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Rugby - In campo vince il Würenlos, fuori l'ovale e un po’ l’Irpinia C’era curiosità intorno al valore degli ospiti internazionali, che si sono rivelati squadra ben messa sotto il profilo atletico e pronta a recitare un ruolo da protagonista nella serie B d’oltralpe dove sono appena sbarcati, ma c’era grosso interesse soprattutto attorno alla creatura di mister Caliano. Solo nei primi venti minuti si è potuta assaggiare la mentalità e la fisionomia della squadra che il coach vorrà consolidare per la prossima stagione. C’erano da festeggiare due lustri di storia di ovale in biancoverde, ed immancabilmente la gara ha dovuto far spazio alle tante vecchie glorie accorse ad abbracciare i compagni di una volta e forse di sempre. E così il risultato - nettamente a favore degli svizzeri il 45-3 finale – lascia un po’ il tempo che trova, nonostante la voglia di brindare ad un successo emersa nel corso di queste settimane prima per voce del presidente Antonio Roca, poi dell’allenatore di Rione Parco. Consumato il programma mattutino della kermesse l’amichevole Avellino Rugby – Würenlos ha avuto come antipasto il saluto del presidente del Coni provinciale, Saviano e del presidente della Fir Campania, De Falco. “Dieci anni fa, quando iniziarono gli allenamenti al Campo Coni, sembrava una scommessa quella del rugby ad Avellino – ha dichiarato il numero uno dello sport irpino – ma col tempo si è trasformata sempre più in certezza. Poi è arrivato il Santo Spirito, oggi purtroppo non del tutto fruibile. Ed è questa la cosa che ci dispiace di più. E’ una struttura all’avanguardia e la città deve fare il massimo per valorizzarla – ha sottolineato Saviano – Il Coni provinciale è da tempo che ha indicato la sua soluzione, attraverso la fidelizzazione nella gestione da parte di quelle discipline, di cui l’Avellino Rugby ne è un esempio, che qui possono trovare il loro naturale polo di aggregazione. Quello della palla ovale è uno sport dal sapore antico, che Roca ed i suoi stanno portando avanti con volontà e tanto volontariato, ma riuscendo a creare condivisione vera attorno a valori sani come il rispetto delle regole dello sport. In questo senso quello di oggi è un già un grande risultato – ha chiosato - se poi inizieranno ad arrivare anche soddisfazioni agonistiche, allora sarà tanto meglio”. E a proposito di campo, non sono mancate le novità, come anticipato alla vigilia, nel XV di Caliano. La gara, disputata su due tempi regolamentari di 40 minuti, ha visto un paio d’interruzioni in corso d’opera per permettere ai 30 in campo di rinfrescarsi. Ce n’era davvero bisogno. Il tecnico avellinese, di fronte ai suoi predecessori Fico e Iammucci – presenti, mentre mancava Rea - ha debuttato con Pericolo estremo, Miele e Romano Borriello come ali, Fiore e Pierpaolo Ruggiero come centri, Urciuoli ad apertura, e Cristian Borriello a mediano di mischia, per quanto riguarda i ¾. In mischia il terzo centro ha visto la conferma di Liguori, con De Prizio e Pagano ad agire come ali, Bronzone e Forino le seconde, Spiniello e Sellitto i piloni e Console il tallonatore. Ma quest’assetto è cambiato spesso e volentieri nel corso del match, nel quale l’interminabile girandola di sostituzioni e di meritate passerelle per le vecchie glorie ha reso la puntuale cronaca degli aggiustamenti un esercizio da frustrati della pedanteria. Non male l’approccio alla partita dei biancoverdi, che nelle fasi di studio iniziali sono stati i primi a prendere l’iniziativa. Tra le fila biancoverdi si è notata una certa voglia di fare, non sempre supportata dai sincronismi, ma ci poteva stare a poco meno di un mese dall’inizio della nuova era. Sono proprio i lupi a sbloccare il risultato all’11esimo, grazie a Bronzone che capitalizza su piazzato l’insistita offensiva dei compagni. Il 3-0 non illude però i lupi. L’energia del Würenlos è tangibile e otto minuti dopo si materializza nella prima meta ospite, trasformata, che segna il sorpasso: 3-7. Al 22esimo c’è il forfait del mohicano Borriello, non in perfette condizioni, ma deciso ad onorare l’impegno. Al suo posto entra l’ospite Maniglia, proveniente dal Benevento ed invitato dal sodalizio irpino all’evento insieme al compagno Vistocco, che subentrerà dopo. Gli avvoltoi del Canton Argovia continuano a tenere il pallino del gioco, ma la prima frazione si conclude senza ulteriori pericoli per la retroguardia irpina, che arriva all’intervallo ancora con le carte in regola per provare la rimonta. Caliano lo sa e prova a caricare i suoi, facendo quadrato in panchina e suggerendo i correttivi per provare a scardinare l’attento e granitico muro elvetico. Alla ripresa delle ostilità tocca a Mernone, che rileva Forino, così come a Vistocco, al posto dell’infortunato Sellitto. E’ il 58esimo quando arriva la seconda meta dei rossoblu, trasformata come del resto tutte le altre. La gara premia i più forti ed il 3-14 spegne le velleità dei lupi. Poco male. Per Caliano è l’occasione di provare schemi e uomini, e così fanno il loro ingresso i giovani Pinto e Lombardi, che rilevano Console e De Prizio. Avellino regge ancora, almeno fino alla pausa refrigerio del 17esimo. L’ultima tranche di gara si trasformerà in un appassionante carosello che vedrà la partecipazione nell’ordine di Vietri, Andrea Ruggiero, Capasso, Virzì – giunto da Palermo per riabbracciare i vecchi compagni – Barbarisi, De Prizio e Porcelli, senza contare i vari De Feo, Rauseo, Nastri, Iannaccone, Gaita, Gallo e ci scusiamo se ne dimentichiamo qualcuno, che da bordo campo non hanno voluto mancare alla festa. Sul rettangolo di gioco non c’è spazio però per cuore e amarcord. La musica si fa alpina ed il primo acuto arriva dal calciatore del Würenlos, davvero strepitoso quando al 23esimo scaraventa tra i pali un piazzato da centrocampo. Per lui applausi a scena aperta dei numerosi presenti. Le guardie svizzere iniziano a scappare da tutte le parti e le mete fioccano. Al 28esimo, al 31esimo, al 39esimo ed in pieno recupero, sono quattro le marcature dei rugbisti del Canton Argovia che arrotondano il risultato sul 45-3 prima del triplice fischio e del più fraterno dei terzi tempi. “Finisce una stagione lunga e faticosa ma accompagnata dall’entusiasmo che è nel dna di questa squadra – ha dichiarato un indaffarato Antonio Roca a fine gara - Chiudiamo festeggiando con degli amici e dei veri rugbisti, che sono gli autentici testimoni dello spirito che abbiamo sempre cercato di riprodurre nella nostra terra. Questo del decennale è stato un fantastico weekend, dove atleti lontani migliaia di chilometri e dalla lingua diversa hanno mostrato grande affiatamento grazie all’idioma comune della palla ovale. La sfida non ha fatto altro che rafforzare questa grande amicizia. E’ una gioia aver organizzato tutto questo – ha aggiunto il presidente dell’Avellino Rugby – e lo spirito sano di questa disciplina ancora una volta mi ha dato la certezza incrollabile che il nostro club è destinato a non morire mai”. Circa i contenuti agonistici così si è espresso il patron biancoverde: “Ho visto poco la partita, perchè preso dai mille piccoli grandi impegni di una giornata come questa. Nei primi venti minuti ho visto però i miei ragazzi in palla ed una gara equilibrata. In un certo senso poi abbiamo pagato lo scotto dei ranghi molto cangianti degli ultimi tempi. Tanti uomini ma alto tasso di rotazione che non permette al XV di assestarsi su uno zoccolo stabile. Nel finale poi la sfida si è trasformata in festa ed il risultato ha assunto un ruolo di secondo piano. Per quanto riguarda il Würenlos – ha continuato – ho visto degli avversari molto forti sotto il profilo atletico. Si vede che hanno appena vinto un campionato e forse hanno potuto anche sfruttare la lunga pausa invernale del torneo svizzero per arrivare freschi e motivati all’appuntamento”. Sul fronte avverso, si fa per dire, a parlare è l’artefice del gemellaggio, il sannita Angelo Olivieri – con lui presente anche il padre, Luigi, tra i fondatori dell’Us Rugby Benevento – che per l’occasione si è tramutato anche in trainer della squadra. “Avellino mi è sembrata una squadra con buone individualità preparate sotto il profilo muscolare, ma nel complesso si è notata anche un’organizzazione a fasi alterne, su cui evidentemente gli amici biancoverdi dovranno ancora lavorare tanto. Un po’ il contrario di noi, che abbiamo nella compattezza del gruppo la nostra arma principale. L’anno prossimo affronteremo la serie B svizzera, dove punteremo a piazzarci tra le prime quattro – ha detto Olivieri – Siamo fiduciosi di poter fare bene. Quest’anno ci sono stati importanti innesti con atleti provenienti dagli Stati Uniti e dal Sud Africa ed in più l’ingaggio del coach neozelandese Dean Leech, professionista e rugbista vero, ci ha permesso di fare quel salto di qualità su cui puntiamo molto”. Auguri dunque ai simpatici avvoltoi del Canton Argovia, mentre tornando alle vicende d’Irpinia, resta ora solo da dirimere il nodo campionato prima di poter chiudere l’anno agonistico. Roca e il suo entourage devono decidere quale sarà il torneo a cui iscrivere la squadra. “Ci sono da fare ancora delle valutazioni – ha spiegato in proposito il presidente – e soprattutto bisogna contarci. Il problema – ha precisato – non sono i numeri, che anche questa stagione si sono rivelati buoni, ma la garanzia di avere un nucleo stabile che possa garantire la presenza per l’intera stagione”. Parole che appaiono come un freno all’ambizione di partecipare al campionato under 23. Per Avellino l’avventura è fattibile solo se si riuscirà a figurare anche in un torneo seniores – come ha ricordato il presidente federale De Falco – e questo significa che il parco di atleti da sfoggiare deve oscillare intorno alle 50 unità, sempre se non si riesca ad operare un’iscrizione in franchigia alla serie C regionale. Ma il tempo stringe. “Nei prossimi giorni, forse anche domani, prenderemo la decisione definitiva”, ha informato Roca. Intanto, scattato il terzo tempo, i festeggiamenti del decennale biancoverde continueranno per tutta la serata e le prime ore della notte. Alla band di musica celtica, che ha allietato rugbisti e spettatori a fine gara, seguiranno in serata gli SSK, gruppo di musica dub serinese ingentilito dalla voce suadente ed ipnotica di Anna Cefalo. Poi sarà la volta del dj set, prima che i rumori della notte prendano il sopravvento sullo ‘strano’ Santo Spirito di questi ultimi giorni. Si chiuderà, insomma, una bella giornata, dove ha vinto lo sport, il rugby e l’Irpinia, o forse solo una sua parte… Eddy Tarantino (sabato 30 giugno 2012 alle 21.39)
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