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  • Mercoledì 22 Novembre 2017 - Aggiornato alle 14:00

Migranti, l'appello del Prefetto: su assistenza e strutture serve l'aiuto di tutti altrimenti non risolveremo nulla

Sessa: il sistema è fortemente in difficoltà. Il sindaco di Contrada mette a disposizione una sede per ospitare 25 persone

"Gli episodi che si sono verificati negli ultimi giorni hanno avuto un duplice e opposto risultato. Da una parte hanno scatenato il timore e la protesta del comparto sociale per quanto avvenuto, dall'altra c'è chi ha messo per la prima volta a disposizione una struttura di proprietĂ  comunale da destinare all'accoglienza dei migranti". Queste le dichiarazioni del prefetto Carlo Sessa a margine della conferenza di presentazione del protocollo d'intesa per la prevenzione e il contrasto del fenomeno sulla violenza delle donne. Un documento elaborato con il contributo delle associazioni (tra le altre, La Casa sulla Roccia), per dislocare sul territorio riferimenti certi per le donne in difficoltĂ  avvalendosi del supporto delle forze dell'ordine per le giuste contromisure. "I casi di violenza sulle donne fortunatamente non sono molti", specifica Sessa, prima di tornare sulla questione dei migranti.

Chi ha detto sì a una maggiore solidarietà aprendo le porte del comune a circa 25 profughi è Filomena del Gaizo, primo cittadino di Contrada. Una disponibilità che va in controtendenza rispetto all'atteggiamento degli altri sindaci e rappresenta un passo avanti nella direzione auspicata da sindacati e associazioni di volontariato: un'accoglienza diffusa su tutto il territorio tramite l'insediamento di piccole comunità di migranti in ciascuno dei comuni della provincia. "Venticinque nuovi arrivi solo questa mattina – dichiara Sessa - mentre nella giornata di domani ne sono attesi altri cinquanta. Un fatto – continua – che ci mette in notevole difficoltà. Tempo fa paventai 2mila nuovi arrivi, di questo passo spero che la mia previsione non si realizzi tanto presto".

Il problema è duplice. Perché stando alle notizie delle ultime ore c'è la preoccupazione che il sistema non possa reggere. "Anche volendo precettarle, le strutture non si trovano", dichiara il prefetto. Ma anche ad averceli i centri non sembrano offrire un'accoglienza che rispetti gli standard minimi di civiltà. Gli ultimi giorni sono stati animati dalle proteste dei migranti. La totalità di quelli ospitati in un centro di Arcella è venuta a piedi in prefettura per chiedere il pocket money arretrato da alcuni mesi (leggi qui). Altri hanno invece denunciato condizioni igieniche che non rispetterebbero standard minimi e un'assistenza sanitaria non garantita a sufficienza (leggi qui). Ieri il deputato Giancarlo Giordano ha rilanciato la proposta di Comunità Accogliente per un tavolo con la direzione generale dell'Asl, sindacati e associazioni al fine di monitorare le condizioni di salute nei centri e garantire l'assistenza medica. Il tavolo sull'accoglienza sarà invece convocato giovedì prossimo. "Vorrei un apporto positivo da tutte queste persone – chiarisce Sessa - altrimenti possiamo fare tutti i tavoli che vogliamo ma non si arriverà a nulla".

Ultima modifica ilVenerdì, 22 Luglio 2016 00:20

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