Metalmeccanico durante il proprio turno di lavoro, spacciatore nella restante parte della giornata. E’ questa la storia di Giuseppe Cerbone, operaio metalmeccanico di una fabbrica dell’avellinese, arrestato ieri pomeriggio insieme ad altre due persone al termine di una importante attività investigativa portata avanti e condotta in porto dalla Squadra Mobile della Polizia di Avellino guidata dal dottor Paolo Iodice.

Giuseppe, residente ad Acerra, si recava ogni giorno ad Avellino per lavoro. Ai più dava l’impressione di essere semplicemente un indefesso carrozziere di una nota azienda metalmeccanica dell’hinterland. In verità era un grossista della droga che spacciava panetti di hashish e bustine di marijuana con grande scaltrezza.

«Le attività investigative sui canali di approvvigionamento dei pusher locali e dell’hinterland irpino ci hanno portato all’individuazione di Giuseppe Cerbone, un soggetto dall’apparente vita inattaccabile, onesto operaio di una azienda avellinese ma che conduceva una doppia vita. Operaio precario in fabbrica, spacciatore di quantitativi notevoli di stupefacenti sul territorio napoletano ed irpino» – spiega il dottor Iodice. Nella sola giornata di ieri Giuseppe Cerbone doveva portare a termine una vendita di ben 7 panetti da 100 grammi l’uno per un ammontare di circa 2mila euro. E proprio per l’ingente quantitativo di spaccio che gli agenti della Mobile sono intervenuti ieri pomeriggio per porre fine all’attività illecita.

Giuseppe Cerbone non solo poteva considerarsi un grossista con canali di spaccio ramificati sui due territori confinanti, ma era anche un venditore al dettaglio dal momento che spacciava anche all’interno della sua fabbrica. Tutte attività che svolgeva con estrema scaltrezza, sicuro dell’infallibilità del suo metodo di trasporto e dal suo status di incensurato. Sempre con la divisa blu addosso Giuseppe Cerbone nascondeva in un intercapedine creata ad arte tra la plancia e il vano motore della sua Fiat Multipla tutta la droga che riusciva a contenere passando inosservato e in scioltezza davanti ai posti di blocco di Polizia e Carabinieri. Astuzia che, però, non gli è servita ieri pomeriggio, quando gli uomini della Mobile, dopo una prima perquisizione hanno deciso di smontare l’auto rinvenendo nel vano motore ben 7 panetti di hashish e 3300 euro in contanti frutto di una precedente attività di spaccio.

Le indagini della Polizia sono proseguite, poi, sul posto di lavoro del Cerbone, dove è stato necessario trarre in arresto un suo collega operaio Antonio Palomba e la compagna Michelina Rossetti, casalinga che lo aiutavano ad intessere rapporti criminali sul territorio irpino. I tre, tutti ultra sessantenni, sono stati arrestati con l’accusa di detenzione e trasporto di sostanze stupefacenti. «Per la quantità che riusciva a smerciare è sicuramente intraneo ad attività di più alto livello sul territorio napoletano – spiega Iodice – e avvantaggiato dalla sua posizione di operaio riusciva a svolgere l’attività illecita in piena libertà». Fino a ieri pomeriggio. Il “bottino” recuperato dalla Mobile di Avellino parla di circa 2 chilogrammi di hashish recuperato tra l’abitacolo e gli armadietti dell’azienda in cui lavoravano il Cerbone e il Palomba(che ha collaborato con la Polizia non appena ha capito la gravità della situazione ndr), mezzo chilo di marijuana e ben 6mila euro in contanti

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore, inserisci il tuo nome qui