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  • Martedì 16 Ottobre 2018 - Aggiornato alle 19:04

Il Tfn boccia l'ennesimo ricorso dell'Us Avellino: avanti il prossimo

Il tribunale federale dichiara inammissibile l'istanza presentata dai legali di Walter Taccone, ma resta ancora in essere il ricorso in cui si impugna il comunicato n.59

Il Tfn boccia l'ennesimo ricorso dell'Us Avellino: avanti il prossimo

Respinto l'ennesimo ricorso dell'Us Avellino contro l'esclusione dal campionato di serie B 2018/2019. Inammissibile per il tribunale federale l'istanza presentata dai legali del club biancoverde che contestavano nuovamente le delibere n. 47-48-49 della Figc del 13.08.2018 ritenendo gli atti del Commissario Straordinario Fabbricini "affette da eccesso di potere poiché adottate "in itinere" e in contraddizione con precedenti determinazioni dello stesso Commissario, nonchè per carenza in capo a quest'ultimo dei poteri necessari a porre in essere gli atti impugnati, concretanti atti di straordinaria amministrazione. Da ultimo, le delibere sarebbero comunque nulle poiché prive della sottoscrizione del Commissario Straordinario". I giudici senza entrare nel merito hanno sostenuto la tesi preclusiva connessa al divieto del "ne bis in idem" e al "conflitto tra giudicati" ritenendo già discusse nei ricorsi a Collegio di Garanzia e Tar i motivi del ricorso. A Walter Taccone resta ancora il ricorso al Collegio di Garanzia del Coni per la disparità di trattamento rispetto ad altre dodici società dopo la delibera commissariale n.59 de 30 agosto relativa al caso Finworld. Il Presidente dell'Us Avellino solo la scorsa settimana nutriva buone speranze per la riammissione in serie B in questa folle stagione calcistica. Un'altra pagina di una storia infinita.

