Nella videoconferenza svoltasi ieri tra la Direzione della E.M.A. e i segretari provinciali riguardo la valutazione degli assetti produttivi funzionali ai volumi è emerso un quadro a tinte fosche tanto prevedibile quanto bisognoso di un approccio attento e responsabile.

Difatti, alcune aziende clienti di Ema hanno già annunciato importanti riduzioni di produzione: sia Airbus che Boeing, due tra i maggiori produttori di aerei, hanno annunciato una sensibile riduzione dei volumi (circa 1/3).

«A questo si aggiunge  il rischio che, a causa dell’emergenza sanitaria, l’onere economico che le compagnie aeree dovranno sostenere per l’adeguamento della sicurezza degli abitacoli impatterà sul costo dei viaggi con l’effetto di ridimensionare la domanda dell’utenza e, con essa, di comprimere il mercato delle vendite di velivoli. Tant’è che a causa della scelte, ad esempio, di molte aziende di utilizzare lo strumento delle  teleconferenze e lo smartworking, il numero di aerei parcheggiati risulta essere di  16.700: il 64% della flotta globale- è quanto scrivono le rsu e le segreterie territoriali di Fim-Cisl e Fiom-Cgil- Da ciò scaturisce la decisione della casa madre inglese, come si palesa dal contenuto di una comunicazione inviata all’Ema dal ceo della Rolls Royce, di intraprendere una consistente ristrutturazione della pianta organica in funzione del calo di volumi. La buona notizia è che, almeno per il momento, questa preoccupazione è scongiurata per i dipendenti di Ema/Poema. Infatti, grazie al ricorso agli ammortizzatori sociali siamo in grado di assicurare la salvaguardia degli attuali livelli occupazionali. Questi indicatori ci offrono l’evidenza di una crisi conclamata del settore aereospaziale  i cui effetti si preannunciano pesanti ma di incerta durata; tant’è che non si esclude un inizio di ripresa nel corso dell’ultimo trimestre dell’anno in corso, la qual cosa permetterebbe il rientro al lavoro dei 12 dipendenti in somministrazione che nei giorni scorsi non avevano ottenuto la proroga del contratto. La situazione è seria ma non drammatica e necessita di una gestione che sia pragmatica, trasparente e coerente con l’obiettivo di riportare questa eccellenza dell’industria irpina ai fasti e alla prosperità che le sono congeniali. Ed è per questi motivi che, oggi più di ieri, le scriventi OO.SS. si rendono disponibili a concordare tutte le iniziative necessarie volte a preservare il Lavoro e l’Occupazione perseguendo un modello di relazioni partecipative improntate alla responsabilità. Occorre stipulare un patto di collaborazione che veda coinvolte le Organizzazioni Sindacali, le  Istituzioni e l’azienda prendendo ad esempio il modello virtuoso già collaudato nella fase di messa in sicurezza propedeutica alla riapertura dello Stabilimento».

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