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  • Lunedì 20 Novembre 2017 - Aggiornato alle 05:15

Sanità, “un contratto sociale tra le parti per far sentire la voce dell’Irpinia in Regione”: la proposta della Cgil accolta da Percopo e Gambacorta

Assemblea pubblica alla Biblioteca provinciale. D’Acunto: restituire alla sanità la sua dimensione politica è fondamentale per garantire utenti e lavoratori

Sanità, “un contratto sociale tra le parti per far sentire la voce dell’Irpinia in Regione”: la proposta della Cgil accolta da Percopo e Gambacorta

«Leggere la domanda di salute del territorio e attivare un negoziazione sociale per restituire alla sanità la sua dimensione politica». La Cgil lancia la sfida per "Sanità in Irpinia, l'ultima chiamata", l'assemblea pubblica che questa mattina ha chiamato a raccolta responsabili di strutture pubbliche e private, sindaci, amministratori e operatori del settore nel salone della Biblioteca provinciale di Corso Europa. A rispondere all'appello del sindacato però solo il manager del "Moscati" Angelo Percopo, mentre era assente il direttore generale Asl Maria Morgante, e il presidente della Provincia Domenico Gambacorta.


«Avevamo invitato i 118 sindaci irpini, solo due hanno scelto di presentarsi e questa è la cartina di tornasole dell'interessamento generale alla situazione di collasso della nostra sanità- spiega Marco D'Acunto segretario provinciale della Fp Cgil- E' necessario fare massa critica rispetto al sistema sanitario della regione Campania che ci vede penalizzati da tutti i punti di vista. Andremo avanti con le nostre proposte, e con chi ci vorrà starci: a maggio organizzeremo una giornata seminariale per mettere in chiaro il reale fabbisogno dell'Irpinia e trasformarlo in contratto sociale con le parti da trasferire ai tavoli regionali».

Restituire alla sanità la sua dimensione politica, è l'obiettivo della Cgil: «è evidente che in Regione, anche per il sottodimensionamento della deputazione irpina, non riusciamo ad ottenere il giusto ascolto. Serve garantire vecchi e nuovi livelli essenziali di assistenza, per farlo bisogna mettere in campo investimenti, personale, sblocco del turn over e una classe dirigente attenta. Siamo certi che anche altri saranno insieme alla Cgil in questa iniziativa, che già vede l'adesione della Uil e che speriamo possa vedere quella più ampia dei cittadini e delle associazioni di categoria. Lavoro e sanità sono ormai le vertenze dell'Irpinia: la Campania nell'ultimo decennio ha perso tre anni di aspettativa di vita, un dato che mai si era registrato prima in Italia. A Napoli e a Roma devono fare i conti su tutto questo, perché la salute è e resta un diritto costituzionale».

platea cgil

Un grido d'allarme raccolto dal manager dell'azienda ospedaliera "San Giuseppe Moscati" Angelo Percopo che promuove l'iniziativa della Cgil: «i momenti di confronto servono per capire quale strategia intraprendere per rimuovere i problemi. L'Irpinia soffre alcune criticità, ma è potenzialmente la provincia che può fare di più. Ad esempio per quanto riguarda le liste d'attesa, in occasione dell'approvazione del bilancio che ci sarà entro il 30 aprile, faremo una delibera preventiva in cui pubblicheremo i dati sull'attività libero professionale, riusciremo quindi a misurare il rapporto tra l'attività svolta e quella istituzionale per fare poi un ragionamento complessivo sulla riorganizzazione del sistema. Bene l'idea di un contratto sociale che veda insieme tutti gli attori del settore».
Con la perdita, così come denunciato dal sindacato, di 800 lavoratori negli ultimi due anni solo in provincia di Avellino e il blocco del turnover, al "Moscati" si lavora ad un piano straordinario in vista del periodo di ferie estive. «Stiamo lavorando per evitare la chiusura di alcuni reparti – spiega Percopo- stiamo ragionando sui correttivi da porre in essere. Le 30 assunzioni che ci saranno sono sicuramente importanti, ma il problema è che non arriveranno nell'immediato. Abbiamo in cantiere diversi concorsi, ma i risultati li vedremo tra mesi. Purtroppo ci scontriamo con procedure troppo lunghe, che non permettono né la percezione né la reale risoluzione di problemi che, in questo modo, rischiano di accavallarsi, ma facciamo il possibile».

Annuncia per il prossimo 23 maggio un nuovo confronto tra Provincia, consiglieri regionali, sindaci e direttori di azienda ospedaliera e sanitaria, il presidente Gambacorta. «Un anno fa, in quella data- ricorda- riunimmo tutti gli attori protagonisti, politici e istituzionali, della sanità. Fu l'unico momento di confronto su un piano ospedaliero che in quel momento era una sorta di mistero per tutti. Poi, a distanza di poche ore fu pubblicato ed iniziò il solito rimpallo di responsabilità. Un piano che oggi restituisce un'area da 750mila abitanti tra Avellino e Benevento senza un dipartimento di emergenza e accettazione di primo livello. Un situazione in cui i sindaci, che pure dovrebbero far sentire la propria voce, da tempo immemore non hanno un luogo adatto in cui farlo. Per questo sollecito il primo cittadino di Avellino Paolo Foti a convocare quanto prima il coordinamento provinciale. E' necessario capire, tanto da Roma quanto da Napoli, se siamo destinati a morire di tagli o a vivere con la speranza di un investimento concreto in termini di risorse e personale».

Ultima modifica ilMercoledì, 19 Aprile 2017 18:48

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