Questa la sentenza: "Ricorso ex art. 43bis CGS FIGC e art. 30 CGS CONI con istanza cautelare urgente della società USA Avellino 1912 srl in persona del legale rappresentatne PT Prof. Walter Taccone, avente ad oggetto l'impugnativa delle delibere del commissario straordinario FIGC di cui ai com. uff. nn. 47, 48 e 49 del 13.8.2018, del com. uff. nel 10 del 14.8.2018 della LNPB. Il ricorso Con ricorso ex art. 43bis, CGS, la Società US Avellino 1912 Srl impugnava le delibere del Commissario Straordinario della FIGC n. 47, 48 e 49, pubblicate in data 3.8.2018, chiedendone l'annullamento. Premessa in fatto la cronologia delle vicende, anche giudiziali, aventi ad oggetto l'esclusione della Società ricorrente dalla partecipazione al Campionato di Serie B appena avviato e la riproposizione dei motivi attinenti la ritenuta illegittimità di detta esclusione (motivi da n.1 a n. 4), quanto alle delibere oggetto di ricorso lamentava anzitutto l'Avellino la violazione dell'art. 3 dello Statuto Federale ed eccesso di potere per difetto di istruttoria, avendo la FIGC adottato i provvedimenti gravati senza interpellare le Leghe interessate (motivo 5).
Le delibere impugnate sarebbero ulteriormente viziate, essendo state adottate in violazione degli artt. 49 e 50 NOIF, nonché per la violazione del principio dell'affidamento, attesa la sussistenza di un obbligo per la Federazione, derivante appunto dall'art. 49, di realizzare un campionato a 22 squadre a partire dalla stagione 2018/2019 (motivo 6). Ancora, secondo la ricorrente, le delibere del Commissario Straordinario della FIGC sarebbero affette da eccesso di potere poiché adottate "in itinere" e in contraddizione con precedenti determinazioni dello stesso Commissario, nonchè per carenza in capo a quest'ultimo dei poteri necessari a porre in essere gli atti impugnati, concretanti atti di straordinaria amministrazione (motivo 7). Da ultimo, le delibere sarebbero comunque nulle poiché prive della sottoscrizione del Commissario Straordinario (motivo 8).
La ricorrente proponeva altresì istanza cautelare per la sospensione dell'efficacia delle delibere impugnate, nonchè del calendario relativo al campionato di Serie B con ogni conseguente adottando provvedimento. Con memoria depositata nei termini si costituiva nel procedimento la FIGC – Federazione Italiana Giuoco Calcio. Premessa una breve sintesi dei fatti di causa, la resistente eccepiva in via preliminare l'inammissibilità del ricorso per difetto di legittimazione e/o di interesse ad agire in capo alla Società ricorrente, attesa la legittimità e l'efficacia del provvedimento del Commissario Straordinario della FICG (n. 33/2018) da cui ne è dipesa l'esclusione dal campionato di Serie B, così come peraltro evidenziato dalla decisione del Collegio di Garanzia sul punto (n. 45/2018), nonchè dai successivi provvedimenti del TAR del Lazio cui pure la ricorrente si era rivolta. Rilevava in ogni caso la FIGC come i motivi proposti dall'Avellino in merito all'esclusione dal campionato non erano altro che la riproposizione di censure ormai precluse dai pronunciamenti intervenuti, dichiarando pertanto di non accettare il contraddittorio sugli stessi.
Quanto agli ulteriori motivi, la resistente evidenziava l'infondatezza dei rilievi avversari evidenziando, da un lato, la correttezza formale del provvedimento adottato, dall'altro, la sussistenza dei poteri in capo al Commissario Straordinario per la relativa adozione, potendo il Commissario porre in essere "tutti gli atti necessari al regolare funzionamento della federazione"; evidenziava, altresì l'assenza nel caso di specie di qualsivoglia violazione degli artt. 49 e 50 in ragione dell'evidente applicazione del principio di specialità; le decisioni assunte rispondevano, inoltre, all'esito di una ponderata valutazione degli interessi in gioco, alla necessità di far prevalere l'interesse pubblico e collettivo al tempestivo avvio e al regolare svolgimento del Campionato di Serie B 2018/2019. Nonchè di quello delle Società calcistiche già ammesse, in un contesto contingente caratterizzato da incertezza, determinata anche dalle iniziative giudiziarie frattanto assunte da diverse Società. Con memoria ritualmente depositata si costituiva anche la Lega Nazionale Professionisti Serie B, chiedendo il rigetto del ricorso essendo l'adozione delle modifiche normative oggetto delle delibere gravate assolutamente legittima.
Il dibattimento - Il TFN – Sezione Disciplinare, con provvedimento del Presidente del 13.9.2018 respingeva l'istanza cautelare proposta dal ricorrente e fissava per la discussione l'udienza del 28.9.2018, con abbreviazione dei termini. All'udienza del 28.9.2018, sono comparsi la ricorrente e le resistenti che hanno illustrato ulteriormente le rispettive difese. In particolare la FIGC richiamava, oltre ai provvedimenti già indicati in memoria, la decisione adottata in via cautelare dal Consiglio di Stato il 27.9.2018 con la quale era stata respinta l'istanza cautelare proposta dall'Avellino avverso la precedente decisione del TAR Lazio sempre in merito alla mancata ammissione della Società al campionato di Serie B. I motivi della decisione Il ricorso proposto dalla Società US Avellino 1912 Srl è inammissibile.
Ed invero, come evidenziato in atti e financo nella parte introduttiva del ricorso proposto, la ricorrente è ad oggi priva della situazione soggettiva rilevante per l'impugnazione dei provvedimenti di cui lamenta l'illegittimità, non essendo ammessa a partecipare al Campionato di Serie B 2018/2019 cui tali provvedimenti afferiscono. La sorte di detti atti non è infatti destinata ad esplicare alcun effetto sulla posizione della ricorrente, con la conseguenza che in capo alla stessa non è configurabile alcun interesse ad agire, neppure in termini di mero fatto, per vederne dichiarare o meno l'efficacia. Vale solo la pena di aggiungere come tale invalicabile conclusione non è in alcun modo aggirabile dalla riproposizione, dinanzi a questo Tribunale, dei motivi afferenti la pretesa illegittimità del provvedimento di esclusione dal campionato assunto nei confronti della Società ricorrente, riproposizione da ritenersi anch'essa inammissibile essendo dichiaratamente tali doglianze sottoposte, dopo l'esaurimento dei mezzi domestici, alle decisioni della Giustizia Amministrativa, finora peraltro tutte contrarie alle tesi della Società Avellino. In conclusione, il ricorso va dichiarato inammissibile per carenza di interesse. Il dispositivo Il Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare dichiara inammissibile il ricorso. Dispone addebitarsi la tassa. (47)
