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  • Mercoledì 26 Settembre 2018 - Aggiornato alle 06:28

Stir, se è vero che la politica vuole delocalizzarlo, perché spendere ulteriori soldi?

L’associazione “Salviamo la Valle del Sabato” riaccende i riflettori sul futuro dell’ex Cdr: “ecco perché continueremo per sempre a patire la presenza dell’impianto”

Stir, se è vero che la politica vuole delocalizzarlo, perché spendere ulteriori soldi?

«La delocalizzazione auspicata dai sindaci che hanno votato a favore dell'ampliamento delle autorizzazioni e delle attivitĂ  dello Stir, è una presa in giro. Se oggi si dĂ  il via libera ad un nuovo investimento economico sull'impianto, vuol dire che resterĂ  a Pianodardine per sempre». L'associazione 'Salviamo la Valle del Sabato' riaccende i riflettori sulla vicenda Stir. A sei giorni dall'approvazione in conferenza dei servizi dell'ampliamento dell'autorizzazione integrata ambientale e delle attivitĂ  dell'ex Cdr (leggi qui), letto il verbale dell'incontro, il presidente dell'associazione Franco Mazza pone alcune considerazioni.

«Quella approvata viene definita modifica 'sostanziale' dell'Autorizzazione Integrata Ambientale. Un termine non casuale – commenta Mazza- che ci fa capire come siano previste modifiche molto significative. E' vero che i quantitativi, rispetto alla prima A.I.A. restano pressoché immutati. Si passa anzi da 116.000 tonnellate all'anno a circa 114.000. Va detto però che il raddoppio era stato tentato da Irpiniambiente, prevedendo di trattare, come dicevamo, fino a 200.000 tonnellate. Quindi c'era chiara intenzione di utilizzare quell'impianto non solo per il fabbisogno provinciale ma per fare profitto. Dunque non venga annunciata come una vittoria aver riportato le quantità nelle dimensioni normali, perché il raddoppio era semplicemente una porcheria».

L'ampliamento dell'autorizzazione consente principalmente l'attività di trasferenza della frazione organica del rifiuto, quella che per mesi è stata effettuata grazie ad ordinanze emergenziali del presidente della Provincia Domenico Gambacorta. Ma non solo. Mazza evidenzia che oltre l'umido «ci sono numerosi altri codici di rifiuti che non si sa con quale "disordine" verranno accumulati. Molti materiali verranno stoccati sotto le tettoie, non ancora autorizzate dal Comune di Avellino» e sulla versione finale del progetto presentato da IrpiniAmbiente e approvato dagli enti preposti, il medico sottolinea «sono indicate moltissime prescrizioni. Ciò sta a significare che nemmeno in seconda battuta la società è riuscita a convincere i presenti sulla bontà del progetto presentato.A mio avviso sarà difficile verificare il rispetto delle prescrizioni».

Poi l'affondo contro i sindaci che hanno dato parere favorevole, pur auspicando la delocalizzazione futura dell'impianto. «Questi sindaci- commenta Mazza- commettono due errori: il primo, non hanno tenuto fede all'impegno assunto nei rispettivi consigli comunali quando hanno deliberato la delocalizzazione. Il secondo è che, con tutte le risorse economiche che saranno impegnate per realizzare il progetto di bonifica e per l'adeguamento, dovrebbero ben sapere che non ci sarà nessuna delocalizzazione. Argomento che, da loro, viene proposto solo come una colossale presa in giro. L'unica vera soluzione era ed è per noi quella di smetterla con impianti di trattamento rifiuti in centri abitati. Lo Stir era, è e sarà non compatibile col contesto urbano della sua ubicazione. Potremmo metterci anche la medaglietta al petto e rivendicare come nostra vittoria l'eliminazione della previsione dell'impianto di compostaggio, ma a noi non interessano i contentini. Noi già sappiamo che continueremo a patire per la presenza dello Stir. Ne riparleremo tra qualche anno quando si dirà: "In fase di AIA le prescrizioni sono state date...poi se la gestione non è corretta...". Insomma un film già visto troppe volte nella valle del Sabato. Per noi, come detto in conferenza dei servizi anche dal Comune di Manocalzati, l'unica vera soluzione è la delocalizzazione perché lo Stir, dov'è, a nostro avviso non può stare».

Ultima modifica ilLunedì, 16 Aprile 2018 18:31

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