Il carisma di Francesco nasce dalla sua totale spogliazione, iniziata nel 1206 nel Vescovado di Assisi. È lì che otto secoli fa il giovane Francesco, nel giudizio che lo vedeva contrapposto al padre Pietro di Bernardone davanti al Vescovo Guido, fece il gesto clamoroso di spogliarsi di tutto, per essere tutto di Dio e dei fratelli. Alla sicurezza di una vita basata sul denaro, sul successo e sul potere, Francesco preferì il Dio che si rivela nella povertà, nella fragilità, nel dono totale di sé. Francesco rinasce come uomo nuovo m comunione con il Creatore e le sue creature: «Ora posso dire con liberta. Padre Nostro che sei nei cieli!». Quella di Francesco è la spiritualità delle relazioni. dell’Incontro e della condivisione, che superano paura e indifferenza.

A Montecasale, Francesco si rivolge ai ladroni che imperversano nei boschi chiamandoli: «Fratelli banditi». Francesco non cede alla tentazione di guardare l’altro come una minaccia, come un pericolo. Nel volto del suo prossimo, per quanto sfigurato, vede sempre l’immagine di Dio. Ma. per arrivare a questo, Francesco ha capito che doveva porsi di fronte agli altri come un “fratello minore”. La “minorità” diventa la regola relazionale dei frati: sint minores et subditi omnibus. Oggi, più che mai, è urgente mettersi alla scuola di Francesco d’Assisi per spogliarsi dalle logiche di potere, dalla brama di possedere, e da quella profonda indifferenza che genera la cosiddetta cultura dello spreco e dello scarto.

Il Dio che Gesù Cristo ci rivela, e che Francesco contempla, è il Dio che si e fatto minore per noi. È dalla ‘minorità di Gesù che Francesco impara ad essere frate minore, fratello e servo di tutti, e toglie dal suo cuore e dalla sua bocca ogni parola di orgoglio, di rifiuto, discriminazione. Qui il fascino, l’attualità e la lezione per l’uomo d’oggi di frate Francesco.

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