futuro della società nessun dubbio "fino a quando resto io i conti saranno sempre in ordine. Non ci deve essere alcuna preoccupazione. La porta resta aperta a chi volesse acquistare il pacchetto di maggioranza, ma devono essere preferibilmente imprenditori irpini. Non abbiamo necessità di vendere, se non dovessero giungere offerte adeguate resteremo così come stiamo". Il futuro imminente si chiama già mercato "con questo ambiente difficilmente i calciatori vengono ad Avellino. Quindi innanzitutto ricompattiamoci, le occasioni ci sono, abbiamo credenziali importanti con i presidenti di serie A. Sono un uomo del fare, non ho mai promesso i 3 milioni di euro da investire ai miei tifosi, ma se il mister chiede qualcuno faremo di tutto per prenderlo." L'accusa è la mancanza di programmazione visti i troppo calciatori in prestito "ne abbiamo 15 di proprietà su 26, quest'anno abbiamo acquistato quattro cartellini ma non possiamo confermare calciatori che vogliono andare a giocare in serie A come Djimsiti o che non piacciono al mister come accade con Ciano (il riferimento è a Tesser)".

Una battuta anche sulle dimissioni del direttore generale Massimiliano Taccone "non le ho ancora accettate. Non sono sicuro di riuscire a convincerlo, è intenzionato a mollare. Questa contestazione a lui e la moglie non è giusta, non è una cosa civile. Chiamano in causa le persone ma questo cosa c'entra con il calcio. In casa di addio non subentrerĂ  nessuno" 

Ultima modifica ilSabato, 25 Novembre 2017 18:13

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