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  • Lunedì 25 Settembre 2017 - Aggiornato alle 18:47

Giornata del Rifugiato: ospiti e cittadini protestano. In Irpinia i migranti sono lo 0,6%

Il Prefetto di Avellino Sessa auspica uno sviluppo di coscienza sociale, conferma l’accoglienza nel convento delle Stimmatine ad Avellino e invita il Comune capoluogo ad aderire allo Sprar. A San Potito cittadini in strada contro l’arrivo di nuovi migranti, mentre a Corso Vittorio Emanuele 35 rifugiati protestano per le pessime condizioni in cui vivono

Giornata del Rifugiato: ospiti e cittadini protestano. In Irpinia i migranti sono lo 0,6%

"Una rivoluzione culturale che porti allo sviluppo di una coscienza sociale dei cittadini e dei responsabili dell'accoglienza". E' quanto si augura il Prefetto di Avellino Carlo Sessa in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato. In Irpinia sono circa 2400 i richiedenti asilo, lo 0,6% della popolazione. Numeri che non possono far gridare all'emergenza. Circa 2200 vengono gestiti dalla Prefettura attraverso bandi, affidando il servizio alle cooperative private che aprono centri di accoglienza straordinaria (Cas) sul territorio. L'osservatorio della Prefettura nell'ultimo censimento individuava 66 Cas suddivisi in 32 comuni mentre soltanto in 8 comuni viene praticata l'accoglienza pubblica attraverso Sprar e progetti di integrazione per minori. 

lettera migrantiIn antitesi con quella che dovrebbe essere la giornata che celebra la forza, il coraggio e la perseveranza di milioni di rifugiati, #withrefugees, questa mattina 35 ospiti alloggiati a Paternopoli da nove mesi hanno protestato davanti la Prefettura per le condizioni in cui sono costretti a vivere. La struttura che li ospita è ubicata in aperta campagna lontano dal centro cittadino, il cibo spesso gli viene lasciato a bordo strada perchè il proprietario della struttura non apre il cancello. Lamentano la mancanza di ispezione sanitarie, ci sono ragazzi con infezioni, altri morsi da animali, tutti mai visitati. Rivendicano il diritto di andare a scuola, poca chiarezza nelle richiesta dei documenti, la mancanza di scarpe e la possibilità di utilizzare un solo in bagno per 35 persone. Su quest'ultimo aspetto il Prefetto Sessa ha precisato "le strutture le verifichiamo prima, non è possibile ci sia un solo bagno" mentre ha invitato  gli ospiti "a recarsi al Pronto Soccorso per farsi curare quando sono in situazioni di emergenza". Mentre il responsabile della cooperativa ha sminuito totalmente l'accaduto "l'iscrizione alla scuola di Avellino è stata effettuata, è a loro discrezione frequentarla. Dal punto di vista sanitario ricevono tutte le cure, li portiamo dal medico quando hanno bisogno ed ogni tre mesi vengono visitati per la Tbc. Purtroppo ci sono stati dei problemi tra cooperativa e proprietario dell' immobile ed il cancello resta chiuso a volte non permettendo alla mensa di portare il cibo. Ma stiamo provvedendo al trasferimento a Montoro, abbiamo chiesto l'autorizzazione alla Prefettura". 

 

Proprio la gestione dell'accoglienza dei privati causa spesso malumori, non ultimo il caso di San Potito Ultra. I cittadini sono in agitazione per l'arrivo di altri 20 migranti in aggiunta ai 35 già ospitati. Dopo i casi di tubercolosi nel piccolo comune irpino la popolazione è in allarme. In attesa di notizie ufficiali, questa mattina l'ufficio tecnico non avrebbe dato l'idoneità ai locali. Il paradosso per un paesino di 1600 abitanti è che dovrebbe ospitarne per legge appena quattro. Il problema è che in ben 77 comuni irpini non vengono ospitati migranti, e mentre in Alta Irpinia prende corpo lo Sprar territoriale che coinvolgerà i comuni di Villamaina, Caposele, Torella dei Lombardi, e Teora; e a Santa Paolina è stato approvato il progetto Sprar, altrove si fa spallucce creando disagi agli altri comuni.

windoofchange"Il nostro compito è accogliere queste persone e fornirgli la possibilità di trovare un modus vivendi sul nostro territorio. Ecco perché è necessario un discorso di sensibilizzazione sociale sia per i cittadini che per la responsabilità di gestione degli enti" ha commentato il Prefetto a margine dell'incontro "Wind of Change" che ha chiarito anche sulla vicenda San Potito Ultra "al momento non c'è una destinazione ufficiale" ed in generale sulla scelta dei comuni per l'accoglienza "non essendo in fase emergenziale non siamo noi a scegliere le ubicazioni. Le società che partecipano ai bandi ci fanno delle proposte, offrono delle strutture e noi verifichiamo l'idoneità cercando di evitare il sovraffollamento in alcune zone".

Proposta che è giunta anche da Avellino per il convento delle Stimmatine che può ospitare fino a 100 rifugiati "è una struttura quasi pronta, se come temo dovessero arrivare altri ospiti l'andremo ad occupare". E qui torna in ballo il discorso dello Sprar ancora non attivato dal comune di Avellino e che avrebbe salvaguardato il numero di ospiti "sarebbe una buona cosa anche come indirizzo e indicazione politica sociale di gestione. Il Ministero dell'Interno ha eliminato i termini di scadenza dei bandi Sprar, quindi la progettazione può essere presentata quando lo si ritiene opportuno". Suore stimmatine corso umberto 4

 

Ultima modifica ilGiovedì, 06 Luglio 2017 13:36

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