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  • Sabato 27 Maggio 2017 - Aggiornato alle 08:20

Università del Vino, Caterini: «La Provincia non rispetta i patti, non permetteremo a nessuno di scavalcare il De Sanctis»

Assente per motivi istituzionali il presidente Domenico Gambacorta, il dirigente scolastico ritiene non valida per il Polo di Eccellenza, la convenzione già stipulata nel 2006 e ribadisce: “Tuteliamo 137 anni di storia della città, rispecchiamo l’istruzione tecnica voluta da De Sanctis. Da noi gli studenti si formano, sperimentano e si avviano al lavoro”

Università del Vino, Caterini: «La Provincia non rispetta i patti, non permetteremo a nessuno di scavalcare il De Sanctis»

"Continuiamo il nostro lavoro nella tradizione di De Sanctis conservando intatto questo gioiello che ci è stato donato 137 anni fa per dare lustro a questa provincia e non daremo la possibilità a nessuno di scavalcarci o di far cancellare quanto stiamo facendo". Nessun segnale distensivo giunge dal dirigente scolastico dell'istituto Agrario De Sanctis Pietro Caterini intervenuto a margine dell'incontro organizzato dall'archivio di Stato al Carcere Borbonico dal titolo "Viaggio nella terra di De Sanctis". Ospiti nella sala blu concessa dalla Provincia di Avellino, l'appuntamento sarebbe stato utile per calmare le acque dopo i ricorsi al tribunale amministrativo dell'istituto avellinese per la proprietà dei suoli dove dovrebbe insediarsi il Polo Enologico di eccellenza (leggi qui).

All'appuntamento era stato invitato tra gli altri anche il presidente della Provincia Domenico Gambacorta, che ha disertato in quanto impegnato nel direttivo nazionale Upi a Roma convocato la scorsa settimana per discutere dello stato in cui versano le Province, ma al quale non ha presenziato alcun esponente di Palazzo Caracciolo in sostituzione.

L'occasione è stata utile al dirigente scolastico per ribadire la bontà del suo operato supportato da docenti e consiglio d'istituto "come scuola rispettiamo gli impegni, non mi sembra che dall'altra parte si possa dire la stessa cosa" ha dichairato riferendosi alla Provincia e alla famosa convenzione sottoposta il 14 dicembre al Comune di Avellino e mai sottoscritta dall'ente di Palazzo Caracciolo (leggi qui) che non la ha neanche sottoposta all'Università Federico II di Napoli titolare del Corso di Laurea "doveva essere sottoscritta entro la fine dell'anno, sono trascorsi quattro mesi e non abbiamo ricevuto risposta". Il contenuto non è mai stato divulgato da entrambe le parti "ma durante il convegno di novembre, davanti al rettore e ai docenti della Federico II ho ribadito chiaramente che da parte nostra non c'è alcun ostacolo alla collaborazione se si vogliono fare le cose insieme, ma non si può pretendere di fare una cosa sul suolo di proprietà della scuola e non tenerci in considerazione. Abbiamo chiesto la regolamentazione degli spazi da realizzare, ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta". Di qui l'impossibilità di ritirare il ricorso al Tar "parliamo di un diritto di proprietà che rivendichiamo. E' un discorso legale".

Caterini ritiene non valida per il progetto che si sta andando a realizzare, la convenzione già stipulata nel 2006 e in scadenza nel 2029 tra Provincia, Università ed Istituto (leggi qui) "riguardava soltanto l'utilizzo dell'edificio storico dove è ubicata oggi la sede dell'Università. Lo stesso discorso vale per i laboratori e le cantine indicate nel documento, sono tutte riferite a quell'edificio". Non un passo indietro quindi, anzi il dirigente scolastico incalza quasi a voler sottolineare che dell'Università del Vino si può anche a fare meno "De Sanctis voleva dare una istruzione tecnica alla provincia di Avellino, territorio vocato alla viticoltura, e ci è riuscito alla grande. Abbiamo continuato il suo lavoro istituendo il sesto anno, un corso di specializzazione per i ragazzi che si diplomano. Da noi si diventa enotecnici, diamo l'opportunità di entrare nelle cantine e lavorare. In Irpinia ne abbiamo oltre 200, tutti i ragazzi con questa specializzazione hanno la possibilità di inserirsi nel mondo del lavoro. Altre opportunità per restare e lavorare in Irpinia vengono dai Fondi Psr, senza dimenticare l'alternanza scuola – lavoro che in realtà noi facciamo da tempo nei 24 ettari di vigneti della scuola e la sperimentazione che avviene nel nostro centro di microvinificazione, costruito con un finanziamento regionale".

Ultima modifica ilGiovedì, 20 Aprile 2017 22:35

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