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  • Giovedì 16 Agosto 2018 - Aggiornato alle 10:10

Debiti con l'erario, accertamenti della Finanza, soldi da chi costruirà lo stadio, Taccone: "sono io la garanzia per i tifosi"

Il presidente dell’Us Avellino vorrebbe cinque milioni per il nuovo stadio (ma il suolo è del Comune) oppure l’ingresso in società dell’eventuale costruttore. Sul tavolo non ci sono offerte ma debiti verso Equitalia e Agenzia delle Entrate. Foscarini andrà via, la squadra è da rifondare ed intanto apre la campagna abbonamenti con il campionato di B ancora in corso

Debiti con l'erario, accertamenti della Finanza, soldi da chi costruirà lo stadio, Taccone: "sono io la garanzia per i tifosi"

Nessuna novità societaria, buio pesto all'orizzonte per la conferma dell'allenatore e una squadra ovviamente in alto mare. Nonostante tutto l'Us Avellino decide di aprire la campagna abbonamenti (leggi qui i prezzi) e lo fa a campionato di serie B ancora in corso. Scelta insolita e che ha destato più di una critica.

Ancora più esilarante della televendita della scorsa settimana l'incontro con la stampa del presidente Walter Taccone che ha dovuto divincolarsi tra domande su aspetti societari e squadra. Non prima di aver chiarito sugli abbonamenti "al tifoso non deve interessare chi sarà il prossimo allenatore o la squadra. Deve sapere che c'è la dirigenza, che Taccone resta. Chi non vuole farlo subito può anche attendere ad Agosto per fare l'abbonamento, ma io sono il proprietario e stabilisco che la campagna apre oggi". La contraddizione nel discorso del presidente arriva puntuale e subito. Solo un giro di lancette prima aveva asserito "è importante avere gli abbonati, siamo certi che comunque vada il campionato, soffrendo o vincendo, abbiamo un numero fisso che viene a sostenere e proteggere la squadra, non noi". Il presidente è alla ricerca di soldi liquidi per iscrivere la squadra al campionato di serie B. La scadenza si avvicina e senza nuovi innesti societari "con Samorì ci sono contatti per la politica, con D'Agostino per questioni inerenti i lavori allo stadio, ma nessuno dei due entra in società" la sofferenza aumenta. Ed è lo stesso presidente ad ammetterlo parlando dei debiti della società, che secondo lui non hanno fatto saltare le trattative precedenti con Gubitosa e Gravina "gli altri hanno debiti più alti. Abbiamo un debito con l'erario. Sono quasi tutti a conoscenza dell'accertamento della Guardia di Finanza, dobbiamo dare soldi all'Agenzia delle Entrate ed Equitalia. Già ho parlato con i tributaristi, il primo obiettivo è un piano di ristrutturazione tributaria dove mettere tutto dentro e pagare una somma annuale che non ci faccia soffrire". L'importo è top secret.

Per quanto riguarda i possibili acquirenti detto di D'Agostino e Samorì, l'auto esclusione di Lombardi che non è mai stato intenzionato ad entrare nell'Us Avellino per gli accertamenti fiscali a cui è sottoposto, non si ha traccia dei due fantomatici investitori stranieri e neanche italiani. "Chi vuole acquistare l'Avellino venga con i soldi dal notaio (ma non cedeva a costo zero?, ndr). Non devono limitarsi a guardare il bilancio, abbiamo un patrimonio di calciatori ed una storia di 106 anni (almeno la storia non si vende, ndr). La prossima settimana (doveva esserlo questa, ndr) sapremo se sarò solo, socio di maggioranza o minoranza. Stiamo discutendo di percentuali ma ho detto loro di muoversi altrimenti vado avanti per la mia strada".

Di una cosa Taccone è certo, dal nuovo stadio dovrà guadagnarci anche lui. E lo dice esplicitamente svelando il motivo per il quale non vuol lasciare la società. "Darò la possibilità a costruire lo stadio a chi fa parte dell'Avellino. Non lo lasceremo costruire da un esterno alla società. Darò la possibilità di costruire lo stadio - ribadisce - a chi farà parte di un gruppo in cui c'è la società, un gruppo che costruisce, il credito sportivo, il Comune, Mef. Deve fare un discorso economico con l'Avellino a cui deve lasciare cinque milioni per costruire lo stadio oppure deve essere un socio. Chi costruisce avrà un tornaconto importante. Il mio telefono è aperto a tutti coloro che vogliono parlare di queste cose". Magari non aver pagato il fitto dal 2009 ha contribuito alla confusione del presidente, lo stadio ancora oggi è patrimonio pubblico, dei cittadini, del Comune che dovrà concedere l'utilizzo del suolo del bene a chi si impegnerà a costruire. La forza di Taccone è l'essere proprietario dell'Us Avellino, l'unica squadra di calcio in provincia che potrà usufruirne. Taccone in pratica sta vendendo l'imprescindibilità a meno che la società non decida di costruirne uno nuovo altrove.

Il discorso sportivo passa in secondo piano davanti a queste condizioni. L'allenatore Foscarini a visionare le squadre  primavera (altrui) e l'incontro già rimandato due volte, la squadra già fatta all'80% con tanto di nuovi acquisti che non possono ancora essere presentati ma di cui il prossimo allenatore dovrà accontentarsi, le conferme del blocco dello scorso anno, lo staff dirigenziale, sono discorsi che dinanzi a uno scenario del genere trovano il tempo che trovano.

Ultima modifica ilVenerdì, 08 Giugno 2018 21:01

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