Attesa da aprile, è stata pubblicata questa mattina la sentenza del Tar Campania, seconda Sezione Staccata di Salerno, a cui si erano appellati gli ambulanti del mercato bisettimanale di Avellino contro il trasferimento da Piazzale degli Irpini a Campo Genova. Ricorsi e motivi aggiuntivi presentati nel corso di oltre un anno e mezzo di braccio di ferro con il Comune di Avellino, che a sua volta si è difeso con proprie memorie, la cui sussistenza viene meno sostanzialmente per il trascorrere del tempo che, nel frattempo, ha portato le ordinanze del sindaco Festa alla loro naturale scadenza e al ripristino, da tre settimane, del mercato nella tanto contestata area di Campo Genova.

Ma Palazzo di Città può cantare vittoria solo a metà. Se da un lato infatti il Tar dichiara improcedibile la domanda di annullamento degli atti impugnati, respinge quella di accertamento della loro illegittimità solo per quanto riguarda il ricorso introduttivo e ma la accoglie in riferimento ai motivi aggiunti.

“L’azione proposta dai ricorrenti era funzionale, in buona sostanza, ad annullare le determinazioni cui il Comune ha sospeso il mercato nell’area di Piazzale Irpini (ordinanza n.6 del 4.1.2020), previa allocazione dello stallo degli autobus fino al 31.12.2020 (ordinanza n.5 del 3.1.2020), impugnate con il ricorso introduttivo, e quindi disposto la delocalizzazione provvisoria, fino al 31.12.2020, nella contestata area di Campo Genova (ordinanza n.41 dell’8.2.2020), avversata coi motivi aggiunti (in entrambi i giudizi). Quanto ai motivi aggiunti, è pacifico che l’ordinanza n.41 dell’8.2.2020 abbia esaurito i propri effetti al 31.12.2020 e che, pertanto, l’eventuale caducazione non possa più sortire, per i ricorrenti, alcuna utilità. Ad avviso del Collegio, è venuto ormai meno anche l’interesse sotteso alla tutela caducatoria degli atti impugnati con il ricorso introduttivo” si legge nella lunga sentenza. Inoltre i magistrati dichiarano il difetto di legittimazione passiva del Ministero dell’Interno, di cui sentenziano l’estromissione dal giudizio, a cui pure i ricorrenti si erano appellati e dichiara inammissibile la domanda risarcitoria.

Ma è sull’idoneità ambientale di Campo Genova che il Tar striglia il  Comune. La sentenza ripercorre la cronistoria di tutto l’iter di verifica dell’idoneità ambientale del sito che aveva ospitato per anni l’isola ecologica. Un sito, scrivono i magistrati, “da ritenere potenzialmente contaminato pertanto il comune di Avellino è obbligato a redigere il piano di caratterizzazione da presentare agli Enti competenti per l’approvazione, peraltro già notiziati direttamente dall’Arpac di Avellino”. Ma il procedimento relativo al piano di caratterizzazione avviato dal Comune a marzo 2021, è successivo e non preliminare alla dislocazione del mercato decisa a febbraio 2020. “Emerge come l’Amministrazione comunale, a fronte della disposta sospensione del mercato (nell’area mercatale di Piazzale Irpini), e quindi nella piena consapevolezza del disagio che ne è derivato agli operatori economici, e pur avendo da tempo individuato la nuova allocazione (Campo Genova), sia pure a titolo provvisorio, ha palesato un modus operandi complessivamente non improntato al rispetto dei principi di buona andamento, ragionevolezza e proporzionalità dell’azione amministrativa, procedendo solo in ritardo alle verifiche sull’idoneità del sito (certamente successivamente alla disposta delocalizzazione giusta ordinanza n.41/2020), prima fra tutte quelle di natura ambientale, tenuto conto della presenza nell’area del Centro di raccolta rifiuti” scrivono i magistrati in sentenza. Aspetto su cui lo stesso Tar, dopo aver ricevuto gli esiti delle prime indagini affidate dal Comune alla Prolab, aveva investito il Noe dei Carabinieri per un’ulteriore verifica soprattutto  relativamente ai contaminanti risultati oltre soglia. Campionamenti che poi, come è noto, hanno obbligato il Comune a dar vita ad un vero e proprio piano di caratterizzazione e all’avvio da parte della Regione di un’apposita conferenza dei servizi. Un “palese difetto di istruttoria, oltre che di violazione dei principi di ragionevolezza, buon andamento e proporzionalità dell’azione amministrativa, che vede il Comune soccombere nel giudizio, relativamente all’illegittimità dell’ordinanza sindacale n. 41 dell’8 febbraio 2020 che prevedeva la delocalizzazione del mercato a Campo Genova fino al 31 dicembre 2020” è quanto ravvisato dal Tar che accoglie questa parte dei ricorsi presentati dagli ambulanti che adesso, tramite il loro avvocato Ciro Aquino, si dicono pronti ad avviare l’azione risarcitoria nei confronti dell’ente. Saranno dunque a carico del Comune le spese di compenso per la verificazione ambientale da riconoscere all’Arpa Avellino e al Comandante dei Noe di Salerno per complessivi 2500 euro.

Quel che emerge è che per il momento, salvo che dal piano di caratterizzazione in atto non emergano motivi ostativi, Campo Genova può essere utilizzata dall’amministrazione comunale come sede del mercato bisettimanale.

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