“Sono dalla parte del Comitato Giovani per la Valle del Sabato e condivido il loro comunicato. Chi rappresenta le istituzioni, lo fa sempre”. Lo dichiara Leonardo Festa in merito a quanto accaduto a Casinali e le frasi del vicesindaco che inneggiano a Benito Mussolini.

“Chi assume incarichi politici, sceglie di assumere ulteriori responsabilità, e sa perfettamente che quando comunica attraverso i social, le proprie affermazioni si caricano di ulteriori significati – prosegue Festa. L’ accelerazione tecnologica imposta dalla Rivoluzione digitale sta modificando radicalmente il rapporto tra pubblico e privato. Capita spesso che chi attacca ferocemente sui social, poi magari di persona non avrebbe il coraggio di difendere le stesse posizioni. Per lo stesso principio, chi inneggia al fascismo poi tende a reagire alle critiche dicendo che lo ha “solo” scritto su un social. Ma se lo ha scritto vuol dire che lo pensa, e se invece scrive cose che non pensa c’è comunque un problema”.

“Ecco, io avrei il piacere di ascoltare le motivazioni che hanno spinto il vicesindaco di Cesinali a delirare in questo modo, ignorando completamente quando affermato dalla Legge Scelba – spiega Festa. Ma tutto mi fa pensare che non lo farà mai. Il suo atteggiamento sembra confermare le paure di Umberto Eco, quando in un intervento alla Columbia University elencava le caratteristiche di quello che definiva il fascismo eterno”.

“È tempo di reagire: mi metto a disposizione per delle lezioni gratuite di storia, anche in piazza a Cesinali, se volete, bisogna far capire che l’appello del comitato non risponde ad esigenze di natura politica, ma anzi porta avanti una battaglia di civiltà e cultura”.

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