Background ADV
  • Domenica 24 Febbraio 2019 - Aggiornato alle 05:58

“Entro l’estate il piano rifiuti dell’Ato. Gli impianti si faranno, attendiamo le indicazioni dei sindaci”: la road map di Tropeano

Il presidente dell’ente provinciale annuncia i prossimi incontri con amministratori e associazioni. “C’è maggiore consapevolezza che i rifiuti, se trattati bene, producono occupazione e tutela ambientale. Il gestore? Sarà pubblico, ma la tariffa la decidiamo noi”

“Entro l’estate il piano rifiuti dell’Ato. Gli impianti si faranno, attendiamo le indicazioni dei sindaci”: la road map di Tropeano

«Entro l'estate il piano industriale per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti sarà pronto. Nel frattempo pensiamo all'impiantistica. Lavoriamo per scelte condivise con i sindaci e con i territori, altrimenti l'Ato prenderà in mano le redini della situazione e deciderà sulla scorta di parametri ben precisi». Valentino Tropeano, presidente dell'Ato provinciale rifiuti, detta le prossime tappe che dovranno portare l'ente irpino a mettere nero su bianco la proposta per la gestione rifiuti dei 118 comuni della provincia.

Tropeano a che punto è il programma di ascolto con i sindaci?
«A buon punto la settimana prossima incontreremo gli amministratori del baianese, ed entro fine mese concluderemo il giro di ascolto con Avellino e la Valle del Sabato. In ultimo avremo anche un confronto con le associazioni riconosciute sui territori. Stiamo acquisendo dati da tutti i comuni e a breve ne chiederemo formalmente altri per ottenere elementi necessari alla predisposizione del piano che sarà la sintesi di proposte e indicazioni corali. A breve l'Ato si trasferirà anche nella nuova sede di Collina Liguorini».

C'è il tema dell'impiantistica ancora aperto. Saltato il biodigestore a Chianche, si stanno valutando alcune aree industriali dismesse. Al momento le ipotesi venute fuori riguardano Nusco e San Mango (leggi qui), è così?

«Dire oggi dove si intende realizzare l'impianto è prematuro ed inutile. Di sicuro quello del trattamento umido è un nodo da sciogliere, ma anche su questo non è nostra intenzione calare scelte dall'alto. Verifichiamo le proposte dei territori e l'eventuale riconversione delle aree industriali, così come indicato da alcuni primi cittadini. Se c'è compatibilità tra le indicazioni bene altrimenti sarà l'Ato a fare una sua proposta. Devo però dire che noto con piacere un approccio finalmente diverso alla problematica, molto più costruttivo soprattutto da parte dei sindaci che hanno finalmente tutti preso coscienza che la questione va risolta. Avellino potrebbe così riuscire a chiudere velocemente il ciclo integrato dei rifiuti. I luoghi venuti fuori per ora sono solo indicativi. Bisogna prima chiudere la partita sul piano industriale».

Se dovesse essere l'Ato a decidere, in che modo lo farebbe?
«Faremo tutte le valutazioni del caso, è nostra intenzione muoverci partendo da principi di massima partecipazione ma siamo pronti a dire la nostra. Bisognerà chiaramente valutare ricadute e benefici per i territori partendo dal concetto, ormai chiaro ai più, che i rifiuti non rappresentano di per sé una bomba ecologica, ma lavorati bene, in maniera seria e controllata, rappresentano una boccata d'ossigeno per i territori sia in termini occupazionali che di salvaguardia ambientale».

Il Comitato "No al biodigestore di Chianche" ha giĂ  avvertito l'Ato che, scongiurata la realizzazione dell'impianto nelle terre del Greco di Tufo, i fari restano puntati sul metodo decisionale (leggi qui).
«Come ho già detto incontreremo anche le associazioni che potranno dire la loro al pari dei sindaci. Dalle associazioni però mi aspetto non solo dei no, ma anche delle proposte e delle indicazioni. Insomma mi aspetto che facciano il loro lavoro fino in fondo. Ripeto che la nostra è un'impostazione votata alla massima democrazia e alla raccolta del più ampio consenso possibile nelle scelte strategiche che andremo a compiere. L'Ato non ha alcun interesse particolare da coltivare, ma solo quello pubblico garantito anche dalla presenza dei sindaci».

Altro nodo da sciogliere riguarda la gestione del servizio. La Provincia sembra orientata ad indicare un affidamento in house ad IrpiniAmbiente.
«Quando sarà il momento affronteremo anche questo argomento. Al momento l'unica cosa certa è che, dagli incontri in corso, l'orientamento generalizzato è quello di una gestione pubblica. Questa potrebbe passare per le mani dell'attuale società provinciale o meno, ma a prescindere da chi si occuperà del servizio è bene ricordare che la tariffa la stabilirà l'Ato e il gestore dovrà adeguarsi alle nostre indicazioni».

E' ipotizzabile una data per chiudere la partita del piano industriale?
«Non appena pronta una bozza del piano, la sottoporremo all'assemblea dei sindaci che, avendo contribuito con i loro suggerimento alla stesura stessa, dovranno valutarne la fattibilità. L'obiettivo è avere il piano pronto entro l'estate, ma il lavoro che stiamo portando avanti è molto complesso perché bisogna far quadrare tutto, dal fabbisogno, alla produzione all'impiantistica al numero di utenti da servire. Dati che stiamo acquisendo dai sindaci, ma anche da Regione e IrpiniAmbiente».

Ultima modifica ilLunedì, 11 Febbraio 2019 18:22

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.