Ricorso ex art. 43bis CGS FIGC e art. 30 CGS Coni della società US Avellino 1912 srl in persona del legale rappresentante PT Prof. Walter Taccone, avverso la delibera del commissario straordinario della FIGC, pubblicata sul C.U. n. 27 del 13.4.2018. La materia del contendere La US Avellino 1912 Srl adiva il Tribunale Federale Nazionale al fine di: A) accertare e dichiarare la illegittimità e/o erroneità della delibera del Commissario Straordinario della FIGC, pubblicata con C.U. n. 49 del 24/05/18, nella parte del titolo IV; B) accertare e dichiarare la illegittimità e/o erroneità della delibera del Commissario Straordinario della FIGC, pubblicata con C.U. n. 27 del 13/04/18), nella parte del titolo I) lettera E punto 12; in onore alle motivazioni trascritte in ricorso che affermavano la legittimità delle operazioni propedeutiche alla iscrizione al Campionato di Serie B, svolte dalla Società. Si costituiva la F.I.G.C. chiedendo la inammissibilità del ricorso, in subordine la declaratoria di infondatezza nel merito, in virtù delle ragioni esplicate in seno al documento di costituzione.
Il dibattimento - Alla udienza dibattimentale le parti comparivano a mezzo dei rispettivi difensori, i quali reiteravano le richieste formulate nei rispettivi scritti, insistendo rispettivamente per l'accoglimento del ricorso (US Avellino) e per la sua reiezione (F.I.G.C.). I motivi della decisione Il ricorso è inammissibile poiché votato alla nuova proposizione, dinanzi a questo Giudice Sportivo di primo grado, di identiche questioni già dibattute sia in sede federale (Collegio di Garanzia), che in sede ordinaria (Tar Lazio - Consiglio di Stato). La premessa metodologica di carattere storico che sostiene il pensiero della inammissibilità, risiede infatti negli accadimenti processuali intervenuti nel tempo, secondo i quali: - in sede di giurisdizione sportiva, il Commissario Straordinario della FIGC, con delibera n. 33 del 20/07/18, respingeva il ricorso dell'US Avellino avverso i rilievi della Co.Vi.So.C. relativi al mancato rispetto dei criteri legali ed economico finanziari propedeutici alla iscrizione al Campionato Nazionale di serie B s.s. 2018/2019, in quanto il citato Organo di controllo, esaminata la documentazione prodotta dalla Società, riscontrava carenze riferite al corretto rilascio della prescritta fidejussione per l'ottenimento della Licenza nazionale ai fini dell'ammissione al predetto Campionato; il Collegio di Garanzia del CONI con prot. n. 479/2018 depositato il 31/07/18, pronunciava la reiezione del ricorso ex art. 54 co. 3 del CGS proposto dalla US Avellino avverso il menzionato Provvedimento del Commissario Straordinario della FIGC n. 33 del 20/07/18 (del quale si è appena detto), avente a oggetto la mancata iscrizione al Campionato di serie B 2018/2019; - in sede di giurisdizione ordinaria amministrativa, la medesima vicenda preclusiva riferita ai controlli della Co.Vi.So.C., già esaminata dai preposti Organi di giustizia sportiva, veniva successivamente sottoposta in primo luogo all'attenzione del TAR Lazio e in seconde cure al Consiglio di Stato (sede giurisdizionale - Sezione Quinta), con esito nuovamente negatorio per la Società. In particolare il Consiglio di Stato si è recentemente pronunciato ("respinge l'istanza cautelare") in coerente linea con il Giudice amministrativo di primo grado, dichiarando il rigetto della istanza cautelare in onore alle motivazioni evincibili in seno al Decreto del 27/09/18 (pubblicato in pari data, proc. n. 04720/2018 reg. prov. cau.; n. 07503/2018 reg. ric).
Svolta la doverosa premessa storica da intendere essenziale ai fini della più corretta interpretazione della specie, ritiene il Tribunale Federale che l'iter giudiziario su cui fonda l'odierno ricorso sia stato oggetto di precedenti giudizi confluiti nelle intervenute pronunce a cura degli Organi già aditi in sede federale e ordinaria, per cui la promozione della nuova doglianza avente argomenti e contenuti perfettamente identici rispetto a quelli precedentemente trattati e giudicati, non costituisca affatto una novità, bensì una pedissequa reiterazione di temi diffusamente noti. In tal senso il principio del "ne bis in idem" non consente la riproposizione giudiziale di identiche questioni all'infinito, a maggior ragione ove si consideri la possibile convergenza verso un "conflitto tra giudicati" vertenti sulla medesima materia. In ciò risiede la declaratoria di inammissibilità del ricorso oggi in esame.
La tesi preclusiva connessa al divieto del "ne bis in idem" e al "conflitto tra giudicati" acquista ulteriore vigore anche al qualificato esame dei suoi temi sostanziali: A) accertare e dichiarare la illegittimità e/o erroneità della delibera del Commissario Straordinario della FIGC, pubblicata con C.U. n. 49 del 24/05/18, nella parte del titolo IV; B) accertare e dichiarare la illegittimità e/o erroneità della delibera del Commissario Straordinario della FIGC, pubblicata con C.U. n. 27 del 13/04/18), nella parte del titolo I) lettera E punto 12. La perfetta identità tra le questioni oggi sottoposte all'attenzione del Tribunale Federale (inteso quale Organo di primo grado della giurisdizione sportiva), con quelle già promosse all'interno dell'iter precedentemente svolto (come detto, dinanzi alla giurisdizione sportiva e ordinaria), appare sin troppo evidente dal momento che la Società vorrebbe devolvere a questo giudicante un nuovo metro di giudizio, nonostante la stessa materia sia stata ampiamente dibattuta nelle sedi federali e ordinarie attraverso la emanazione dei citati verdetti (ut supra). Per le ragioni esposte il Tribunale Federale Nazionale, dichiara il ricorso inammissibile in onore delle esplicate motivazioni.
P.Q.M. Il Tribunale Federale Nazionale, Sezione Disciplinare dichiara inammissibile il ricorso. Dispone addebitarsi la tassa".

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