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  • Martedì 21 Agosto 2018 - Aggiornato alle 06:56

«No Gomorra: quanto accaduto a Federico non deve più ripetersi»

Amici e parenti del giovane rapper di Serino ferito con un colpo di pistola dall'ex cognato in marcia per chiedere giustizia. “10 anni di Don Matteo e nessun parroco, un anno di Gomorra tutti criminali” tra gli slogan utilizzati. Il fratello: “questa manifestazione è il prosieguo di Napoli”

«No Gomorra: quanto accaduto a Federico non deve più ripetersi»

Cori e striscioni hanno accompagnato la marcia partita dall'Ite Amabile per chiedere giustizia ed esprimere solidarietà in favore di Federico Petrone, il 19enne di Serino raggiunto da un colpo di pistola al braccio sparato da Gerardo Ciuci, 18enne di Contrada, dopo una colluttazione. Tsunami è il nome d'arte del giovane rapper ricoverato all'ospedale Moscati dove ha subito un intervento per estrarre la pallottola dal braccio. Questa mattina, compagni di scuola, amici e parenti hanno marciato da via Morelli e Silvati fino a Piazzale de Marsico. "Giustizia per Federico" "Fate il vostro lavoro" gli slogan dinanzi al Palazzo di Giustizia rivolti ai magistrati avellinesi che indagano sulla vicenda. "Quanto accaduto merita di essere punito" dice il fratello di Federico, Amato Petrone interrogato ieri per due ore dagli inquirenti"quello che è stato fatto in una settimana di lavoro da parte degli inquirenti, poteva essere fatto prima" afferma il giovane che chiede il cambio del capo di imputazione per l'aggressore del fratello "da lesioni personali a tentato omicidio. Voleva ucciderlo. Vogliono far passare mio fratello come un aggressore, ma le prove dicono altro".

La giustizia in realtà sta facendo il suo corso, in otto giorni di indagini è stato fermato e identificato immediatamente chi ha sparato, è stato denunciato e poi arrestato come previsto dalla legge. Le indagini condotte dagli agenti della Questura di Avellino e dai Carabinieri hanno portato all'iscrizione nel registro degli indagati di altre sette persone tra i 18 ed i 28 anni. Dopo aver ascoltato la testimonianza di Federico Petrone in ospedale, il gip Antonio Sicuranza hanno ascoltato anche Ciuci dinanzi ai suoi legali Edoardo Fiore e Ettore Freda. Emergono due versioni contrapposte. Petrone, invitato dal cognato, dopo aver raggiunto Contrada insieme a quattro amici per risolvere delle questioni relative al fidanzamento con la sorella di Ciuci, ha dichiarato di essere stato minacciato con la pistola alla testa dal 18enne. L'arma però si sarebbe inceppata, solo in un secondo tentativo sarebbe partito il colpo che lo ha ferito al braccio. L'indagato, nella sua ricostruzione ha dichiarato di non aver mai provato a sparare alla testa Petrone, ma che è partito un solo colpo ed è stato quello che lo ha colpito al braccio. L'arma è stata sequestra dalla Procura della Repubblica di Avellino ed è stata affidata al perito balistico Alessandro Lima che dovrà valutare quante volte ha sparato l'arma ed anche eventuali malfunzionamenti.

Ma la manifestazione, afferma Amato Petrone "non si ferma a quello che è accaduto a Federico. E' qualcosa che va ben oltre. C'è uno striscione significativo tra quelli esposti dagli amici di Federico: "no Gomorra". Ed è proprio contro la fiction televisiva ispirata al best seller di Roberto Saviano che si schierano i partecipanti alla manifestazione: "10 anni di Don Matteo e nessun parroco, un anno di Gomorra tutti criminali" cantano.
"I giovani stanno prendendo troppi spunti dalla serie televisiva e non è quello il mondo reale – commenta Amato dopo quanto accaduto al fratello. Vogliamo rappresentare il malessere ed il disagio che viviamo nel sud Italia. Gli accadimenti di cui sentiamo parlare in questi giorni sono la conseguenza dei problemi che vive la nostra generazione. Questa manifestazione può essere il prosieguo dell'iniziativa di ieri a Napoli con tante persone in strada per dire no a questa violenza dilagante".

Ultima modifica ilGiovedì, 18 Gennaio 2018 17:20

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