Biodigestore Chianche
Biodigestore Chianche

Incontri, confronti, sensibilizzazione ed informazione. L’impianto per il trattamento rifiuti umidi in Irpinia non fa più paura ed il numero di comuni pronti ad ospitarlo aumenta grazie anche al lavoro dell’Ato rifiuti presieduto dal sindaco Valentino Tropeano ed ai consiglieri d’ambito. A due anni dalla manifestazione d’interesse del sindaco di Chianche, Carlo Grillo, si sono aggiunti Savignano Irpino e negli ultimi giorni i comuni di Domicella e Montella, ma non sono da escludere altre candidature prima del varo del piano d’ambito. Si parte dal biodigestore rigorosamente anaerobico per tutti, le differenze sostanziali si registrano sull’individuazione dell’area (osteggiata soprattutto a Chianche nell’areale del Greco di Tufo) e sulla gestione, come nel caso di Savignano Irpino dove si registra un interesse per un impianto a gestione pubblico-privato ed il costo interamente in capo a quest’ultimo a differenza degli altri. Non si sbilancia il sindaco di Domicella, Antonio Corbisiero, in attesa di un confronto ampio sulla materia. Passi in avanti, ma anche in questo caso siamo agli albori dal comune di Montella amministrato da Rino Buonopane che ha già avuto un confronto con il presidente Tropeano.

BuonopaneSindaco, come nasce l’idea dell’impianto per l’umido a Montella?
Come amministrazione ci stiamo approcciando al ciclo integrato dei rifiuti ed alla necessità di chiudere il ciclo in provincia, previsto dalla legge, con uno o più impianti per lo smaltimento del rifiuto organico. Partiamo dal presupposto che si tratta di un impianto anaerobico senza emissioni odorigene.

E’ consapevole che la sola parola rifiuti lancia un campanello d’allarme?
Abbiamo avviato un ragionamento sereno e consapevole. Spesso capita di ribellarsi senza avere conoscenza della materia, non è detto l’impianto si faccia a Montella, l’importante è mostrarsi responsabili verso questo tema che riteniamo, con le dovute precauzioni e garanzie, possa essere una ricchezza per il territorio piuttosto che un problema.

Avete già individuato l’area dove potrebbe essere realizzato?
Nella nostra area Pip abbiamo già un impianto gestito da Irpiniambiente, è inserito nel piano d’ambito per il trattamento della frazione secca dei rifiuti, cartoni e plastica. Siamo anche aiutati dalla viabilità essendo a pochi metri dall’uscita dell’Ofantina. Sarebbe utile anche per un altro discorso….

Dica…
Nell’ambito del progetto pilota, ed in particolare la realizzazione dell’azienda forestale irpina, il comune di Montella si accinge a svolgere un ruolo importante in quando il grosso del patrimonio boschivo è nel nostro territorio. Questo impianto anaerobico necessita di un 25% anche di quel tipo di rifiuto, quale lo sfalcio ed il prodotto vegetale residuo del verde. E’ un ulteriore elemento di ricchezza. I vantaggi di un impianto industriale del genere ricadono su tutta la comunità irpina, si abbattono i costi per la lavorazione dell’umido. Abbiamo calcolato in 70 euro a tonnellata la lavorazione mentre oggi ne paghiamo circa 280 per la trasferenza a Padova.

Ha già parlato con il presidente Tropeano della sua idea?
Si ed ho messo subito in chiaro alcune cose. Siamo per una gestione pubblica e non privata dell’impianto, ad occuparsene sarebbe lo stesso Ato rifiuti né il comune di Montella.

In Irpinia la Regione ha finanziato l’impianto di Chianche, dove troverete i soldi?
E’ sempre la Regione che finanzia un impianto del genere che ha una gestione pubblica attraverso l’Ato.

Un eventuale trasferimento del finanziamento di Chianche è possibile?
Potrebbe essere anche questa la strada, ma laddove si trovasse un’altra soluzione, a Chianche si lascerebbe un altro tipo di impianto, salvando un parte di quel finanziamento.

Ricorsi e contrapposizioni a Chianche, teme la stessa reazione a Montella?
Ad oggi abbiamo iniziato una discussione interna alla maggioranza consiliare. Avremo un incontro con il professore dell’Unisa, Giovanni De Feo, per farci spiegare bene la tecnologia dell’impianto, pregi ed eventuali difetti. Prima una consapevolezza da parte nostra e poi una apertura al territorio con incontri pubblici spiegando bene cosa vogliamo fare. Interesseremo anche i sindaci dei comuni limitrofi. A Chianche c’è uno scontro per dinamiche diverse, si è sbagliato nella comunicazione andando forse con un po’ troppa veemenza avanti. Il territorio va informato preventivamente anche se questo non esclude che anche a Montella possano esserci contrapposizioni. Se non ci saranno le condizioni non opereremo alcuna forzatura.

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