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  • Lunedì 20 Novembre 2017 - Aggiornato alle 05:11

“L’emergenza “Mancini” deve riguardare tutti. Gambacorta assente ingiustificato”: genitori e alunni chiedono la ‘tendopoli’

Corteo sotto la pioggia per chiedere soluzioni che, ad oggi, non arrivano. Una delegazione incontra i dirigenti della Provincia, mentre il consigliere Giaquinto viene ascoltato in Procura

“L’emergenza “Mancini” deve riguardare tutti. Gambacorta assente ingiustificato”: genitori e alunni chiedono la ‘tendopoli’

La pioggia non ferma il corteo che dal liceo scientifico ha visto sfilare, fino alla Provincia, docenti, genitori e alunni della scuola finita sotto sequestro. Una manifestazione partecipata, che ha visto l'adesione anche di altri istituti superiori della città, conclusasi con un presidio davanti Palazzo Caracciolo mentre una delegazione è stata ricevuta dai dirigenti dell'ente.
«Rivendichiamo il diritto allo studio e alla sicurezza» gridano gli studenti sotto la pioggia battente. Striscioni e megafoni attraverso i quali richiamano la Provincia alle sue responsabilità. Alunni e docenti chiamano a gran voce il presidente dell'ente Domenico Gambacorta, «assente perché impegnato ad Ariano Irpino in qualità di sindaco» spiegherà loro il segretario generale dell'ente Antonio Fraire che li ha ricevuti insieme ad Antonio Marro, dirigente del settore tecnico.

Nessun interlocutore politico dunque, anche il consigliere delegato all'istruzione, Girolamo Giaquinto, non ha potuto prendere parte all'incontro perché, nelle stesse ore, convocato in Procura quale persona informata dei fatti in merito all'inchiesta che ha portato al sequestro preventivo dello storico edificio.
L'unica certezza, per il momento, è che quella di domani dovrebbe essere la giornata decisiva per trovare nuova collocazione ai 1200 liceali rimasti senza scuola.
Alle 10.30 in Provincia vertice con Gambacorta, Giaquinto, i tecnici dell'ente e i dirigenti scolastici del liceo "Publio Virgilio Marone", dell'Itis "Guido Dorso" e dell'Istituto Alberghiero "Manlio Rossi Doria", le tre scuole probabilmente individuate per spalmare i liceali 'sfrattati' fino alla fine dell'anno scolastico. All'incontro sarà presente anche Luisa Franzese, del provveditorato agli studi regionale e il provveditore provinciale, Rosa Grano. Con loro, subito dopo, ci sarà un incontro ristretto a cui è chiamata a partecipare la preside del "Mancini", Silvana Nicolina Agnes. Nel pomeriggio poi, alle 16,30, nuovo vertice convocato dal Prefetto Maria Tirone.

L'ufficializzazione del calendario di incontri operativi, non basta a placare gli animi. Â«La nostra proposta è quella di ridisegnare, dopo tanti anni e tante criticità emerse in questa città, la geografia scolastica, vogliamo una mappatura dettagliata del patrimonio edilizio scolastico, il numero di classi, studenti e ambienti disponibili per stabilire, iniziando dai grandi numeri, dove devono essere allocati i vari istituti- dichiara Tiziana Caterina, docente del liceo- Non possiamo ritenerci soddisfatti dell'incontro di oggi perché non c'è nessuna proposta concreta da parte della Provincia. Chiediamo un coinvolgimento più attivo e partecipe della nostra scuola: domani ci sarà un incontro con i dirigenti scolastici dei vari istituti e non capiamo perché la nostra preside non sia stata invitata. L'emergenza in atto riguarda il "Mancini" e noi non avremo una rappresentanza. A questo punto, sarà anche una provocazione, ma di fronte a 1200 alunni in strada e istituzioni che continuano a dire che non ci sono sedi disponibili, bisogna agire con i crismi dell'emergenza: si chieda l'intervento dell'esercito per fare una spianata e montare dei prefabbricati pesanti in cui riportare i nostri studenti». Per la docente va fatta chiarezza anche sul piano emergenziale messo in atto dalla preside, sfruttando le nove classi già in uso del liceo, presso l'adiacente scuola media "Francesco Solimena": «è solo un palliativo, vuol dire che si andrà a scuola una o due volte alla settimana per tre ore, ad eccezione delle classi quinte che hanno la priorità».

Non indietreggiano neanche gli studenti: «non ci sono state date risposte. Comprendiamo le difficoltà della Provincia e il fatto che siano stati tagliati i fondi per l'edilizia scolastica, ma resta il fatto che ci sono, ad oggi, 1200 studenti buttati in mezzo alla strada a cui non viene data alcuna prospettiva- spiega Sara- la protesta continua, faremo altre manifestazioni finché non ci verrà garantito il diritto allo studio. In quella scuola ci sentivamo sicuri, perché lo scorso anno dopo la perizia del professor Petti, ci era stato detto che non vi era alcun problema. Non ci aspettavamo che la scuola finisse sotto sequestro».

Anche un altro docente, Sergio Picone, punta il dito contro le istituzioni: «la perizia a Petti è stata commissionata il 18 novembre, dopo che ben quattro scuole si erano messe in movimento per risolvere l'emergenza dell'Istituto d'Arte. In quel caso fu un'emergenza condivisa, non si capisce perché oggi non sia così. La Provincia prenda tutti gli istituto che sono di sua competenza e con gli organici, non con i dirigenti, scelga per il meglio. In un momento di crisi ognuno deve rinunciare a qualcosa, anche ai laboratori eventualmente. Il "Mancini" deve essere un problema della città, altrimenti si decreterà la fine di un'istituzione scolastica che ha dato tanto lustro all'Irpinia».

In provincia, al fianco di studenti e docenti, anche il deputato del Movimento Cinque Stelle Carlo Sibilia: «ad oggi che è 13 novembre, Gambacorta e Grano, con la preside Agnes non hanno neanche parlato. Questa è una responsabilità grave, e non è possibile che dal sequestro ad oggi non è stata proposta alcuna soluzione che non può che essere condivisa con docenti e genitori. Oggi, a dare risposte, doveva esserci Gambacorta».

Ultima modifica ilLunedì, 13 Novembre 2017 14:21

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