Cosi come a Roma, anche in Irpinia il Pd si prepara ad una resa dei conti che, auspicabilmente, dovrebbe arrivare al congresso provinciale. La batosta elettorale ha messo il Partito Democratico nelle condizioni di dover fare chiarezza al suo interno, anche in maniera brutale. Non solo per ricostruire un percorso politico, ma soprattutto in vista delle Amministrative nel capoluogo dove i dem rischiano un’altra cocente delusione. Le analisi del risultato a via Tagliamento sono già cominciate, ma l’aria che tira è quella di una ulteriore lacerazione. Le parole, ad esempio, pronunciate dall’ex senatore Enzo De Luca, nella conferenza stampa di stamane, non sono piaciute a Rino Buonopane neoiscritto al partito. Non si tratta, però, di un iscritto qualsiasi. Buonopane, infatti, è arrivato al Pd dopo essere stato segretario provinciale di Scelta Civica e dunque vicinissimo all’ex deputato Angelo Antonio D’Agostino che non è riuscito, da candidato del centrosinistra, a farsi rieleggere a Montecitorio. In una nota, molto dura, diffusa nel pomeriggio, Buonopane ha criticato alcuni passaggi, i più significativi peraltro, della conferenza stampa di De Luca ed è molto difficile non pensare che questa non sia una risposta concordata con l’ex deputato. Questa è una fase che richiede la massima coesione all’interno del Partito Democratico.

«Tutti dobbiamo lavorare – ha detto – affinché si affermi l’unità interna non solo perché ci sono in vista le elezioni amministrative, ma per il bene complessivo del centrosinistra e della nostra provincia. Proprio perché tutti dobbiamo lavorare per raggiungere questo obiettivo, dobbiamo mettere al bando le ipocrisie e dirci le cose come stanno. Dobbiamo abituarci alla verità, sempre e comunque, specie nei momenti di difficoltà». Sono due i punti sul quale si incentra la critica. «Al Senatore De Luca che dice “via i personalismi e i trasformismi a cui il voto di domenica ha dato un significativo colpo”, io rispondo dicendo: giustissimo come principio, parole sante. E’ esattamente quello che è accaduto: De Luca ha fatto della questione elettorale prima una questione personale per la mancata candidatura, e subito dopo ha pensato di “sottrarsi” letteralmente dall’impegno della campagna elettorale. E quindi addio senso di responsabilità, addio senso di appartenenza al Partito Democratico. Il voto dato, anche nella nostra provincia, al Movimento 5 Stelle è anche una protesta contro il modo in cui il Partito Democratico è stato gestito negli ultimi anni. Un periodo nel quale proprio De Luca ha svolto un ruolo di primo piano. In particolare il voto che il centrosinistra ha raccolto in città è per tutta evidenza anche un voto contro chi ha governato il Capoluogo negli ultimi 5 anni durante i quali, ancora una volta, la figura di De Luca si lega indissolubilmente a quella della esperienza amministrativa. Sua la scelta del candidato Sindaco senza le primarie, sua l’azione costante dietro le quinte di un consiglio comunale avvitato su se stesso. Sua infine la regia tesa a delegittimare il ruolo e la figura di consiglieri legittimamente eletti, indicati poi come assessori, e successivamente defenestrati, come Stefano La VerdeGuido D’Avanzo, etc». E poi aggiunge «Al senatore De Luca che dice di aver messo in guardia Renzi dal rischio di un disastro elettorale dico che è fuori dalla realtà. Evidentemente non ha ancora messo a fuoco ciò che è accaduto nel Sud Italia, in Campania e nella nostra provincia. Davvero ha pensato che una sua candidatura potesse sortire risultati diversi? Molto più seriamente, la Presidente D’Amelio, lei sì donna di partito, si è spesa nonostante la mancata candidatura, coordinando la campagna elettorale del centrosinistra. Ancora oggi ha dichiarato che il problema non è stato quello delle candidature, ma ha lucidamente e lealmente affermato che se fosse stata lei ad essere candidata nel centrosinistra nel collegio dell’Alta Irpinia il risultato non sarebbe stato diverso. In conclusione vorrei esprimere l’auspicio che il Pd irpino si rinnovi profondamente. Lo faccia con la forza delle idee e con volti nuovi. Guardiamo con favore all’ingresso nel Partito del Ministro Calenda, al grande esempio che sta dando in queste ore così particolari. Che egli possa essere un modello per tutti: uno che si mette al servizio del Partito Democratico senza rivendicare ruoli».

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